La salute degli occhi nei primi anni di vita è ancora troppo spesso trascurata, anche se da essa dipende un corretto sviluppo visivo e la prevenzione di problemi che possono diventare permanenti. Nonostante i progressi della medicina e una maggiore consapevolezza tra le famiglie, molti bambini continuano a non essere sottoposti ai controlli oculistici nei tempi raccomandati.
Alla salute degli occhi dei bambini è dedicato il nuovo numero dell’Osservatorio Vista della Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia, realizzato in collaborazione con Centro Studi Censis e Fondazione Bietti (Irccs), il principale riferimento scientifico italiano in ambito oftalmologico.
Dal report emerge che l’80,7% delle famiglie con figli minorenni ha effettuato almeno un controllo della vista, ma solo il 41% lo fa entro i 3 anni, il periodo più critico per lo sviluppo visivo, mentre il 59% arriva troppo tardi. In merito, ci scrive la mamma di una bambina di 18 mesi che chiede di sapere proprio qual è l’età in cui è consigliabile sottoporsi ad una visita oculistica soprattutto se c’è familiarità per problemi di vista. A rispondere è Marika Dello Strologo, dirigente medico di oftalmologia pediatrica presso l’Ospedale Buzzi di Milano.
Domanda. Ho una bambina di 18 mesi e mi chiedo se sia il caso di portarla già a fare una visita oculistica anche se sembra vedere bene. Il dubbio mi è venuto perché sia mio marito che io siamo molto miopi e anche astigmatici e vorrei fare prevenzione per mia figlia. Ci sono segnali a cui devo prestare attenzione? E quali controlli sono davvero necessari nei primi anni di vita? Sono un po’ preoccupata perché oggi si sente parlare tanto di problemi visivi nei bambini. Grazie.
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Risposta. È una domanda molto importante, perché la prevenzione visiva nei primi anni di vita fa davvero la differenza. Anche quando non ci sono problemi evidenti, una visita oculistica completa entro i 3 anni è raccomandata. In questa fase valutiamo la motilità oculare, la visione binoculare e possiamo individuare difetti come ipermetropia, miopia o astigmatismo. Intervenire presto è fondamentale, perché il sistema visivo è ancora molto plastico e risponde meglio alle correzioni. Un altro controllo chiave è tra i 5 e i 6 anni, prima dell’ingresso a scuola, per verificare la stabilità visiva e correggere eventuali difetti che potrebbero influire sull’apprendimento.
Per i bambini che portano già occhiali o lenti a contatto, i controlli devono essere regolari per monitorare sia la salute oculare sia l’efficacia della correzione. Il pediatra ha un ruolo centrale: è il primo filtro. Durante le visite di routine esegue il test del riflesso rosso e, in presenza di familiarità o segnali sospetti, indirizza subito all’oculista. La collaborazione tra pediatra, ortottista, oculista e genitori è ciò che rende davvero efficace la prevenzione. Ci sono alcuni segnali da non ignorare: testa inclinata, chiusura di un occhio, sfregamento frequente, difficoltà a fissare oggetti o seguirne i movimenti.
Anche se la bambina sembra vedere bene, è importante non saltare i controlli, perché molti disturbi nei piccoli sono “silenziosi”. Oggi parliamo spesso del boom di miopia e la preoccupazione della mamma che ci scrive è più che legittima perché le cause sono sia genetiche sia ambientali. Passare molte ore davanti a dispositivi digitali e avere poca esposizione alla luce naturale sono tra i principali fattori che favoriscono l’aumento della miopia. Per prevenirla consiglio di limitare le attività a distanza ravvicinata e favorire il gioco all’aperto. Ricordiamoci che il sistema visivo si sviluppa soprattutto nei primi anni. Per questo la prevenzione è una responsabilità condivisa: genitori, pediatra e specialisti lavorano insieme per proteggere la vista dei bambini e garantire loro il miglior sviluppo possibile.