AVEVA perso l'appetito e mangiava pochissimo. Perdeva peso. Tutta colpa di una cura a base di una dose eccessiva integratori. Una situazione a rischio per la vita di un bambino autistico di 4 anni, che ha spinto i genitori a chiedere aiuto ai medici. Dopo una serie di test, i dottori hanno capito che il piccolo soffriva di ipercalcemia. Aveva livelli troppo alti di calcio nel sangue, ma anche di vitamina D. Una diagnosi che ha spinto la coppia a confessare di aver sottoposto il bimbo a una cura a base di 'prodotti naturali'. Un cocktail di sostanze che ha danneggiato l'organismo del ragazzino e ha spinto gli esperti inglesi a lanciare un appello contro 'le terapie fai-da-te' sul British medical journal. Nella cura scelta dal naturopata inglese c'erano dosi eccessive di calcio, vitamina D, olio di fegato di merluzzo, latte di cammello, argento, zinco. La terapia era arricchita da solfato di magnesio, un ingrediente scelto per 'depurare l'organismo'. "I genitori del bimbo ora sono devastati per quello che hanno fatto al figlio e per averlo fatto stare così male - spiega il report del Bmj - e la polizia ha aperto un'indagine nei confronti del naturopata che ha sbagliato la sua cura". Ci sono volute ben due settimane per far guarire il bambino. Quando è stato ricoverato era iperidratato e aveva livelli di calcio altissimi, ora per fortuna è fuori pericolo. "Molte famiglie scelgono 'cure naturali' come queste - spiegano i medici del Bmj - ma questo caso dimostra che possono esserci gravi effetti collaterali che sono difficili da individuare anche per la mancanza di conoscenza di queste terapie". E a volte anche la vita dei pazienti può essere a rischio aggiungono i medici inglesi. "Ci sono molti casi di complicanze, anche fatali, e probabilmente molti altri che non sono segnalati ai medici o che, a volte, non sono stati riconosciuti". "Il caso dimostra che purtroppo esistono persone che speculano sulla disperazione delle famiglie, a volte per ignoranza altre volte con dolo - spiega Raffaele Falsperla, Presidente Società Italiana di Neurologia Pediatrica - . In Italia per fortuna esiste un “filtro” ed è il pediatria di famiglia che segue il bambino sin dalla nascita e rappresenta il vero “ambasciatore” nella tutela del minore. A tutti va ricordato che il principio che dovrebbe guidare chiunque si occupa di salute del bambino è “ Primum non nocere”, cioè non fare nulla che potrebbe nuocere alla salute del bambino". In questo caso la cura a base di integratori non sarebbe mai riuscita neppure a guarire il piccolo. "Gli integratori hanno delle indicazioni cliniche e non sono indicati nel caso di disabilità intellettive non rientra fra queste. Dunque questo tipo di cura non era indicata per guarire il bambino autistico". Le "cure alternative", spiegano ancora gli esperti del Bmj - sono molto diffuse tra i bambini con malattie croniche, tra cui l'autismo, per una serie di motivi. Questi possono includere l'insoddisfazione con le terapie tradizionali.