UNA SPESA sanitaria in crescita, anche per l'importante traino della farmaceutica ma inferiore a quella del resto dell'Europa Occidentale. I dati del dodicesimo rapporto di Crea sanità dell'Università di Roma "Tor Vergata" rielaborano e sintetizzano i tanti studi fatti in questi anni sul settore, anche a partire dai numeri dell'Istat, per arrivare a concludere che la spesa sanitaria italiana è complessivamente più bassa del 32,5% rispetto a quella dell’Europa Occidentale. Il valore di questo dato in rapporto al Pil nel nostro Paese è del 9,4%, contro il 10,4% della stessa area europea. Il tutto è strettamente in relazione al fondo sanitario nazionale, cioè al finanziamento ricevuto dalle Regioni per sostenere la spesa sanitaria, e al suo incremento annuo, inferiore rispetto a quello di altri Paesi, Ci sono, come noto, grandi differenze di disponibilità, e quindi investimento, nelle varie realtà locali, in particolare tra Nord e Sud. Le politiche di contenimento dei costi e più in generale di risparmio hanno portato ad avere negli ultimi 10 anni un aumento della spesa che in media è stato dell'1% annuo, contro il 3,8% degli altri Paesi, sempre dell'Europa occidentale. E anche la spesa a carico dei privati è salita di meno, cioè di un più 2,1% all'anno contro il 2,3% europeo. Le famiglie italiane di tasca propria spendono circa 36 miliardi di euro all'anno, contro un fondo sanitario nazionale superiore ai 110 miliardi. Nel 2014 circa il 58% delle famiglie hanno sostenuto spese sanitarie di tasca propria, prevalentemente per visite specialistiche, esami e farmaci. Riguardo a quest'ultima categoria bisogna ricordare che circa un miliardo è rappresentato dalla spesa sostenuta volontariamente per acquistare i farmaci di marca magrado esistano anche i relativi generici, che per i cittadino sono gratuiti. L'1,2% delle famiglie si sono impoverite per spese sanitarie private. "Il fenomeno - scrivono i ricercatori di Crea - non sembra essersi modificato sostanzialmente, senza però sottovalutare che ci sono 280mila famiglie (l'1,4% di quelle che sostengono spese private) ad alto richio impoverimento". La spesa per polizze, individuali o collettive, rappresenta circa il 10% del totale dei soldi versati privatamente. Il settore nel quale si fatica di più a tenere sotto controllo la spesa è quello della farmaceutica, come ormai noto. Gli aumenti sono importanti, soprattutto nell'ambito di quella ospedaliera (+9,3% tra il 2014 e il 2015). "Con il 2015 si e? rotto l’equilibrio che ha permesso anni di sostanziale costanza della spesa farmaceutica: equilibrio finora garantito dalla compensazione degli incrementi della spesa ospedaliera, con la riduzione di quella territoriale".