Salute

Sfruttiamo il potere delle favole: insegnano ai bambini a difendersi dai mostri

(Foto Kelly Sikkema - Unsplash)
(Foto Kelly Sikkema - Unsplash) 

Filastrocche e giochi per spiegare che esistono persone e situazioni da evitare. Lo psicoterapeuta Alberto Pellai ai genitori: ecco come comportarsi

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Come aiutare i bambini a tutelarsi da chi può molestarli o minacciarli? Utilizzando favole, filastrocche e giochi. Insomma, il loro linguaggio. Lo spiega Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta, che ha riassunto la sua lunga esperienza in materia nel libro: Il mio corpo è la mia casa. Come i genitori possono aiutare i bambini a proteggere i loro confini corporei e a prevenire gli abusi, pubblicato da Salani.

Già a 4 anni

“Un libro pensato per genitori, ma perché lo leggano insieme con i bambini, anche molto piccoli, tra i quattro e i sette anni”, spiega l’autore. “È quello il momento giusto per cominciare a parlare di questi argomenti”. E i giochi o le filastrocche come quelle raccolte nella seconda parte del libro sono importanti, “perché aiutano gli adulti a capire quali parole usare”, sottolinea Pellai. “Spesso i grandi non hanno avuto loro stessi un’educazione su questi temi e non sanno come comportarsi: ma, se le leggiamo insieme ai bambini, le parole del libro diventano le parole del genitore”.

La prevenzione

Ci sono studi, soprattutto americani, che mostrano come una prevenzione adeguata riduca drasticamente il rischio che il bambino viva esperienze negative, ma anche il tempo necessario per confidarsi con un adulto e chiedere aiuto, se succede qualcosa di anomalo. Si tratta di fornire competenze necessarie a tutelarsi: “Dovrebbe essere la scuola ad assicurare un’educazione sessuale ed emotiva, ma è comunque fondamentale educare i bambini a comprendere i confini del loro corpo e a prevenire abusi”, prosegue Pellai. Insomma, a sapere quando dire no. Il suggerimento da dare ai piccoli, quando si percepisce che qualcosa non va, si riassume in tre semplici istruzioni: “grido no- scappo- vado a dirlo a qualcuno”.

Riconoscere i segnali di allarme

“Spesso si dice ai bambini di non accettare niente dagli sconosciuti, ma in genere chi abusa sono volti familiari, senza contare che i bambini tendono a fidarsi di una persona gentile che parla con loro“, ricorda l’autore. Per questo è importante che i piccoli imparino ad ascoltare le proprie sensazioni: “Nel libro c’è una filastrocca dedicata alla pancia ‘che sa se devo dir no’ e che serve proprio a questo: a imparare a riconoscere i segnali di allarme che arrivano dal nostro sistema nervoso centrale”, prosegue Pellai.

Sono i segnali che spesso i bambini, vittime di abusi, dicono di aver percepito, ma senza sapere come reagire. “Quando avvengono questi episodi i bambini sono travolti da emozioni spiacevoli e a volte anche piacevoli. Si rendono conto che sta accadendo qualcosa che esula dalla loro esperienza, ma fanno fatica a decodificarla e a reagire”, sottolinea Pellai.

Saper ascoltarsi

Ecco perché il libro insegna ad ascoltarsi e anche a saper riconoscere una situazione a rischio. Non si parla solo di molestie: c’è un capitolo da leggere insieme che si chiama: “E se?”. E’ pensato per aiutare a comportarsi nelle emergenze e a non farsi sopraffare dalle emozioni se, per esempio, ci si perde al supermercato, si trova un oggetto tagliente o si fa un brutto incontro.

“Sapere cosa fare, aver interiorizzato le regole da mettere in atto in una situazione di emergenza serve a mettersi al sicuro, ma anche a prevenire il trauma emotivo”, spiega Pellai. “In psicologia si parla di integrazione emotiva cognitiva”.

Il potere delle filastrocche

E poi ci sono le filastrocche che aiutano a parlare dei confini corporei: “per esempio la filastrocca del costume da bagno, che spiega ai bambini che alcune parti del nostro corpo sono preziose e come tali le dobbiamo proteggere”, precisa l’autore. “Possono essere toccate solo in circostanze speciali, come una visita medica o il bagnetto”.

Il rispetto del corpo

Ma il problema dei confini corporei non riguarda solo le molestie: “È importante ricordare ai bambini che sono persone speciali, portatori di diritti specifici che spesso non sono loro riconosciuti – ricorda Pellai –. Incluso quello di definire i propri confini e di decidere se hanno voglia o no di baciare una persona di famiglia o di farsi baciare”.

C’è anche “L’Alfabeto”, in cui si parla di emozioni e di fiducia, e c’è la “Filastrocca sui segreti”, che insegna a non aver paura delle parole della sessualità. “La mamma e il papà devono essere la base sicura del bambino – spiega l’autore – . Anche sul tema della sessualità è importante trasmettere l’idea che a loro si può dire tutto. Mentre spesso i genitori mandano messaggi contraddittori, per esempio mostrando imbarazzo di fronte a una scena di sesso in televisione: ma un adulto spaventato crea paure”.

Rassicurare i più piccoli

I bambini, invece, vanno rassicurati. Devono sapere che, se succede qualcosa, possono raccontarlo e trovare aiuto e protezione. Un tema affrontato anche in una puntata della Melevisione, dedicata all’educazione sessuale, il Segreto di Fata Lina. Pellai, invece, propone nel libro una versione adattata di cappuccetto Rosso: “Le favole, anche quelle tradizionali, sono uno strumento efficace per educare ad affrontare i pericoli, però devono essere raccontate o lette insieme e condivise”, conclude l’autore, “In queste storie i bambini attraversano una tempesta emotiva e devono farlo restando vicini alla loro base sicura”.