È più vicina la possibilità di utilizzare il farmaco mirato cabozantinib per contrastare i tumori neuroendocrini (Net) non operabili, del pancreas e non. Il Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Agenzia Europea per i medicinali ha infatti espresso parere positivo al suo impiego nel trattamento di pazienti adulti dalla seconda linea di terapia in poi, e cioè in progressione dopo almeno una precedente terapia sistemica.
Un’opportunità per molti più pazienti
La decisione finale sull’approvazione da parte dell’Unione Europea è prevista nei prossimi mesi. “Qualora l’opinione del Chmp venisse recepita dalla Commissione Europea, cabozantinib sarebbe il secondo inibitore delle tirosin-chinasi (Tki) dopo sunitinib a essere approvato nei Net, con la sostanziale differenza che andrebbe a coprire una tipologia di tumori più ampia includendo anche i Net extra-pancreatici, polmonari e a sede sconosciuta anche di alto grado - commenta Nicola Fazio, direttore della Divisione di Oncologia Medica Gastrointestinale e Tumori Neuroendocrini dello Ieo di Milano - Rappresenterebbe una grande opportunità per i pazienti, per i quali esistono ancora oggi poche opzioni terapeutiche valide, nonostante i progressi ottenuti negli ultimi decenni”.
Tanti tumori diversi
Il numero di pazienti con nuova diagnosi di tumori neuroendocrini è in aumento. La maggior parte di queste neoplasie, che possono presentarsi in diverse aree del corpo, ha uno sviluppo lento. Le possibilità terapeutiche alla progressione, però, sono spesso limitate e dipendono dalla sede primaria del tumore e da altri fattori che rendono complicato definire la sequenza ottimale dei trattamenti, caso per caso. Per esempio, per il 27% dei pazienti con diagnosi di Net polmonari, non sono disponibili opzioni terapeutiche approvate in caso di progressione dopo una terapia sistemica. Anche il tasso di sopravvivenza dipende prevalentemente dalla sede primaria del tumore e cambia con lo stadio della malattia.
Lo studio clinico su cabozantinib nei Net
La raccomandazione si basa sui risultati dello studio clinico Cabinet presentati lo scorso ottobre al Congresso della European Society for Medical Oncology (Esmo) e pubblicati sul New England Journal of Medicine. Nella coorte con tumori neuroendocrini pancreatici, al controllo dopo 13,8 mesi, la sopravvivenza libera da progressione mediana è risultata di 13,8 mesi con cabozantinib rispetto a 4,4 mesi con placebo; nella coorte con tumori neuroendocrini extra-pancreatici, al controllo dopo 10,2 mesi la sopravvivenza libera da progressione mediana è stata di 8,4 mesi con cabozantinib rispetto a 3,9 mesi con placebo.
“I dati di efficacia rappresentano un punto di svolta nella ridefinizione degli approcci terapeutici per le persone affette da tumori neuroendocrini pancreatici ed extra-pancreatici avanzati - conclude Christelle Huguet, Head of Research and Development di Ipsen - Il parere positivo da parte del Chmp conferma la potenzialità di tradurre questi dati in benefici significativi per i pazienti. Attendiamo ora con fiducia la decisione finale della Commissione Europea”.

