CARI SIGNORI, questo Natale il rock è off-limits: se volete avere la meglio nei giochi da tavolo, fareste bene ad ascoltare solo musica classica. Mozart, per la precisione: è quanto ha appena svelato, sulle pagine del Medical Journal of Australia, un’équipe di scienziati dello Imperial College London e del Royal College of Music. I ricercatori, per l’appunto, hanno condotto una serie di esperimenti su un gruppo di oltre 300 uomini e donne (scelti tra i visitatori dell’Imperial Festival, organizzato ogni anno dall’ateneo britannico), osservando che i primi riescono a concentrarsi meglio e a ottenere risultati migliori nei giochi da tavolo se ascoltano arie di Mozart. Le prestazioni degli uomini diminuiscono drasticamente, invece, quando in sottofondo risuonano pezzi hard-rock, nella fattispecie degli AC/DC. Il lavoro ha vinto la competizione per “miglior articolo natalizio” organizzata dalla stessa rivista. I partecipanti all’esperimento, in particolare, hanno giocato al L’Allegro Chirurgo, un passatempo da tavolo in cui bisogna simulare un’operazione chirurgica su un fantoccio e in cui si accumulano tanti più punti quanto più si riesce a essere precisi dai movimenti. I ricercatori hanno fatto ascoltare ai volontari, in cuffia, tre diverse tracce sonore, la Sonata per due piani in D maggiore di Mozart, Thunderstruck degli AC/DC e il rumore di fondo di una sala operatoria, misurando in ciascun caso il tempo impiegato dai giocatori a completare l’operazione chirurgica e il numero di errori commessi: i risultati hanno svelato, per l’appunto, che gli uomini che avevano ascoltato il pezzo degli AC/DC erano più lenti e commettevano più errori rispetto a quelli che avevano ascoltato la Sonata di Mozart (rispettivamente con una media di 36 e 28 errori). Lo stesso fenomeno, comunque, non si è verificato per le donne, che, anche se in media hanno impiegato più tempo degli uomini a completare il gioco, hanno sempre commesso meno errori. LEGGI Mozart e Strauss abbassano la pressione e la frequenza cardiaca “Il nostro”, spiega Daisy Fancourt, del Center for Performance Science allo Imperial College e coordinatore del team di ricerca, “è uno studio ovviamente semiserio, condotto durante il tempo libero, ma fa comunque parte di una ricerca più ampia – e scientificamente più robusta – sull’effetto della musica sulle performance umane, in particolare in contesti medici come le sale operatorie”. Secondo l’autrice, nel 72% dei casi i chirurghi scelgono di ascoltare musica mentre operano, e ancora non ci sono prove definitive su eventuali benefici di questa pratica. Alcuni studi, per esempio, hanno mostrato che la musica giamaicana e l’hip-hop aumentano la velocità e la manipolazione degli strumenti chirurgici; un altro lavoro, al contrario, ha mostrato che l’ascolto di musica può ridurre l’attenzione degli anestesisti. Tornando ai “nostri” giochi da tavolo natalizi, non temete: i numeri nel bussolotto della tombola non hanno orecchie.