LabRevolution

Una firma molecolare per la leucemia aggressiva

Una firma molecolare per la leucemia aggressiva

Uno studio guidato dall’Università di Padova ha individuato due forme di Rna circolare che possono essere usate come marcatore per le forme più gravi della malattia

2 minuti di lettura

C’è una particolare forma delle molecole di Rna che ha una struttura ad anello chiuso, in cui capo e coda si uniscono, formando un cerchio. È il cosiddetto Rna circolare (o circRna), una struttura molecolare ancora in parte inesplorata ma con buone potenzialità nella diagnosi e la cura di alcune malattie. Uno studio internazionale pubblicato sul Journal of Hematology & Oncology, coordinato dall’Università di Padova in collaborazione con ricercatori del Centro Nazionale di Terapia genica e Farmaci a Rna e finanziato dal programma NextGeneration EU, mostra oggi come questi “braccialetti genetici” rappresentino un indicatore chiave di una forma particolarmente rara e più aggressiva di leucemia linfatica cronica.

Alterazioni genetiche

Circa l’1 per cento dei pazienti colpiti da questo tumore del sangue, scrivono i ricercatori guidati da Stefania Bortoluzzi - del Dipartimento di Scienze chirurgiche, oncologiche e gastroenterologiche dell’Università di Padova - e Andrea Visentin, del Dipartimento di Medicina dello stesso ateneo, mostrano infatti una particolare alterazione genetica (una traslocazione cromosomica) che può rappresentare un vero e proprio marcatore di aggressività tumorale.

Una firma molecolare

Grazie alla collaborazione internazionale e a un ampio gruppo di pazienti (lo studio ha coinvolto 28 centri di ricerca e ospedali in 12 paesi), i ricercatori hanno analizzato per la prima volta gli Rna circolari presenti nei pazienti colpiti dalla forma più aggressiva (associata alla traslocazione cromosomica). Confrontando poi i risultati di queste osservazioni con quelli relative ad altri pazienti con la forma più comune di leucemia linfatica cronica, e quelli di persone sane della stessa età, hanno identificato alcuni Rna circolari molto abbondanti nelle cellule maligne: si tratta delle due forme circCORO1C e circCLEC2D, presenti in quantità elevate nei casi più gravi della malattia. Come una firma molecolare, i pazienti che mostravano una maggiore presenza di questi Rna circolari avevano una prognosi peggiore e una sopravvivenza complessiva più bassa.

Prevedere l’evoluzione della malattia

“Aver individuato queste molecole ci permette di prevedere con maggiore precisione l’evoluzione della malattia. In futuro, queste potrebbero diventare nuovi bersagli per lo sviluppo di farmaci a Rna”, spiega Bortoluzzi. I circRNA, infatti, non sono studiati solo come possibili strumenti per la diagnosi di malattie, e quindi come biomarcatori, ma anche come potenziali bersagli terapeutici o farmaci stessi, ricordano gli esperti. In parte verosimilmente anche grazie alla particolare stabilità di queste molecole chiuse rispetto agli Rna lineari.

Nuovi farmaci a Rna

“Studiare una forma così rara e aggressiva della leucemia ha richiesto una collaborazione internazionale – conclude Visentin – ma grazie all’impegno e all’innovazione dei nostri giovani ricercatori siamo riusciti a compiere questo importante passo avanti”. Nuove conoscenze che possono contribuire a migliorare la diagnosi e, poiché vanno nella direzione di trovare nuovi bersagli per terapie a Rna, aiutare a rendere più efficace la cura della malattia in futuro.