Cercare informazioni online non è mai semplice, specialmente quando si tratta di salute. Di chi fidarsi? La scelta delle fonti, preferendo le informazioni diffuse da istituzioni e società scientifiche può essere un buon punto di partenza. Ma non sempre queste informazioni, per quanto accurate, sono facilmente “digeribili” da parte dei pazienti. L’intelligenza artificiale però può dare una mano in tutto questo: può infatti essere usata per creare dei contenuti patient friendly a partire dalle informazioni affidabili contenute dalle linee guida di una determinata patologia. A testare l’Ai come supporto per un’informazione snella ed accurata a sostegno dei pazienti - prendendo come modello quello dei tumori urologici - è stato un team di ricercatori in buona parte italiano (e che ha coinvolto diverse strutture di eccellenza per l’urologia).
L’Ai può semplificare le linee guida specialistiche
La difficoltà di unire una corretta informazione con linguaggio accessibile è stato proprio il punto di partenza dei ricercatori, come raccontano nel dettaglio dalle pagine di Plos One. Così la loro idea è stata quella di mettere al lavoro un sistema di Ai generativa, a partire dalle informazioni contenute nelle linee guida per tumori urologici della European Association of Urology. Non che risorse destinate ai pazienti non esistano già, ma quelle disponibili rischiano di essere ancora troppo complesse e devono essere aggiornate con una certa regolarità, riconoscono gli esperti. L’Ai in questo contesto unisce alla velocità di elaborazione anche una spiccata (a volte troppo) capacità di sintesi e semplificazione.
L’Ai a fianco dei pazienti per comprendere meglio malattia e trattamenti
Per capire quanto fidarsi e affidarsi all’intelligenza artificiale, i ricercatori, dopo aver generato dei documenti informativi rivolti ai pazienti tradotti in cinque diverse lingue, ne hanno valutato chiarezza, accuratezza e leggibilità analizzandoli con strumenti ad hoc, con le valutazioni di esperti del campo e con il giudizio qualitativo di una trentina di giovani urologi. Ma non solo: questi contenuti, sviluppati per i tumori di vescica, rene, prostata e testicolo (localizzati e metastatici), sono stati confrontati con quelli già destinati ai pazienti e presenti sul sito della European Association of Urology nella sezione dedicata. Ebbene, gli urologi non sapevano dire quale risorsa stessero valutando, se generata o meno dall’Ai.
I risultati nel complesso indicano che questi documenti, creati nel giro di appena un minuto, hanno una migliore leggibilità e un’accuratezza e chiarezza paragonabile a quella delle tradizionali risorse destinate ai pazienti, si legge nello studio. Senza perderne inoltre in completezza di informazioni. Anche le traduzioni sono state giudicate nel complesso buone (anche se non perfette).
Ma attenzione al bisogno di empatia
Il messaggio finale, concludono gli autori, è che l’Ai - opportunamente guidata e validata dagli esperti nel campo - potrebbe aiutare la diffusione di informazioni corrette ai pazienti, in più lingue. “Questo strumento di intelligenza artificiale - scrivono - può aiutare i medici a rendere più semplice per i pazienti comprendere il loro tumore e trovare la migliore assistenza possibile”. Con qualche accortezza particolare, lasciano intendere infine gli esperti: per esempio senza dimenticare il bisogno di empatia dei pazienti, un bisogno umano e che rischia di perdersi nel linguaggio di una macchina.
