Il cervello finisce sotto i riflettori: per ricordare alla cittadinanza quanto sia importante la salute di questo organo così prezioso per il buon funzionamento di tutto l’organismo. Con questo obiettivo, in occasione della Brain Awareness Week 2026, nasce la rassegna gratuita e aperta alla cittadinanza “Il cervello in scena”, che avrà luogo il 20 e 21 marzo al Teatro Sociale di Brescia.
L’importanza degli stili di vita
Sebbene sia responsabile di tutto ciò che ci contraddistingue come individui - carattere, comportamento, capacità di elaborare le emozioni - il cervello, secondo quanto racconta l’indagine “Salute mentale e salute del cervello nella concezione della salute degli italiani” realizzata da Censis in collaborazione con Lundbeck Italia, è raramente oggetto delle attività di prevenzione. Meno del 10% degli italiani, dicono i dati, è ben informato sulle malattie che lo possono colpire. In realtà, sottolinea afferma Alessandro Padovani, Past President della Società Italiana di Neurologia, “nel nostro paese sono almeno 20 milioni le persone colpite da patologie neurologiche come cefalea ed emicrania, disturbi del sonno e cognitivi, ictus, epilessia, Parkinson, traumi cranici, ma anche di sclerosi multipla e malattie neuromuscolari”.
Altri 10 milioni sono invece gli italiani colpiti da disturbi mentali come depressione, ansia, dipendenze, disturbi di personalità. Eppure, continua il neurologo, molte di queste patologie possono essere prevenute o comunque possiamo cercare di limitare l’impatto. La parola chiave, anche in questo caso, è prevenzione: bisogna ribadire l’importanza del sonno e dell’alimentazione, della giusta dose di attività fisica, di un ambiente sano e di relazioni sociali ricche e significative per stimolare l’attività cognitiva. Così, attraverso la rassegna teatrale – continua Padovani - vogliamo dialogare con la comunità per far comprendere, attraverso il linguaggio dell’arte, quanto sia importante preservare la salute del cervello. Parlarne è essenziale per diffondere consapevolezza e aiutare le persone a compiere scelte quotidiane migliori”.
Pinocchio alla rovescia
Gli incontri teatrali hanno anche un altro obiettivo: quello di ridurre lo stigma e la diffidenza nei confronti del disagio mentale. “In Italia la prevalenza di disturbi mentali è sempre più elevata: basti pensare che secondo l’OMS una persona su sette nel corso della vita presenta problemi di questa natura”, commenta Antonio Vita, Presidente della Società Italiana di Psichiatria. Per questo nel corso della rassegna verrà ribadito quanto patologie come ansia, depressione siano sempre più curabili, anche grazie al contributo delle neuroscienze e la neurologia: si tratta infatti di disturbi, aggiunge Vita, in cui la parte biologica si coniuga con aspetti psicologici legati alla storia della persona e al contesto sociale in cui vive, che può rivelarsi determinante e talvolta anche protettivo. In questo panorama, l’arte ha un ruolo importante: non a caso il teatro è parte di molti programmi di riabilitazione psichiatrici e possono rivelarsi veri e propri strumenti di cura, oltre che di avvicinamento ai cittadini”.
Anche per questo la rassegna prevede il coinvolgimento della Compagnia Stabile del Teatro Patologico, fondata e diretta da Dario D’Ambrosi e composta da attori con disabilità fisiche e psichiche. Venerdì 20 marzo andrà in scena “Pinocchio, una favola alla rovescia”, una rilettura del capolavoro di Carlo Collodi per sottolineare il rapporto tra diversità-unicità, fragilità e società, con uno sguardo capace di mettere in discussione ciò che consideriamo normale.
L’arte accende il cervello
Sabato 21 marzo, a partire dalle 17:30 a Palazzo Martinengo delle Palle, sarà invece la volta di “NeuroArt – Quando l’arte accende il cervello”, un incontro aperto in cui scienza e arte siedono allo stesso tavolo per capire cosa succede nel cervello quando guardiamo un’opera d’arte. Il dialogo tra Alessandro Padovani e Antonio Vita, Luigi Serafini (artista, designer e architetto italiano) e Umberta Gnutti Beretta (collezionista d’arte contemporanea) accompagnerà il pubblico in un viaggio tra neuroscienze, storia dell’arte ed esperienza personale, per mostrare come l’arte sia un’esperienza che coinvolge il cervello, la mente, le emozioni e la relazione con gli altri.
L’impegno dell’amministrazione
“Portare questi argomenti in luoghi culturali aperti alla città significa favorire una riflessione collettiva, contrastare lo stigma che ancora accompagna i disturbi neurologici e psichiatrici e promuovere una cultura della prevenzione”, concludono Marco Fenaroli, Assessore al Welfare e alla Salute e Raisa Labaran, Consigliera con delega ai temi della Sanità del Comune di Brescia. “Iniziative come questa rappresentano un’occasione preziosa per ricordare che prendersi cura del proprio benessere mentale e cognitivo è una responsabilità condivisa, che coinvolge istituzioni, comunità scientifica e cittadini”.
La rassegna “Il cervello in scena” è promossa da Lundbeck Italia insieme a BrainCircle Italia, e con la collaborazione del Comune di Brescia. Per informazioni e prenotazioni obbligatorie e gratuite:
https://www.braincircleitalia.it/brescia2026