ROMA - C'è chi dà consigli su quale vestito è più opportuno scegliere se si è contagiati, con il motto 'la scelta più fashion per l'epidemia di ebola. Curiosità e timori degli italiani corrono sul web. C'è poi il profilo 'Ebola' con la foto del virus che punta all'ironia, con battute e freddure per battere la paura crescente in Ue e Usa dopo i casi a Dallas e in Spagna. E' il variegato universo che compare su Twitter se si digita, nella ricerca tra i profili o i soprannomi, la parola Ebola. Un elenco di circa 200 'indirizzi' digitali, molti con pochi 'cinguettii' all'attivo e qualcuno palesemente falso, che animano il mondo globalizzato dei tweet e degli hashtag collegati all'epidemia. Con casi incredibili come il profilo @ebolavirus che pur avendo fatto solo 5 'cinguettii' è seguito da 115mila persone.Ma nel mare di messaggi c'è anche molta informazione ufficiale e istituzionale, con i profili dell'Organizzazione mondiale della sanità, di Medici senza frontiere, di organizzazioni no profit o specialisti, tra cui Peter Piot lo scopritore del virus, che monitorano la situazione dei casi con 'alert' aggiornati su nuovi contagi, e sulle possibilità che arrivano dalla ricerca o le strategie di prevenzione. Ad andare per la maggiore sono però i soprannomi, molto fantasiosi, con la parola Ebola usata accanto all'indirizzo del profilo per esorcizzare il virus o usarlo come cassa di risonanza per altri temi: 'Fuck ebola'; 'Ebola techno'; 'Versace Ebola'; 'Ebola Buddha'; 'Dj Ebola'; 'Barack Ebola'; 'Ebola queen'.Altro filone molto in voga su Twitter, è quello dei complottisti che rilanciano allarmi sulle cause più o meno fantasiose dell'epidemia, allegando foto o documenti più o meno verosimili. Qui però il confine tra verità e fantasia appare piuttosto labile e diminuiscono pure i 'follower', ovvero le persone che seguono quel determinato profilo, segnale che chi cerca informazioni o notizie su Twitter punta a fonti più serie e ufficiali.Secondo i dati riportati dallo studio L'allarme epidemia nei tweet degli italiani di WatkinsMedia, sono complessivamente 149281 i tweet in lingua italiana contenenti la parola "ebola" condivisi tra il 1 gennaio 2014 e l'8 ottobre 2014, ma è in realtà già a partire al mese di aprile che questo termine è diventata sempre più popolare nei 140 caratteri. Gli autori della ricerca, Matthew Watkins e Marco Sebastio, hanno analizzato migliaia di messaggi. Guardando l'andamento generale dei tweet in Italia è possibile riconoscere almeno tre differenti fasi di conversazioni sul tema. Se l'ultima delle tre è cronaca, soprattutto dopo i primi casi Usa e Spagna, le prime due fasi, temporalmente più estese, registrano invece le prime paure e il primo allarme su un tema che sembrava lontano e che poi è diventato vicino, sbarcando in Occidente.Sono poco più di 100mila i tweet contenenti la parola "ebola" condivisi in Italia nelle prime due fasi, comprese tra il 1 gennaio 2014 e il 29 settembre 2014. Se nel mese di gennaio il tetto massimo di tweet/giorno sull'argomento toccava in alcuni giorni anche una sola unità, a settembre i cinguettii contenenti la parola ebola erano 3000 al giorno. Pur crescendo progressivamente nel corso dei mesi e pur registrando volumi importanti a cavallo dei mesi compresi tra aprile e giugno, l'interesse su Twitter verso la questione ebola resta modesto. È infine a partire dal mese di luglio che il volume di tweet/giorno è cresciuto dismisura superando frequentemente la quota dei 2500 tweet al giorno e non scendendo mai sotto il tetto dei 1000.