Salute

Norovirus, che cos’è e come si trasmette

Norovirus, che cos’è e come si trasmette

Detto anche virus da crociera perché prolifera negli ambienti ristretti e affollati, causa gastroenteriti acute non batteriche. Provoca vomito, diarrea e dolori addominali

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Il ‘virus dei croceristi’, come viene definito, ha colpito ancora. Sono 1.700 le persone messe in quarantena a bordo di una nave da crociera arrivata a Bordeaux la sera del 12 maggio da Brest dopo la morte di un passeggero 90enne per un sospetto caso di gastroenterite. E si suppone appunto che si tratti di un focolaio di norovirus. Parliamo di ’virus da crociera’ perché questo patogeno crea una delle epidemie più frequenti segnalate su navi da crociera proprio per la facilità di diffusione in quegli ambienti, circoscritti e solitamente affollati. Dall'inizio dell'anno, sono stati segnalati cinque casi in tutto il mondo

Che cos’è il norovirus

In realtà bisognerebbe parlare di norovirus al plurale. Appartengono alla famiglia dei Caliciviridae, virus a singolo filamento di Rna, e rappresentano uno tra gli agenti più diffusi di gastroenteriti acute di origine non batterica. In base ai dati dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), poco meno di 700 milioni di persone ogni anno vengono contagiate dai norovirus, delle quali 200.000 perdono la vita. La maggior parte dei decessi (50.000) riguarda i bambini dei Paesi in via di sviluppo con un'età inferiore ai 5 anni, essendo particolarmente suscettibili alle complicanze dell'infezione, come la disidratazione.

“In pratica sono gastroenteriti con nausea, dolori addominali e non pochi casi di mortalità - sintetizza Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano –. Anche in Italia abbiamo casi provocati da questo patogeno. Ci si contagia attraverso il contatto diretto, in luoghi affollati. Infatti capita spesso nelle navi da crociera. Molto arriva dall’acqua inquinata da colibatteri fecali”. “Come evitarlo? Molto fa l’igiene - conclude Pregliasco -. Mi riferisco soprattutto al lavaggio delle mani”.

Quali sintomi provoca

Le caratteristiche di questa infezione sono diarrea, con dolori addominali e vomito. Ed è conosciuta, appunto, come “malattia del vomito invernale” perché incide molto soprattutto nei più piccoli. La diarrea è il sintomo predominante, essendo presente in circa il 90% dei casi, mentre il vomito lo è in circa il 75%. L'esordio può avvenire senza preavviso: a volte inizia con episodi di vomito, che può diventare un meccanismo di trasmissione particolarmente efficace. E il vomito può verificarsi anche in assenza di diarrea.

Altri sintomi possono includere crampi addominali, febbre, mal di testa, dolori muscolari, brividi e mialgia. Questa sintomatologia normalmente si protrae per 2-3 giorni, ma può durare più a lungo nei bambini piccoli e negli anziani. La malattia non ha solitamente conseguenze serie, e la maggior parte delle persone guarisce dopo pochi giorni senza complicazioni. Cosa fare se si è stati contagiati da norovirus? È raccomandata l’assunzione di molti liquidi per compensare la disidratazione conseguente a vomito e diarrea.

Come si individua

Non coltivabili, i norovirus hanno posto qualche problema diagnostico in passato. Fino a qualche anno fa, infatti, era possibile identificarli solo con l’osservazione al microscopio elettronico, date le minuscole dimensioni, o misurando la presenza di anticorpi nel sangue. Da una decina d’anni sono stati sviluppati test diagnostici rapidi con l’uso di marcatori molecolari o mediante test commerciali Elisa (acronimo dall’inglese Enzyme-Linked Immuno. Assay) per la ricerca del virus da campioni biologici.

Bassetti: “Lavatevi bene le mani”

Di norovirus ha parlato anche l’infettivologo Matteo Bassetti: “È il virus più frequente - dice -. Fa più di un miliardo di casi all’anno nel mondo. Passa facilmente da una persona all’altra perché non ci si lava le mani”.

Bassetti prosegue: “Parliamo di un virus che prolifera negli ambienti chiusi, come alberghi e navi da crociera, perché chi ce l’ha lo passa facilmente agli altri, visto che questo patogeno colonizza acqua e toilette. Diventa problematico soprattutto per bambini e anziani perché provoca disidratazione, ma è meno aggressivo della salmonella e di altri virus. Come si cura? Con farmaci sintomatici e idratazione. Normalmente passa in due o tre giorni”.

Come si trasmette

Altamente infettivo, per i norovirus bastano 10 particelle virali per dare vita a un’infezione. Data la loro persistenza nell’ambiente, che ne permette la replicazione e diffusione anche per due settimane dopo l’infezione iniziale, sono difficili da controllare ed è quindi necessario applicare rigorose misure sanitarie per prevenirli e contenerli. La trasmissione avviene direttamente da persona a persona, per via orofecale o via aerosol, oppure tramite acqua o cibo infetti, ma anche per contatto con superfici contaminate.

Nella maggior parte dei casi documentati la trasmissione è avvenuta mediante il consumo di acqua o alimenti contaminati. L’alimento potrebbe essere contaminato alla fonte, da acque infette, sia nel caso di frutti di mare (in particolare ostriche) sia di verdure fresche o di frutti di bosco. In molti casi, la contaminazione è stata attribuita alle cisterne di raccolta dell’acqua o a piscine e fontane. Sono state inoltre descritte diverse epidemie legate al consumo di alimenti contaminati subito prima del consumo. Le epidemie sono spesso associate al consumo di frutti di mare crudi, insalate, frutti di bosco, acqua contaminata, cibi freddi, germogli, erbe e spezie.

Come si previene

L’unica forma di controllo efficace è l’attuazione di rigorose misure igieniche nella manipolazione e distribuzione di cibi e bevande. I norovirus sono piuttosto resistenti nell’ambiente, sopravvivono a temperature sopra i 60°C e anche in presenza di cloro, normalmente utilizzato per disinfettare le acque potabili. Inoltre, rimangono nelle feci delle persone infette per almeno 72 ore dopo la guarigione. Solo misure molto stringenti, a partire da un’accurata igiene personale degli addetti alla manipolazione e distribuzione dei cibi, possono prevenirne la diffusione.

Ecco i consigli, tipici della prevenzione di qualsiasi tossinfezione alimentare: lavarsi le mani molto bene prima di toccare i cibi; non lavorare e soprattutto non stare a contatto con il cibo quando si è indisposti, soprattutto se si è affetti da gastroenterite, e fino a tre giorni dopo la guarigione; lavare e disinfettare accuratamente tutti i materiali e le superfici (dalle tovaglie e tovaglioli ai grembiuli e teli da lavoro, fino agli utensili) che possano essere venuti a contatto con una persona infetta e/o con il virus. E poi ancora: utilizzare solo cibi di provenienza certificata, soprattutto nel caso di alimenti che vengono cotti poco, come i frutti di mare o le verdure fresche; eliminare tutte le scorte alimentari che potrebbero essere state contaminate; tenere separate le persone che portano pannolini e pannoloni, soprattutto in asili e case di riposo, dalle aree dove vengono preparati e distribuiti gli alimenti.