Ridurre i livelli dell’amminoacido cisteina, sia della forma prodotta dall’organismo sia di quella assunta tramite la dieta, causa una drastica riduzione di peso nei topi. Lo indicano i risultati di uno studio pubblicato su Nature Metabolism: l’assenza di questo amminoacido favorirebbe infatti la trasformazione del tessuto adiposo bianco (quello che immagazzina i lipidi) in tessuto adiposo bruno (quello che invece promuove l’utilizzo dei grassi per ricavarne energia).
Lo studio negli animali
La ricerca è stata condotta su topi geneticamente modificati, resi così incapaci di produrre la cisteina. Gli animali sono stati inoltre sottoposti a una dieta priva di questo amminoacido, e nel giro di una settimana avrebbero perso il 25-30% della loro massa corporea: un calo tanto drastico da risultare letale. Questo evidenzia da un lato l’importanza dell’amminoacido, e dall’altro il fatto che le condizioni testate nello studio sono, per così dire, “estreme”. Ossia, che non sarebbe pensabile replicarle tali e quali sugli esseri umani, ma sono servite nel contesto della ricerca per mettere in luce un fattore da indagare più a fondo. Dagli esperimenti è inoltre emerso che la riduzione della cisteina induceva la trasformazione appunto di tessuto adiposo bianco in tessuto adiposo bruno, e che reintrodurre l’amminoacido nella dieta dei topi modificati geneticamente porta al completo recupero del peso perso.
Autori e autrici hanno poi analizzato dei campioni di tessuto adiposo prelevati da 238 persone che avevano partecipato a un trial clinico, durante il quale avevano limitato di circa il 14% l’apporto calorico delle loro diete per un anno. E le analisi hanno mostrato una riduzione dei livelli di cisteina nel tessuto adiposo di queste persone. L’ipotesi del possibile ruolo della cisteina nella perdita di peso dovrà comunque essere confermata e il trasferimento di queste osservazioni sugli esseri umani non sarà immediato, dato che l’amminoacido svolge diverse funzioni metaboliche ed è presente in molti cibi diversi. Allo stesso tempo, lo studio apre a nuovi possibili scenari per la ricerca.
I precedenti
I risultati degli esperimenti condotti sui modelli animali vanno di pari passo con quelli di uno studio pubblicato poco prima su Nature. Anche in quel caso, inibire la produzione di cisteina nei topi ed eliminare questo amminoacido dalla loro dieta aveva prodotto una perdita di peso del 30% in una settimana. Dalle analisi era poi emerso che il calo sembra essere collegato a una riduzione dei livelli di una molecola nota come Coenzima A, che ha un ruolo fondamentale in molti processi metabolici.
“Ora possiamo ripristinare geneticamente la produzione di cisteina in cellule o tessuti specifici e determinare il ruolo di ciascuno nella drastica perdita di peso che abbiamo osservato - aveva concluso Dan Littman, uno degli autori principali della ricerca, docente presso la New York University Grossman School of Medicine e ricercatore presso lo Howard Hughes Medical Institute (Stati Uniti) - Speriamo in futuro di poter sfruttare parti di questo processo per indurre una perdita di peso simile negli esseri umani, ma senza rimuovere completamente la cisteina”.