Non è più solo un gioco davanti allo specchio. L’uso sempre più precoce di sieri, maschere viso, creme anti-age e prodotti skincare pensati per adulti sta diventando un fenomeno così diffuso da avere già un nome: “cosmeticoressia”. A rilanciare l’allarme, nei giorni scorsi, è stata anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha avviato due istruttorie nei confronti di Sephora Italia e, per alcuni marchi e linee prodotto, di Benefit Cosmetics, Lvmh Profumi e Cosmetici Italia, ipotizzando possibili pratiche commerciali scorrette nella promozione di cosmetici per adulti a bambini e adolescenti, anche sotto i 10-12 anni.
Ma al di là del profilo commerciale, la domanda più urgente è un’altra: cosa succede alla pelle delle più piccole quando viene esposta troppo presto a prodotti non pensati, né testati, per la loro età? Perché la pelle infantile non è una versione in miniatura di quella adulta, ed è proprio questa fragilità a renderla più esposta a irritazioni, sensibilizzazioni e danni da uso improprio.
Lo studio sulle routine skincare su Tik Tok
A confermare che non si tratta solo di un allarme generazionale o di una moda passeggera sono anche i dati scientifici. Uno studio pubblicato su Pediatrics ha analizzato le routine skincare pediatriche mostrate su TikTok e ha concluso che sono spesso costose, raramente includono la protezione solare ed espongono a ingredienti associati a rischio di irritazione, dermatite allergica da contatto e fotosensibilità. Il messaggio è netto: per bambine e preadolescenti offrono poco o nessun beneficio.
“Il problema è che la pelle delle bambine è molto sottile, molto sensibile e ha un equilibrio perfetto, perché non è ancora stata alterata da make-up, smog, esposizione ambientale o trattamenti aggressivi”, spiega Marcella Ribuffo, specialista in dermatologia della Lega Tumori di Roma. “È una sorta di primavera della pelle: proprio per questo va protetta, non caricata di prodotti inutili”.
Quali danni per la pelle di una pre-adolescente
Usare con frequenza cosmetici pensati per adulti può avere conseguenze concrete. “Spesso queste bambine vengono indirizzate verso prodotti che contengono retinoidi o acidi esfolianti che assottigliano la pelle e la irritano”, osserva Ribuffo. “Oppure utilizzano creme molto ricche e occlusive, che invece di migliorare la pelle possono favorire la comparsa di acne”. La dermatologa segnala anche un fenomeno sempre più frequente: l’acne indotta. “Vediamo casi di acne in preadolescenza in sedi in cui normalmente non dovrebbe esserci, come tempie, collo, sottomento o spalle, proprio perché vengono usati shampoo, creme o prodotti contenenti oli minerali e sostanze occlusive che scatenano o aggravano il problema”. Il risultato, spiega, è una pelle più fragile: “La cute può diventare più sensibile, andare incontro a dermatiti irritative o da contatto, e sviluppare una reattività anomala proprio perché viene esposta troppo presto a cosmetici non adatti alla sua età”.
Gli ingredienti più problematici
Tra gli ingredienti da evitare in età pediatrica, Ribuffo cita innanzitutto “retinoidi, derivati dell’acido salicilico e in generale tutto ciò che ha un effetto esfoliante”, perché possono indebolire la barriera cutanea e aumentare irritazione e sensibilità. Ma non è tutto. “Bisogna fare attenzione anche a prodotti che contengono profumi, miscele di alcol, emulsionanti aggressivi, parabeni e alcune sostanze che possono alterare la funzione barriera della pelle”, dice.
Il problema si complica quando i cosmetici vengono acquistati online, perché non sempre offrono garanzie adeguate e possono contenere ingredienti non conformi agli standard europei. La dermatologa invita inoltre a non sottovalutare la provenienza dei prodotti: “In alcuni cosmetici venduti fuori dai canali controllati possono essere presenti sostanze indesiderate o contaminanti, inclusi metalli pesanti. In Italia alcune sostanze sono vietate, ma nell’acquisto online il controllo è più difficile”.
I danni da retinolo e acidi esfolianti
A confermare che i prodotti cosmetici possono danneggiare la pelle dei giovanissimi è anche una recente revisione che ha esaminato ingredienti come retinolo, acidi esfolianti AHA e BHA e vitamina C, sottolineando che nei più giovani possono provocare rossore, irritazione, dermatite e maggiore sensibilità al sole. A questo si aggiunge un dato di base: la pelle dei bambini ha una barriera più delicata e più permeabile, quindi tollera meno facilmente sostanze aggressive o non necessarie.
Attenzione anche a glitter, profumi e trucchi “da gioco”
Il rischio non riguarda solo sieri e creme. “Spesso le bambine acquistano o ricevono trucchi con brillantini, glitter, profumi forti e formulazioni poco controllate. Sono prodotti che sfuggono facilmente al controllo dei genitori, soprattutto se acquistati online o nei corner dedicati”, osserva Ribuffo. “E oggi il fenomeno non riguarda solo le femmine: vediamo interesse crescente anche nei maschi di 8 o 9 anni”.
Sul trucco, la regola per la dermatologa è semplice: “Se c’è curiosità verso il make-up, bisogna privilegiare prodotti testati, senza nichel, senza metalli pesanti, senza profumi e senza alcol”. Anche prendere in prestito occasionalmente un prodotto della mamma, aggiunge, non è il vero nodo: “Il problema non è il gesto occasionale, ma l’uso continuo, incontrollato e quotidiano”.
Quando la curiosità diventa un’abitudine dannosa
Secondo la dermatologa, il punto di partenza è culturale prima ancora che clinico. “Questo input all’utilizzo dei cosmetici nelle bambine arriva da un mondo fortemente commercializzato e dai social, dove influencer e creator spiegano come applicare creme, sieri e beauty routine come se fossero pratiche normali anche a 8, 9 o 10 anni”. Il rischio, aggiunge, è che si inneschi un uso eccessivo e precoce di prodotti che non servono e che possono alterare un equilibrio cutaneo ancora sano. Una normale curiosità verso il trucco non va confusa automaticamente con un problema. Ma alcuni segnali devono mettere in allerta.
“I genitori dovrebbero osservare se la pelle si irrita facilmente, se compaiono chiazze arrossate, desquamazioni, prurito, bruciore o piccoli sfoghi”, spiega Ribuffo. “Questi sono segnali di alterazione della barriera cutanea e meritano una valutazione dermatologica”. C’è poi un altro aspetto, meno visibile ma importante: la ripetitività. “Quando una bambina sente il bisogno di seguire ogni giorno una beauty routine complessa, usare più prodotti insieme o chiedere cosmetici sempre nuovi, allora non siamo più davanti a una semplice curiosità, ma a un comportamento condizionato da modelli esterni e da un consumo non adatto all’età”.
I consigli ai genitori
A quali segnali prestare attenzione? “Bisogna allertare le mamme e i papà anche rispetto a certi baby party o momenti di gioco in cui il trucco e la cura della pelle vengono proposti come intrattenimento innocuo”, dice Ribuffo. “In realtà possono essere abitudini nocive, soprattutto se normalizzano l’idea che una bambina abbia bisogno di trattamenti da adulta”. Il consiglio pratico è sorvegliare con attenzione cosa finisce sul viso dei figli. “La pelle di una bambina o di una preadolescente va trattata con prodotti delicati, controllati, meglio se acquistati in farmacia o in canali affidabili, e privi di sostanze irritanti. Servono formule semplici, non routine complicate”. In altre parole, conclude la dermatologa, “più che aggiungere prodotti, bisogna preservare la pelle. A quell’età la vera cura è non rovinarla”.