Seppur giovanissimo, Nikita Sergeev, cuoco di sangue russo e idee marchigiane, non rientra nel novero delle promesse, ma piuttosto in quello dei professionisti in ascesa. E lo conferma pure il giudizio di Luigi Cremona (il miglior palato d'Italia), che l'ha premiato lo scorso maggio come Emergente del Centro-Sud nell'ambito della sua utile manifestazione volta a valorizzare le nuove leve dei fornelli.
Nikita non ha trent'anni, ma le idee di cucina sono già chiare, così come il talento e la voglia di mostrarsi, che certe volte lo porta a esagerare aggiungendo ai suoi piatti tocchi superflui e sfumature barocche.
Al netto dei "peccati di voglia", la mano è salda e la personalità ben delineata, con un orientamento verso la cucina di mare che ha per vertici l'astice in brodo di cipollotto e lamponi con asparagi e piselli, o ancora l'eccellente melanzana svuotata e poi farcita di sgombro. I rischi sono tanti ma ben calcolati e le combinazioni, anche quando un filo ardite, tendono a dare risultati curiosi se non accattivanti, come sta a testimoniare l'ostrica avvolta di guanciale e immersa nel dashi (brodo di scuola giapponese): è un boccone intenso e corroborante, capace di giustapporre sentori lontani lasciando a ognuno nitidezza sufficiente per farsi riconoscere dal palato.
La sala viaggia serena ed elegante nelle mani della madre di Nikita, Ekaterina, e del bravo sommelier Leonardo Niccià, che gestisce con evidente passione una cantina più ricca di etichette internazionali che di vini piceni.
Si finisce con dessert poco dolci e molto ragionati, come il cremoso al cioccolato bianco con pepe, carciofo e bottarga; o come il "soffritto all'italiana", ovvero un composto di sorbetto al sedano, crema di carota e cipolla in agrodolce.
Senz'altro una meta da programmare per chi cerca novità, sia in virtù dei prezzi più che moderati (55, 60 e 65 euro i tre menu; sotto i 60 alla carta), sia perché talento ed errori di gioventù sono spesso prologo alle grandi storie di cucina.
(8 ottobre 2015)
Ristorante L'Arcade
Via Giordano Bruno, 76
Porto San Giorgio (Fm)
Tel. 0734.675961
Cell. 347.8659366
Nikita non ha trent'anni, ma le idee di cucina sono già chiare, così come il talento e la voglia di mostrarsi, che certe volte lo porta a esagerare aggiungendo ai suoi piatti tocchi superflui e sfumature barocche.
Al netto dei "peccati di voglia", la mano è salda e la personalità ben delineata, con un orientamento verso la cucina di mare che ha per vertici l'astice in brodo di cipollotto e lamponi con asparagi e piselli, o ancora l'eccellente melanzana svuotata e poi farcita di sgombro. I rischi sono tanti ma ben calcolati e le combinazioni, anche quando un filo ardite, tendono a dare risultati curiosi se non accattivanti, come sta a testimoniare l'ostrica avvolta di guanciale e immersa nel dashi (brodo di scuola giapponese): è un boccone intenso e corroborante, capace di giustapporre sentori lontani lasciando a ognuno nitidezza sufficiente per farsi riconoscere dal palato.
La sala viaggia serena ed elegante nelle mani della madre di Nikita, Ekaterina, e del bravo sommelier Leonardo Niccià, che gestisce con evidente passione una cantina più ricca di etichette internazionali che di vini piceni.
Si finisce con dessert poco dolci e molto ragionati, come il cremoso al cioccolato bianco con pepe, carciofo e bottarga; o come il "soffritto all'italiana", ovvero un composto di sorbetto al sedano, crema di carota e cipolla in agrodolce.
Senz'altro una meta da programmare per chi cerca novità, sia in virtù dei prezzi più che moderati (55, 60 e 65 euro i tre menu; sotto i 60 alla carta), sia perché talento ed errori di gioventù sono spesso prologo alle grandi storie di cucina.
(8 ottobre 2015)
Ristorante L'Arcade
Via Giordano Bruno, 76
Porto San Giorgio (Fm)
Tel. 0734.675961
Cell. 347.8659366