Nelle radiografie dei polmoni di chi svapa, laddove dovrebbe esserci del nero profondo, ovvero dello spazio libero dove il polmone si espande e respira, potrebbero invece apparire piccole macchie bianche, come una manciata popcorn. Sono cicatrici spettrali, un segno che le sigarette elettroniche non sono poi così innocue come si pensa. Specialmente tra i giovanissimi. L’allarme è nuovamente rimbalzato sui social, a partire da un post diffuso da Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova, corredato da immagini di “polmoni a popcorn”. “Li vedete quei segni? Sono gli effetti delle sigarette elettroniche”, avverte l’infettivologo.
Sintomi
Il termine medico è bronchiolite obliterante. Un tempo era una malattia professionale che colpiva gli operai delle fabbriche di popcorn per microonde, esposti al diacetile, un aroma utilizzato per dare il sapore di burro. Oggi, quel nemico si è trasferito negli e-liquid. “Il vapore delle e-cig contiene una miscela complessa”, spiega Bassetti nel suo post. “Molti aromi sono sicuri da mangiare, ma quando vengono riscaldati e inalati, diventano pericolosi”, aggiunge. Il risultato? Una tosse cronica, stanchezza estrema e una difficoltà respiratoria che non scompare. È un danno permanente: le vie aeree più piccole si infiammano e si cicatrizzano, riducendo drasticamente la capacità del polmone di scambiare ossigeno.
L’inalazione è più profonda
A rincarare la dose è lo pneumologo oncologo Federico Cappuzzo, direttore di oncologia medica all’Istituto Tumori Regina Elena di Roma. Sebbene il rischio oncologico legato alla e-cig sia un terreno ancora in fase di studio, i segnali sono tutt’altro che rassicuranti. “Il ‘polmone a popcorn’ descrive un aspetto radiologico legato a una dilatazione dei bronchioli”, chiarisce Cappuzzo. “Questo compromette la funzionalità dell’organo e, di riflesso, l’intero sistema cardiovascolare. Se il sangue non viene ossigenato bene, è tutto il corpo a soffrire, cuore incluso”, aggiunge. Il vero pericolo, secondo l’oncologo, è la profondità dell’inalazione. Questi nuovi dispositivi facilitano un respiro profondo che porta gli agenti chimici — circa 180 diversi aromatizzanti — direttamente nei tessuti più remoti del polmone, lì dove i filtri naturali non arrivano.
Rischio cumulativo
Seppure i “polmoni a popcorn” siano stati legati prettamente al consumo di sigarette elettroniche, anche il tabacco riscaldato potrebbe non essere innocuo come si crede. Per i polmoni, infatti, il discorso cambia poco. “Il problema potrebbe essere identico”, afferma Cappuzzo. “In ogni caso, infatti, c’è un insulto delle vie aeree più piccole. Non lasciatevi ingannare dall’odore meno pungente”, aggiunge. Il dato più allarmante riguarda la “Generazione Z”, dove le svapo colorate e dai gusti dolci sono diventate un accessorio di moda. “Ma iniziare a 14 o 15 anni significa esporsi a un rischio cumulativo enorme”, avverte Cappuzzo. “Senza contare l’effetto ‘ponte’: molti giovani iniziano con lo svapo per gioco e finiscono per passare alle sigarette tradizionali o fare un consumo di entrambe”, aggiunge.
La mancanza di dati storici non fa che aumentare i timori. “Proprio come negli anni ‘30 si sospettava che il fumo facesse male ma ci vollero decenni per provarlo, oggi siamo in una fase di osservazione”, specifica Cappuzzo. “Dobbiamo aspettarci un incremento di patologie nei prossimi anni. È solo una questione di tempo”, aggiunge. Il verdetto è dunque che meno peggio non significa “bene”. È vero, i dati attuali suggeriscono che il rischio cancro potrebbe essere più basso rispetto alle sigarette classiche, ma il confronto è con un killer di massa. Dire che la sigaretta elettronica “non fa male” è, nelle parole di Bassetti, semplicemente falso. E mentre la scienza indaga ancora sul fumo passivo da svapo (su cui mancano studi certi), il consiglio dei medici è univoco: l’unica cosa che i nostri polmoni dovrebbero inalare è aria pulita.