A prima vista sembrano opere d'arte contemporanea. Esplosioni di colore, geometrie perfette, giochi di luce e forme astratte. In realtà sono immagini scientifiche: cellule, tessuti, strutture molecolari immortalate durante il lavoro quotidiano di giovani ricercatori. Scatti che raccontano la ricerca da un punto di vista insolito e che, per una settimana, lasceranno i laboratori per entrare in uno dei luoghi più frequentati della città: la metropolitana di Milano.
Nasce così Tales – The Art of Life Sciences, il progetto promosso da Bion - Cluster lombardo scienze della vita, che trasforma la ricerca biomedica in una mostra a cielo aperto. Dal 21 al 27 settembre le immagini selezionate saranno esposte sui totem digitali di sei stazioni della metropolitana, portando la scienza davanti agli occhi di migliaia di cittadini.
La ricerca raccontata attraverso le immagini
L'obiettivo non è soltanto valorizzare il talento dei giovani ricercatori, ma anche avvicinare il grande pubblico a un mondo spesso percepito come distante. “Tales persegue due obiettivi complementari”, spiega Gianluca Vago, presidente di Bion - Cluster lombardo scienze della vita e direttore del Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia dell'Università degli Studi di Milano. “Da un lato vuole far emergere il contributo dei giovani talenti allo sviluppo della conoscenza scientifica. Dall'altro mira ad avvicinare i cittadini a temi spesso poco visibili. La scienza, per essere sostenuta e valorizzata, deve prima di tutto essere condivisa e compresa”.
Il coinvolgimento di 28 realtà lombarde
L'iniziativa ha coinvolto 28 realtà lombarde, tra Irccs, università, centri di ricerca e innovazione, che hanno contribuito alla diffusione del progetto. “Questa ampia adesione - prosegue Vago - dimostra la capacità del sistema lombardo delle scienze della vita di fare rete e di valorizzare i giovani ricercatori, offrendo loro l'opportunità di presentare il proprio lavoro a un pubblico molto più ampio”.
Un ponte tra laboratori e cittadini
Per Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, Tales rappresenta “un esempio concreto di come la Lombardia intenda valorizzare il proprio straordinario patrimonio di competenze scientifiche, creando un ponte tra i laboratori di ricerca e la società”. “Rendere visibile il lavoro dei giovani ricercatori – sottolinea – significa far conoscere ai cittadini il valore della ricerca biomedica e il suo impatto sulla salute e sulla qualità della vita. Investire sui giovani talenti e sulla collaborazione tra università, Irccs, centri di ricerca e imprese significa costruire la medicina del futuro”.
Anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala evidenzia il valore simbolico dell'iniziativa: “Portare le immagini della ricerca nelle stazioni della metropolitana significa incontrare le persone negli spazi che attraversano ogni giorno, trasformando un luogo di passaggio in un'occasione di scoperta. È un modo concreto per restituire alla comunità il valore del lavoro dei nostri giovani ricercatori e ricordare che la ricerca riguarda il futuro di tutti noi”.
Un contest dedicato ai giovani ricercatori
Il concorso è aperto ai ricercatori tra i 18 e i 40 anni che lavorano in un'organizzazione lombarda. Ogni partecipante potrà candidare una sola immagine, accompagnata da un testo divulgativo capace di spiegare, con un linguaggio semplice, che cosa rappresenta. Dal 22 luglio tutte le opere saranno pubblicate sulla piattaforma talesofbion.it, dove potranno essere votate dal pubblico. Le 30 immagini più votate entreranno a far parte della mostra diffusa allestita nelle sei stazioni della metropolitana dal 21 al 27 settembre, in occasione della Notte europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori. Il percorso si concluderà il 25 settembre, quando una giuria decreterà le tre immagini vincitrici di Tales 2026, premiando i ricercatori autori degli scatti davanti alla comunità scientifica e istituzionale lombarda.
La ricerca ha bisogno anche di essere raccontata
L'iniziativa nasce con l'idea che una scoperta scientifica produca valore solo quando riesce a uscire dai laboratori e a diventare patrimonio della collettività. Rendere visibile il lavoro dei giovani ricercatori significa non solo valorizzarne il talento, ma anche rafforzare il legame tra ricerca, cittadini e territorio, mostrando che dietro ogni immagine ci sono persone che ogni giorno lavorano per costruire la medicina del futuro.