ROMA - Non se ne può fare a meno, a qualunque età. Per cercare ogni cosa, e anche per avere informazioni sulla salute. L'88 per cento degli italiani, infatti, consulta il web per trovare notizie sui propri malanni, soprattutto le donne (93 per cento), che sono anche le responsabili della salute della famiglia. Solo il 44 per cento ritiene che la cosa possa essere poco o per nulla affidabili. La domanda è infatti quanto si ritengono affidabili poi le notizie che si trovano in rete. E la differenza la fa l'età, e anche il grado di istruzione. Incappare in bufale - però - è cosa tutt'altro che rara, soprattutto in quell'universo incontrollabile che sono i social network. E se ci si ferma ai primi risultati di ricerca che compaiono in pagina - cosa molto comune, quasi uno su due lo fa - si corre davvero il rischio di incappare in notizie tutt'altro che affidabili. Appunto, bufale. Il decalogo. Come difendersi? Qualche idea, e un decalogo specifico, arriva dall'incontro "E-HealthKit: tra bufale e verità. Le due facce della salute in rete" che si è svolto stamattina a Roma, promosso da Ibsa foundation, che ha commissionato una ricerca su 802 utenti del web, con Cittadinanzattiva. Informazioni certificate. Ovviamente la soluzione è offrire informazioni certificate da un'istituzione scientifica ma - suggerisce Peter Schulz, professore di Teoria della comunicazione e comunicazione sanitaria dell'Università della Svizzera italiana, con un linguaggio che possa essere facilmente compreso da chi ha studiato anche solo sette anni, quindi poco meno della licenza di terza media. Infatti - si chiede Walter Malorni, direttore del dipartimento per la medicina di genere dell'Istituto superiore di sanità - se parliamo di ipertensione arteriosa anziché di pressione alta respingiamo molti verso siti meno affidabili ma con un linguaggio più comprensibile e attraente. Il portale Iss. Per questo proprio l'Istituto superiore di sanità sta predisponendo un portale specifico. "Senza banner pubblicitari - continua Malorni - e con delle informazioni sulla salute che vanno dai bambini agli anziani, dalla pediatria alla geriatria. E bisogna fare in modo che stia ai primi posti nella ricerca. È una sfida, da affrontare, per aiutare i cittadini a districarsi tra le infinite notizie che si trovano in rete. Anche quelle più strane e senza nessun fondamento". Motivo per cui si sta anche pensando - rivela Malorni - ad una sorta di bollino blu che certifichi i siti corretti. Google. Distinguere le notizie vere da quelle false, e acquisire informazioni corrette, è importante anche per gestire al meglio la propria malattia. "Chi ha bassa cultura della salute infatti - continua Schulz - è meno capace di gestire la propria malattia, qualunque essa sia, dal mal di schiena all'ipertensione. E non necessariamente l'accesso a siti affidabili si traduce nel trarre conclusioni corrette. L'85 per cento di chi cerca su Google informazioni di salute le ritiene affidabili perché le ha trovate sul motore di ricerca. Per interpretare le notizie serve però una cultura della salute che va costruita. Non solo da parte dei pazienti, ma anche per gli stessi medici. Che devono imparare a comunicare".