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Perché invecchiando viene la pancia?

Sian Kennedy
Sian Kennedy 

Una ricerca su Science spiega la causa: alterazioni nell’attività delle staminali del grasso legate all’età

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L’aumento del girovita in età adulta è un fenomeno che riguarda moltissime persone. Perché succeda, e perché questa propensione a metter su grasso nella zona della pancia inizi proprio nella mezza età, è rimasto a lungo poco chiaro. Oggi, una nuova ricerca pubblicata su Science e condotta dal centro di ricerca clinica City of Hope getta luce su questo enigma, e apre la strada a possibili terapie per prevenire l’accumulo di grasso addominale legato all’invecchiamento.

Grasso, questione di salute

Con l’avanzare dell’età, anche quando il peso segnato dalla bilancia rimane lo stesso, spesso si tende a tende a perdere muscolo e a guadagnare grasso, soprattutto nella zona addominale. Con tutti i rischi del caso. L’accumulo di grasso nella zona della pancia infatti non è soltanto un problema estetico, perché il grasso viscerale accelera l’invecchiamento, rallenta il metabolismo e aumenta il rischio di sviluppare diabete, problemi cardiaci e altre malattie croniche.

“Le persone spesso perdono massa muscolare e accumulano grasso corporeo con l’avanzare dell’età, anche quando il loro peso corporeo rimane lo stesso -spiega Qiong (Annabel) Wang, coautrice dello studio e professoressa associata di endocrinologia molecolare e cellulare presso l’istituto di ricerca sul diabete e il metabolismo del City of Hope -. Abbiamo scoperto che l’invecchiamento innesca l’arrivo di un nuovo tipo di cellule staminali adulte e aumenta la massiccia produzione di nuove cellule adipose da parte dell’organismo, soprattutto intorno all’addome”.

Lo studio

La ricerca è stata svolta su topi, e ha concentrato l’attenzione sul tessuto adiposo bianco, responsabile dell’aumento del giro vita che si sperimenta con l’invecchiamento. L’ipotesi dei ricercatori era che queste cellule non solo crescano di dimensioni con il tempo, cosa già nota, ma che siano anche in grado di produrre nuovi adipociti, e quindi che il tessuto adiposo abbia un potenziale di crescita illimitato.

Per testare la loro ipotesi hanno studiato le cellule staminali da cui hanno origine gli adipociti, trapiantando le cellule prelevate da esemplari anziani nell’organismo di esemplari giovani, e osservando in effetti una rapida produzione di cellule adipose in eccesso. Facendo l’inverso - cellule di topi giovani impiantate su topi anziani - non si è osservata una produzione anomala di tessuto adiposo. Le cellule staminali degli esemplari anziani, quindi, sono caratterizzate dalla capacità di produrre indipendentemente nuovi adipociti, cosa che non si osserva invece in quelle degli esemplari giovani.

Un risveglio nella mezza età

Studiando l’espressione genica delle staminali dei topi anziani, i ricercatori hanno quindi confermato che in qualche modo con l’età vanno incontro a processi che ne aumentano l’attività, al contrario di quanto si osserva nella maggior parte dei tessuti dell’organismo. “Mentre la capacità di crescita della maggior parte delle cellule staminali adulte diminuisce con l’età, per i precursori degli adipociti avviene il contrario: l’invecchiamento sblocca la loro attività, rendendole più capaci di evolvere e proliferare - sottolinea Adolfo Garcia-Ocana, direttore del Dipartimento di Endocrinologia molecolare e cellulare al City of Hope -. Questa è la prima prova che la nostra pancia si espande con l’età a causa dell’elevata produzione di nuove cellule adipose da parte delle staminali del grasso”.

Le alterazioni a cui vanno incontro le staminali con l’età, stando alle analisi effettuate dai ricercatori, sarebbero guidate da un recettore cellulare noto come leukemia inhibitory factor receptor (Lifr). I risultati sono già stati confermati anche su linee cellulari umane, e in futuro potrebbero quindi portare allo sviluppo di nuovi farmaci che aiutino a ridurre l’accumulo di grassa nella mezza età.