DAI TRAPIANTI alla robotica, dalla storia dei discendenti di Ippocrate fino alla responsabilità legale dei medici. Ma c’è anche da confrontarsi su quando e come si utilizza il bisturi mirato alla cura dell’obesità. Oppure si potrà spulciare tra le tecniche laparoscopiche per scegliere con cognizione di causa tra interventistica open tradizionale o protocollo mininvasivo. E poi centinaia di video, slides, sessioni a tema singolo, tavole rotonde, stand espositivi poster. Con focus che spaziano dall’etica ai nuovi modelli didattici per le future generazioni. Di tutto e di più: l’universo mondo del sapere scientifico per migliaia di specialisti fino a mercoledì a Napoli per il 119esimo congresso della Società italiana di Chirurgia. C’è un sottile fil rouge, premette il presidente della Società Marco Montorsi, un filo conduttore che “guida il modello contemporaneo della chirurgia. In tre aggettivi, la sintesi: gentile, tecnologica, integrata. A interpretarli è lo specialista che la mette in pratica: gentile perché deve mantenere e preservare l’integrità del paziente; tecnologica per operare con sicurezza grazie a strumenti superprecisi che consentono ad esempio movimenti della mano non possibili all’uomo. E integrata perché oggi il chirurgo si confronta quotidianamente con tutte le altre specialità (dagli oncologi ai radioterapisti) prima di decidere come intervenire”. LEGGI "Le donne sono chirurghi migliori degli uomini" Per il congresso nazionale della Sic, che torna a Napoli per la settima volta e dopo 10 anni, è stata scelta una sede simbolica, Città della Scienza a Bagnoli (ex area Italsider), il centro museale didattico distrutto da un incendio doloso quattro anni fa e che oggi ospita anche l’esposizione permanente Corporea. Ma il chirurgo contemporaneo (più di altri specialisti) ha anche altri crucci. Per esempio, si interroga su come sta cambiando il rischio sala-operatoria. La denuncia dei pazienti è ancora dietro l’angolo? E così, tra i dibattiti più caldi, quello dedicato alla nuova legge Gelli che, in vigore da sei mesi, detta nuove regole sulla responsabilità professionale. Norme che “tendono a risistemare alcuni aspetti”, osserva Montorsi che della tavola rotonda di martedì sarà moderatore, “perché rendono meno arbitraria la decisione di un paziente di citare in giudizio il chirurgo. La legge prevede che un team di esperti valuti i margini per tentare una conciliazione della controversia. Ma ci sono tanti aspetti innovativi che rispettano il paziente senza minacciare il medico. D’altronde qualcosa andava fatta anche per arginare il fenomeno della medicina difensiva. Da una nostra indagine emerse che tra il 30 e il 40 per cento dei medici aveva adottato provvedimenti di autotutela”. Tra le novità che caratterizzano il congresso presieduto da Maurizio Di Palma (primario dell’ospedale Cardarelli di Napoli) e Natale Di Martino (ordinario all’’università Federico II), ci sono le sessioni del Collegio degli Storici della Chirurgia, che terranno banco lunedì e martedì. E stavolta il contributo del passato si rivela fondamentale, dice il pioniere dei trapianti di fegato e rene nel sud Mario Luigi Santangelo “perché l’innovazione tecnologica non potrà mai fare a meno delle esperienze di chi ci ha preceduto”.