Festival Salute 2025

Parkinson: la sfida neurologica del futuro

Parkinson: la sfida neurologica del futuro

Una malattia in crescita che colpisce 10 milioni di persone nel mondo, ma con nuove strategie diagnostiche e terapeutiche in arrivo

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La malattia di Parkinson rappresenta una delle sfide neurologiche più significative: oggi colpisce circa 10 milioni di persone nel mondo, 300.000 solo in Italia, e la sua incidenza è in aumento. Le stime prevedono infatti 25 milioni di malati entro il 2050. Di Parkinson e delle nuove strategie terapeutiche per combatterlo parleranno al Festival di Salute – a Padova, il 9 ottobre 2025 - Angelo Antonini, professore di Neurologia e direttore della Scuola di Specializzazione in Neurologia dell'Università di Padova, e Simona Gatti, Direttore Medico di Bayer Italia.

Non solo anziani

L'aumento dei casi ha due cause: il miglioramento diagnostico e l’invecchiamento della popolazione. Anche se, è bene ricordarlo, questa malattia non colpisce solo i grandi anziani: contrariamente alle credenze comuni, infatti, l'esordio tipico si situa verso i 60 anni, ma il 10-15% sviluppa il "Parkinson giovanile" prima dei 50.

Migliorare la diagnosi precoce

Per contrastare questa epidemia silenziosa, la ricerca sta lavorando da tempo lungo diverse direttrici. Una delle principali è la diagnosi precoce. Ovvero intercettare i sintomi della malattia prima che siano evidenti. Mentre infatti i primi segnali motori – il tipico tremore a riposo, che compare nel 50% dei pazienti, la rigidità muscolare e la bradicinesia (lentezza nei movimenti) – sono rapidamente riconoscibili, oggi sappiamo che il Parkinson si manifesta anche con alcuni sintomi non motori che possono precedere di anni i segni più evidenti. Disturbi del sonno, depressione e perdita dell'olfatto rappresentano spesso i campanelli d'allarme iniziali, condizioni che compromettendo significativamente la qualità di vita anche molto prima che la diagnosi venga formulata.

Nuove strategie terapeutiche

Ma anche la ricerca sta facendo grandi passi avanti. Seppure oggi siano disponibili solo trattamenti sintomatici, con farmaci che controllano la sintomatologia per alcuni anni ma non prevengono l'insorgenza della malattia né ne rallentano il decorso, il futuro offre possibilità promettenti: gli studi più avanzati riguardano le terapie geniche per stimolare la produzione di dopamina da parte del cervello, e approcci di medicina rigenerativa con terapie cellulari. Contemporaneamente si lavora a nuove modalità di somministrazione dei farmaci tradizionali, e a strategie riabilitative multidisciplinari per rallentare la progressione e migliorare la qualità di vita.

Appuntamento nell’Aula Magna dell’Università di Padova, giovedì 9 ottobre alle 14,45