Salute

Parlare più lingue mantiene giovane il cervello

Parlare più lingue mantiene giovane il cervello

Con l’età le connessioni tra cellule nervose diventano meno efficienti. Ma non in tutti allo stesso modo: il bilinguismo protegge

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Con l’età, anche il cervello cambia. Le connessioni tra le cellule nervose tendono a diventare meno efficienti, la velocità di elaborazione rallenta e alcune funzioni cognitive, come memoria e attenzione, possono ridursi. Questo però non avviene allo stesso modo per tutti: alcune persone mantengono una buona lucidità anche in età avanzata, altre mostrano segni di fragilità molto prima.

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Una nuova ricerca presentata al Fens Forum 2026 (Federation of European Neuroscience Societies ha esplorato un possibile fattore protettivo: parlare più di una lingua. Il gruppo guidato da Lucia Amoruso, del Basque Center on Cognition, Brain and Language, ha studiato persone della regione basca in Spagna, molte delle quali parlano combinazioni diverse di spagnolo, basco, francese e inglese. I ricercatori hanno costruito un “orologio di invecchiamento cerebrale” usando la magnetoencefalografia, una tecnica che misura l’attività del cervello attraverso i deboli campi magnetici generati dalle cellule nervose. Con l’aiuto dell’intelligenza artificiale hanno stimato quale livello di connettività cerebrale fosse atteso a una certa età. Applicando questo modello a un secondo gruppo di 144 persone, hanno confrontato l’età anagrafica con l’età “apparente” del cervello. Il risultato è suggestivo: chi parlava due lingue mostrava un cervello mediamente più giovane di circa 6 anni rispetto ai monolingui; chi ne parlava tre circa 7 anni; chi ne parlava quattro fino a 13 anni.

Chi comincia prima è avvantaggiato

Il dato più interessante, però, non riguarda solo il numero di lingue. Secondo gli autori, anche imparare una seconda lingua più precocemente e raggiungere una maggiore fluidità sembravano associarsi a un invecchiamento cerebrale più lento. Questo suggerisce che il multilinguismo non sia una categoria rigida, ma un’esperienza graduata: conta quanto a lungo, quanto bene e quanto spesso il cervello deve gestire più sistemi linguistici. Dal punto di vista biologico, l’ipotesi è plausibile. Parlare più lingue richiede controllo cognitivo, attenzione, memoria di lavoro e capacità di selezionare una lingua inibendo l’altra. È una forma di esercizio mentale continuo, spesso accompagnata anche da maggiore esposizione sociale e culturale. Tutti elementi che potrebbero contribuire alla cosiddetta riserva cognitiva.

Non c’è rapporto causa-effetto

Ma qui è fondamentale non correre troppo. Lo studio mostra un’associazione, non una prova definitiva di causa-effetto. Non possiamo dire con certezza che parlare più lingue “ringiovanisca” il cervello. È possibile che le persone multilingui abbiano anche altri vantaggi: maggiore istruzione, più stimoli sociali, stili di vita diversi o condizioni socioeconomiche favorevoli.

Quanti fattori entrano in gioco

Gli stessi ricercatori hanno tenuto conto di fattori come età, sesso ed educazione, ma riconoscono che non si possono escludere del tutto altri elementi, come attività fisica, dieta, sonno, relazioni sociali o abitudini cognitive. Serviranno quindi ulteriori dati, idealmente longitudinali, per capire se imparare una lingua modifichi davvero la traiettoria di invecchiamento cerebrale.

Detto questo, il messaggio resta interessante: il cervello non è un organo passivo che subisce semplicemente l’età. È un sistema plastico, che risponde agli stimoli. Studiare, leggere, imparare musica, coltivare relazioni e, forse, imparare lingue diverse sono tutti modi per mantenerlo attivo.

Take home messages

- Parlare più lingue è associato a un cervello biologicamente più giovane, secondo dati presentati al Fens Forum 2026.

- Il beneficio sembra maggiore con apprendimento precoce, alta fluidità e uso profondo delle lingue.

- Lo studio è promettente ma non definitivo: servono conferme longitudinali e attenzione ai fattori confondenti.

REF: Amoruso L. et al., FENS Forum 2026

Aureliano Stingi, dottore in biologia molecolare, lavora nell'ambito dell'oncologia di precisione e longevità

Instagram: Aureliano _Stingi X: @AurelianoStingi