Il 45% degli addetti nell’industria farmaceutica è composto da donne, contro il 29% della media manifatturiera, sono più del 50 nel settore della ricerca dei farmaci e alcuni gruppi di lavoro sono interamente femminili. E il 56% delle donne under35 è quadro e dirigente sul totale under35 (38% media industria), con nessuna differenza di genere sui salari. Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, cita i numeri dal palco dell’evento annuale, quest’anno dedicato alla salute al femminile e all’intelligenza artificiale per le pari opportunità, con il patrocinio della ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella.
I numeri delle aziende del farmaco
E che aziende farmaceutiche non lo sostengano solo a parole lo testimoniano i numeri: il 100% ha flessibilità oraria (part-time, smart working, agevolazioni orario ingresso/uscita, permessi), il 50 asili nido, rimborsi spese per istruzione e assistenza domestica, l’81%offre servizi di medicina preventiva (come screeening, check-up, campagne di vaccinazione), il 47% congedi e aspettative per maternità/paternità più estesi rispetto alla legge e al contratto di lavoro, il 42% altri servizi per conciliare tempi di vita e di lavoro (es. lavanderia, take-away). Misure che hanno anche spinto le donne a fare più figli, che è superiore del 45% rispetto alla media nazionale.
La ricerca nel settore
E poi c’è il lato ricerca. “Oggi nel mondo circa il 4% degli studi clinici è tarato sulle patologie femminili, mentre il 92% circa degli studi è aperto a entrambi i sessi. E le imprese investiranno sempre di più per avere studi dedicati alle donne", continua Cattani.
L’Intelligenza artificiale
Anche per quello che riguarda l’Intelligenza artificiale, l’approccio di uomini e donne è diverso: le donne – secondo l’indagine Censis presentata stamattina al Teatro Quirino – sono più prudenti, si fidano meno e considerano il proprio medico la fonte più affidabile di informazioni: il 92,3% ritiene che le informazioni ottenute dal web debbano essere sempre verificate con il medico. Inoltre il 65,3% delle donne e il 58% degli uomini intervistati dichiara di non sentirsi a proprio agio a informarsi esclusivamente tramite IA, per il timore di fake news e per la maggiore fiducia nelle informazioni prodotte da persone. Un approccio equilibrato e interlocutorio. Anche se l’87,2% del campione femminile percepisce come alto lo stress a cui è sottoposto. (e. nas.)