'ASCOLTIAMO il nostro cuore'. E prendiamocene cura. Il 29 settembre è la Giornata mondiale del cuore e, per l'occasione, anche in Italia sono numerose le iniziative dedicate allo scompenso cardiaco. A Bergamo, Bologna, Roma, Palermo: in molte città italiane medici e volontari parteciperanno a incontri per spiegare come capire i sintomi della malattia e le buone pratiche di prevenzione. "Ci impegnamo per aiutare i pazienti ad avere un'aspettativa e una qualità di vita normale - spiega Oberdan Vitali, presidente dell'Associazione italiana scompensati cardiaci -, vogliamo insegnargli a riconoscere i sintomi della patologia e far capire che, in una situazione dubbia, la cosa migliore da fare è andare dal medico o in ospedale". I numeri. Nel mondo sono circa 23 milioni gli affetti da scompenso cardiaco. Ogni anno vengono registrati due milioni di nuovi casi. In Italia, secondo il rapporto di Arno, ne soffrono oltre un milione di persone. Si tratta della prima causa di ospedalizzazione tra gli over 65. Un paziente su dieci non sopravvive al primo ricovero, tre su dieci muoiono entro un anno. Il 56,6 per cento è costretto a tornare in ospedale prima di un anno dalla precedente ospedalizzazione. I DATI - I numeri dello scompenso cardiaco La prevenzione. "Lo scompenso cardiaco è una patologia estremamente complessa che ha sintomi legati anche a organi diversi da quello cardiaco. Questo porta spesso il paziente a rivolgersi a specialisti diversi dal cardiologo - spiega Antonio Curnis, cardiologo e responsabile del laborario di elettrofisiologia ed elettrostimolazione dell'Università di Brescia-. Quando un paziente si presenta dal medico, lamentando una mancanza di fiato, le opzioni da valutare sono due: una patologia polmonare o una patologia cardiaca. La prescrizione di un semplice elettrocardiogramma permettere di individuare immediatamente il problema". I sintomi. Riconoscere uno scompenso cardiaco è importante per intervenire in tempo. Tosse persistente, mani e piedi freddi, caviglie gonfie e depressione sono i primi segnali. È bene consultare un esperto quando si è affaticati, dopo due rampe di scale o dopo una conversazione di qualche minuto. LEGGI - Studio mette sotto accusa gli antinfiammatori: aumenta il rischio di scompenso cardiaco Lo studio. Secondo una ricerca dell'Università Bicocca di Milano, pubblicata sul British Medical Journal, il rischio di avere problemi cardiovascolari aumenta fino al 19 per cento nelle persone che fanno uso abituale di antinfiammatori. Il dato è emerso dopo un'analisi compiuta su oltre 92mila ricoveri ospedalieri avvenuti tra l'Italia, l'Olanda, la Germania e il Regno Unito. La percentuale di rischio è salita di un quinto tra i pazienti che avevano assunto un antinfiammatorio generico nelle due settimane precedenti al test e chi non ne prendeva da sei mesi. "L'importanza dello studio - spiega Giovanni Corrao, professore di Statistica medica in Bicocca - è che risultati simili sono stati verificati in tutta Europa e dunque questi rischi non dipendono dalle abitudini prescrittive o da comportamenti esterni, ma sono direttamente riferibili ai farmaci". Le iniziative. Dai mercati romani alle piazze e strade di Bergamo, Bologna e Palermo. In occasione della Giornata mondiale del cuore, e per le settimane successive, molte onlus e associazioni di volontari hanno organizzato punti informativi, convegni e dibattiti. Sono scese in campo l'Aisc, l'associazione italiana scompensati cardiaci, le neonata "Cuore Italia - Heart Valve Voice", la Fondazione italiana per il cuore, Conacuore. e la Fondazione per il tuo cuore Hcf Onlus. L'orologio del cuore. A Roma, Bologna, Bergamo e Palermo, per attirare l’attenzione dei passanti, Aisc ha deciso di esporre una grande "Clock Installation" a forma di cuore, realizzata con centinaia di orologi e sveglie che verrà arricchita in ogni città. In occasione degli eventi, infatti, pazienti e cittadini potranno donare un orologio affinché diventi parte della scultura stessa. Per ricordare che l'obiettivo è non perdere tempo, riconoscere i sintomi della patologia e intervenire subito.