Salute

Cartella clinica, la prima copia è gratuita

Cartella clinica, la prima copia è gratuita

Alcune strutture chiedono un pagamento per la prima richiesta di documentazione sanitaria per una visita o un ricovero. L’associazione Konsumer Italia: “È Illegittimo secondo la normativa europea”

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La prima copia della cartella clinica deve essere gratuita. Lo dice il Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati (GDPR), normativa che disciplina la protezione e il trattamento dei dati personali, e lo conferma una sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea del 26 ottobre 2023. Eppure alcune strutture sanitarie chiedono somme che vanno fino a oltre 100 euro. A denunciarlo Konsumer Italia. "È inaccettabile che un cittadino debba pagare per accedere a dati che lo riguardano direttamente e che sono già stati raccolti nell'ambito di prestazioni sanitarie spesso finanziate dal Servizio Sanitario Nazionale", dice il presidente dell’associazione Fabrizio Premuti. "Parliamo di informazioni fondamentali per la tutela della salute, per ottenere secondi pareri medici, per proseguire percorsi terapeutici o, nei casi più delicati, per verificare eventuali responsabilità professionali.", aggiunge.

Cosa dice la normativa europea

La normativa europea è chiara: ogni paziente ha diritto ad ottenere gratuitamente la prima copia dei propri dati personali contenuti nella documentazione sanitaria, comprese cartelle cliniche, referti, diagnosi, esami diagnostici, immagini radiologiche e ogni altro elemento utile a rappresentare il percorso di cura. Nonostante ciò, numerose strutture sanitarie pubbliche e private continuano ad applicare tariffe che vengono presentate come costi di riproduzione, diritti di segreteria o spese amministrative, scoraggiando di fatto l'esercizio di un diritto riconosciuto dall'ordinamento europeo.

Rischio di disparità tra i cittadini

Una situazione che può generare una disparità tra i cittadini più informati, che riescono a far valere i propri diritti, e quelli meno consapevoli, che finiscono per sostenere costi non dovuti. L’associazione Konsumer Italia invita a non accettare automaticamente richieste di pagamento per la prima copia della documentazione sanitaria e a richiedere espressamente l'applicazione dell'articolo 15 del GDPR, richiamando la sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea del 26 ottobre 2023. L’associazione mette anche a disposizione i propri sportelli territoriali e il servizio di consulenza per assistere i cittadini sia nell'ottenimento gratuito della documentazione sanitaria sia nella richiesta di rimborso delle somme eventualmente già versate in assenza di una valida giustificazione normativa. "Il diritto alla salute passa anche attraverso il diritto alla conoscenza", conclude Premuti.