"Non è finito nulla, forse solo nelle speranze di qualcuno ma non nelle certezze" e la scelta del Governo di mettere fine all'isolamento per i positivi al Covid "è solo un atto politico e non ha nessuna base scientifica". Parla così Massimo Galli, già direttore del reparto di Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, commentando le ultime decisioni in materia. "È abbastanza discutibile che si decida di scaricare sugli ospedali determinate responsabilità - aggiunge Galli - il potere di isolare i positivi sarà deciso dalle direzioni sanitarie. Certi provvedimenti fanno scalpore ma dal punto di vista delle realtà dei fatti la situazione è, e sarà, diversa. Non sappiamo cosa potrà accadere in autunno, se una anziana contrae la malattia in corsia e muore di chi sarà la responsabilità?".
Schillaci: "Senso di responsabilità"
Sul tema interviene il ministro della Salute Orazio Schillaci ospite del Tg1: ""Questo è l'ultimo provvedimento legato alle misure di contenimento del Covid. I dati rassicuranti di questo ultimo periodo ci hanno indotto ad eliminare l'obbligo di isolamento per le persone positive al Covid19 che diventa come tutte le altre malattie infettive, come l'influenza". "Credo che gli italiani capiscano bene - aggiunge Schillaci - a che cosa ci siamo riferiti, non più obblighi ma il senso di responsabilità. Quindi anche questa fase verrà vissuta serenamente e ovviamente è chiaro che, come accade per le malattie infettive, ad esempio l'influenza, in caso di positività soprattutto se ci sono sintomatologie è il buon senso che deve invitarci a non andare vicino alle persone fragili e anziane. Ma sono certo che come hanno sempre fatto gli italiani risponderanno bene anche a questa nuova fase".
Per l'epidemiologo Pier Luigi Lopalco, docente di Igiene all'Università del Salento, "lo stop all'isolamento per legge è un prendere atto di quello che già succede" ma potrebbe portare a "sottovalutare, ancora di più, il rischio per questa malattia, come se non esistesse più". E per questo motivo servirebbe "una campagna di informazione che sottolinei il fatto che questa malattia ancora esiste, che possiamo infettarci in tutti i momenti dell'anno".
Claudio Maria Mastroianni, presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), è convinto che il provvedimento del governo dovrebbe essere accompagnato da una campagna di vaccinazione contro il Covid, a partire da settembre. "Almeno una volta l'anno, in autunno tutti gli 'over65', le persone fragili e a rischio, come i pazienti immunodepressi, e gli operatori sanitari dai 50 anni in su dovranno fare il vaccino monovalente che coprirà la variante Omicron Xbb di Sars-Cov-2", spiega Mastroianni.
Vaccini per anziani e fragili
Anche per Galli le vaccinazioni restano il migliore strumento per tutelare la popolazione. "Siamo un Paese molto vaccinato e in cui probabilmente la metà della popolazione ha contratto l'infezione - ha precisato - . È evidente che la gravità dei quadri clinici, salvo cataclismi e la comparsa di varianti, non sarà elevatissima". E per questo stesso motivo Galli ha deciso di vaccinarsi in autunno. "Ho fatto già 4 dosi e la malattia, ma ho una serie di comorbosità per cui farò la vaccinazione. E la consiglio agli anziani e ai fragili".
Un'attenzione particolare ai pazienti più esposti è quella che auspica anche Mastroianni. "Ovviamente per i soggetti immunodepressi - spiega Mastroianni, che è professore ordinario di Malattie Infettive all'Università Sapienza di Roma - andrà valutata anche l'ipotesi di un richiamo semestrale, a seconda dei casi. Come Simit, in collaborazione con la Società italiana di igiene abbiamo prodotto un documento, già inviato al ministero della Salute, con tutte le indicazioni da seguire per la vaccinazione anti-Covid che a settembre dovrà ripartire, visto che il tasso di capacità vaccinale è scemato notevolmente in questi mesi".
Gli ospedali
Nelle strutture ospedaliere, dopo la caduta di questo ultimo divieto, "si deve tenere alta l'attenzione - avverte l'infettivologo - mai abbassare la guardia. La situazione va monitorata con molta attenzione perché la malattia è ancora tra noi".