TRE ITALIANI su dieci soffrono di malattie allergiche ma pochi si curano correttamente. Un'attività fisica regolare è importante per l’allergico per migliorare la malattie e anche la qualità della vita. Per questo la Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica ha scelto di veicolare messaggi di attenzione alle malattie allergiche attraverso una giornata che vede il calcio come protagonista. La giornata nazionale dedicata alle allergie è giunta alla sesta edizione. Il palcoscenico sarà ancora una volta il campionato di calcio di Serie A: prima del fischio d'inizio dell’undicesima giornata di ritorno, in programma tra sabato 1 aprile e lunedì 3, uno striscione con lo slogan "In campo per vincere l’allergia" sarà esposto in tutti gli stadi d'Italia, mentre un video ribadirà sui maxischermi che l'allergia si vince con lo sport. "Questa giornata è un'occasione importante per sottolineare che nello sport come nella vita si può essere campioni anche se allergici. Con le allergie si può convivere e avere una vita del tutto normale, bisogna però essere ben informati e ben curati" commenta Giorgio Walter Canonica, presidente delle Siaaic. INTERATTIVO - Allergie da polline sintomi e cure LEGGI - Respiro affannato e oppressione al petto dopo sprint sportivo: è asma da sforzo Ogni anno cresce il numero di pazienti allergici che in Europa sono 70 milioni mentre nel nostro Paese un italiano su tre è affetto da patologie allergiche e il 50% degli italiani dichiara di aver avuto almeno una volta un episodio di sospetta natura allergica. Tra le malattie più diffuse asma e rinite di cui soffrono, rispettivamente, 3 e 12 milioni di italiani provocate da pollini, acari della polvere o peli di animali domestici come cani e gatti. Inoltre nello stesso paziente possano frequentemente coesistere asma e rinite. Altre patologie allergiche sono gli eczemi e orticaria che interessano circa l’1% della popolazione. Le allergie alimentari sono più comuni in età pediatrica dal momento che interessano oltre mezzo milione di under 18. Allergie meno note sono quelle a farmaci, prevalenti in età adulta e le allergie al veleno di imenotteri (api e vespe) che possono essere responsabili di gravi shock anafilattici. LEGGI Lo sport fa bene anche ai bimbi asmatici, stop a 5 falsi miti "Le malattie allergiche più gravi possono rivelarsi talvolta fatali sia per accessi asmatici gravissimi sia per il verificarsi di shock anafilattico. Per questo devono essere diagnosticate in tempo e curate con terapie idonee: attraverso una diagnosi precoce è possibile trovare le cure e i farmaci più efficaci per rendere le crisi allergiche meno gravi e governare la malattia" sottolinea Canonica. Le allergie possono colpire ogni fascia di età e si stima che circa il 30% degli atleti che praticano attività agonistica ne soffrano. Tuttavia se ben curate non sono un ostacolo per la pratica sportiva. LEGGI Un calcio alle allergie "Recenti studi hanno evidenziato che un'attività fisica regolare, sotto il controllo dello specialista, non solo non rappresenta un limite alla performance sportiva ma può migliorare la funzionalità respiratoria" spiega Gianenrico Senna, coordinatore dell'evento e vicepresidente della Siaaic, che prosegue: "Le allergie non sono un ostacolo all’attività sportiva quotidiana né al raggiungimento di risultati ambiziosi come testimoniato da molti atleti asmatici vincitori di medaglie olimpiche".