Salute

Green therapy e tumori, quando la natura aiuta a stare meglio

Green therapy e tumori, quando la natura aiuta a stare meglio

Un supporto per tollerare meglio le terapie oncologiche e per dare a chi è guarito un percorso per gestire questa fase di vita

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“Sono stata operata 4 anni fa per un cancro al seno e nel post operatorio, piuttosto difficile, ho deciso di partecipare per una prima volta al progetto di verde terapia del Prime di Cesena. Mi aveva incuriosito”, racconta Paola V., 52 anni, di Ravenna.

”Per me è stata una rivelazione/rivoluzione. Ignara della materia e “pollice nero” di natura facevo metodica quello che mi diceva la dottoressa Marucci perché sentivo benessere generale pur nella mia condizione di fragilità e lo facevo anche bene fra le zolle di terra dove c’erano zucchine e scarole da piantare, cespugli di rose da potare, fragole da raccogliere”.

La terapia ‘verde’

Beatrice Marucci è dottore agronomo e si occupa dei percorsi di green therapy al Prime Center di Cesena (Prevenzione, Riabilitazione e Integrazione in Medicina), il primo e unico in Italia. È una delle massime esperte in Italia di questa disciplina fin dai primi anni 2000, quando il verde terapeutico si impone all’attenzione della comunità medico-scientifica nel nostro Paese. Una passione che riesce a trasformare anche gli incapaci in pollici verdi, soprattutto da quando nel 2021 – grazie all’intuizione e all’intraprendenza del professor Dino Amadori, fondatore dello Ior-Irst di Meldola (Forlì Cesena), nasce il Prime Center in Emilia Romagna, centro multifunzionale dedicato alla cura oncologica con l’aiuto della medicina integrativa.

“Un termine, quello di medicina integrativa, da non confondere con la medicina alternativa”, sottolinea la dottoressa Marucci, “ortoterapia, orticoltura terapeutica, verde terapeutico, healing gardens sono nomi diversi e diversi approcci. Con una cosa in comune: la natura, in tutte le sue forme, anche urbane, come parchi, giardini, cinture verdi, offre una serie di vantaggi. L’obiettivo della medicina integrativa che applichiamo al Prime è offrire a coloro che seguono terapie oncologiche un supporto per tollerarle meglio, e alle persone guarite percorsi multidisciplinari di mantenimento con standard qualitativi elevati”.

I pazienti sistemano le piante al Prime Center di Cesena
I pazienti sistemano le piante al Prime Center di Cesena 

Il contatto con la natura

Il contatto con la natura offre benefici importanti. ”Ho partecipato poi a tutti gli altri corsi”, continua Paola V., “e ho imparato a stare bene con me stessa (per me sempre difficile) attraverso lo stare bene con gli altri”. Paola ha imparato a coltivare l’orto e anche se non può mangiare molte verdure, porta il suo raccolto lo porta a casa per le amiche.

Anna C., 62 anni, di Forlì, si è ammalata di tumore al polmone. Una donna attiva, che tuttora lavora, ha una famiglia con figli e nipoti, ama cucinare e ha molti interessi: “Era il 2021, mi scoprono un cancro al polmone, accertamenti sempre più approfonditi con l’ansia che ti assale, le cure, l’operazione, la chemio, tutto il pacchetto completo”, racconta. “Dopo un periodo costellato di alti e bassi ecco l’incontro con la struttura del Prime dove inizio a frequentare alcune delle attività proposte di medicina integrativa. Partecipo ai corsi di orticoltura terapeutica e i benefici psicofisici che ne ho tratto sono tuttora per me un grande aiuto”.

Come accedere alla terapia

Ma come funziona e si accede al Prime Center? “La struttura mette a disposizione tanti professionisti di medicina integrativa e punta a insegnare l’importanza della prevenzione e diagnosi precoce contro i tumori”, spiega la dottoressa Marucci". L’orticoltura terapeutica di gruppo, ad esempio, si sviluppa in 4 incontri aperti a pazienti oncologici e ai loro caregiver che prendono parte ad attività di cura dei giardini e dei fiori, coltivazione di piante da orto, semina, potatura, creazione di talee e messa a dimora di bulbi. E quando piove, indoor con le stesse piante si creano centri tavola, composizioni floreali, ricette, guidati da un team di agronomi e psicologi”.

Ridurre il senso di isolamento

Le attività di gruppo aiutano i partecipanti a ridurre il senso di isolamento, integrando elementi ludici e creativi che spesso vengono trascurati durante il percorso di malattia. “Da un punto di vista progettuale – conclude l’esperta – il centro va a colmare una forte esigenza sulla necessità di conoscenza e supporto di aspetti che minano fortemente i bisogni primari, come l’integrità fisica e gli effetti sulla sfera psico sociale di una persona colpita da una malattia. Abbiamo adottato un approccio sul territorio che lo rende accessibile sia come educazione alla prevenzione che come supporto di medicina integrativa. Negli Stati Uniti questo approccio è già consuetudine. Infatti il Prime è strettamente collegato con l’MD Cancer Center di Houston”.

Un gruppo di pazienti e operatori al Prime Center di Cesena
Un gruppo di pazienti e operatori al Prime Center di Cesena 

Per informazioni:

www.primecenter.it ; www.ior-romagna.it