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Tumore al polmone con mutazione HER2: nuova possibile opzione terapeutica in prima linea

(foto: KATERYNA KON/SCIENCE PHOTO LIBRARY/Getty Images)
(foto: KATERYNA KON/SCIENCE PHOTO LIBRARY/Getty Images) 

I dati presentati alla Iaslc 2026 World Conference on Lung Cancer mostrano che l’anticorpo farmaco-coniugato trastuzumab deruxtecan migliora la sopravvivenza mediana libera rispetto allo standard di cura nel carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato

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Da Seul, dove è in corso la Iaslc 2026 World Conference on Lung Cancer, organizzata dall’International Association for the Study of Lung Cancer (#WCLC26), arrivano nuovi dati su un anticorpo farmaco-coniugato trastuzumab deruxtecan. Riguardano il possibile impiego del farmaco in prima linea nel carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato con mutazione HER2, provenienti dallo studio Destiny-Lung04. I risultati dello studio, le cui analisi proseguiranno, mostrano che l’anticorpo farmaco-coniugato si associa a tassi di risposta e a una sopravvivenza libera da progressione maggiori rispetto agli standard di cura.

La malattia: il carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato con mutazione HER2

“Ogni anno in Italia vengono stimati circa 45000 nuovi casi di carcinoma polmonare”, ha ricordato Silvia Novello, Presidente Walce (Women Against Lung Cancer in Europe), professore ordinario di Oncologia Medica all’Università degli Studi di Torino e responsabile dell’Oncologia Medica presso l’Aou San Luigi Gonzaga di Orbassano. Il tumore del polmone non a piccole cellule è la forma più comune di tumore al polmone. Tra questi, figura il tumore del polmone non a piccole cellule con mutazione di HER2, presente in circa il 4% dei casi: “Il tumore del polmone non a piccole cellule con mutazione di HER2 - riprende l’esperta - è una patologia aggressiva, per la quale gli attuali standard di cura in prima linea hanno scarsa efficacia e molti pazienti presentano progressione di malattia entro un anno dall’inizio del trattamento”. Gli attuali standard di cura in prima linea comprendono chemioterapia con doppietta platino-pemetrexed più pembrolizumab. Ma le strategie di trattamento di prima linea in futuro potrebbero cambiare, alla luce dei risultati che arrivano dallo studio Destiny-Lung04, prosegue Novello.

Un anticorpo farmaco-coniugato contro il tumore

Trastuzumab deruxtecan è un farmaco usato oggi in seconda linea contro questo tipo di tumore, ed è un anticorpo farmaco-coniugato, ovvero un farmaco che trasporta in maniera mirata, grazie all'anticorpo, il farmaco (un chemioterapico) in prossimità delle cellule tumorali. Come? Sfruttando la mutazione della proteina HER2, come spiega Antonio Passaro, Direttore della Divisione di Oncologia Toracica all’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Milano: “La presenza della mutazione HER2 rende la neoplasia sensibile a farmaci diretti contro questo target. Trastuzumab deruxtecan combina un anticorpo monoclonale con un agente citotossico ed è altamente selettivo per le cellule tumorali, riducendo al minimo i danni alle cellule sane circostanti e aumentando l’efficacia del trattamento nei pazienti con tumore con mutazione di HER2”.

I dati dello studio Destiny-Lung04

Destiny-Lung04 è uno studio di fase 3 che ha arruolato 454 pazienti in diversi centri in Asia, Europa e America del Nord, mettendo a confronto l’efficacia e la sicurezza di trastuzumab deruxtecan rispetto alla terapia standard (chemioterapia più immunoterapia), in pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule non squamoso, non resecabile, localmente avanzato o metastatico con mutazione di HER2.

I dati presentati a Seul sono parziali (le analisi non sono ancora state completate e non è stato osservato un beneficio in termini di sopravvivenza globale), ma al momento questo raccontano. La monoterapia con trastuzumab deruxtecan ha ridotto del 37% il rischio di progressione di malattia o morte rispetto allo standard di cura e ha avuto un tasso di risposta obiettiva del 70% contro il 44,5% di pembrolizumab più chemioterapia. Il trattamento con l’anticorpo farmaco-coniugato si associata a una maggiore durata mediana della risposta (13,4 mesi contro 9,7 mesi) e a un maggior tempo dall’inizio del trattamento alla seconda progressione del tumore o al decesso per qualsiasi causa (22,7 mesi rispetto a 17,3 mesi con pembrolizumab più chemioterapia). Inoltre nei pazienti che ricevevano lo standard di cura il ricorso a terapie dirette contro HER2 era maggiore rispetto al braccio sperimentale (48% contro 23,3%). Sul fronte della sicurezza non sono stati riportati nuovi segnali. Un terzo circa dei pazienti in trattamento con trastuzumab deruxtecan ha sperimentato eventi avversi correlati al trattamento di grado 3 o superiore (il più comune è stato la neutropenia (11,1%). Un quinto dei pazienti nel braccio sperimentale ha avuto malattia polmonare interstiziale (Ild) o polmonite, nella maggior parte dei casi di basso grado.