I laghi d'inverno sono noiosi? Questo tour goloso potrebbe farvi ricredere
Sara Sbaffi
Veduta dalla terrazza de Il sole di Ranco, Ranco (VA)
Un itinerario gastronomico sul Lago Maggiore, tra prodotti del territorio, piatti della tradizione e cucina contemporanea
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“Se hai un cuore e una camicia, vendi la camicia e visita i dintorni del Lago Maggiore”, Stendhal ricordava così le bellezze del secondo specchio d’acqua in Italia per superficie e profondità. Gli amanti della buona tavola, unita alla cultura e alla natura, possono trovare interessanti itinerari da percorrere alla scoperta delle tipicità di questo territorio, raccontati nella Guida ai Sapori e ai Piaceri della Lombardia, edita da Repubblica.
Tra i prodotti tipici del Verbano spiccano i vini di Angera, conosciuti come “Ronchi varesini”, sia rossi che bianchi. Qui si trova la Cascina Piano (via Valcastellana 33, tel: 0331 930928), una ventina di ettari in riva al lago, un’azienda piccola, fortemente legata al territorio, ai vitigni autoctoni e alla cultura popolare del paese a cui si ispirano nomi ed etichette. In zona non mancano i formaggi, come la formaggella di Luino e il gorgonzola. Menzione d’onore per il miele di Laveno con le sue tre varietà: millefiori, castagno e acacia. Merita una visita la Rocca di Angera, uno dei castelli lombardi meglio conservati. Arroccato su uno sperone di roccia e di proprietà della famiglia Borromeo dal 1449, ospita il Museo della Bambola e del Giocattolo, mentre un grande giardino medievale incornicia la Rocca.
Per una pausa golosa c’è l’Osteria del melograno (via Cavour 13, tel: 0331 960431), dove lo chef Luca Sardella prepara piatti della tradizione, valorizzando le materie prime locali. Da non perdere il risotto al filetto di pesce persico e la battuta di filetto di scottona con tartufo nero; tra i dolci, invece, spicca la crostata alle pesche di Monate, un altro piccolo lago, una perla d’acqua cristallina a pochi chilometri da Angera.
A Ranco, invece, si trova l’albergo-ristorante, coronato dalla stella Michelin, Il Sole di Ranco (piazza Venezia 5, tel: 0331 976507), gestito dal 1850 dalla famiglia Brovelli con una filosofia improntata all’attenzione per le materie prime. Affacciato sul lago, il menu è prevalentemente a base di pesce. Da provare il tonno scottato con asparagi bianchi di Cantello o il carpaccio di scampi con gelato alle mandorle e aria di bisque.Il locale si può raggiungere in vari modi: in macchina, in barca (c’è un molo per attraccare), in elicottero, visto che è attrezzato un pianoro nel giardino accanto.
“Ho preso un branzino e ne ho fatto un cono al dragoncello e rafano": sono artistici i nomi dei piatti serviti al ristorante La Tavola, uno dei due dell'Hotel Porticciolo, nel Varesotto
Più a nord, verso la metà del lago, si trova l’Eremo di Santa Caterina del Sasso, uno dei luoghi più suggestivi di tutto il Verbano, nel comune di Leggiuno. Incastonato su una roccia a picco sull’acqua, dal monastero si gode di una impareggiabile vista su Stresa e il Golfo di Borromeo con le sue isole, sulla sponda piemontese.
Numerosi sono gli itinerari da seguire, come ad esempio il lungolago di Ispra. Lungo 6,6 km per circa 2 ore di cammino si ha la possibilità di ammirare la scogliera, le antiche fornaci fino a giungere in una spiaggia Bandiera Blu immersa nella natura. Poco più su, a Laveno, l’Hotel Porticciolo (via Fortino 40, tel: 0332 667257) a picco sullo specchio d’acqua, offre eleganti camere con vista panoramica che spazia da Verbania al Monte Rosa e ospita due rinomati ristoranti: la Tavola e l’Osteria. Il primo vede il pesce d’acqua dolce come protagonista, preparato dallo chef Riccardo Bassetti sia in maniera tradizionale, sia sperimentando accostamenti di sapori diversi. Tra le proposte in carta si può trovare la scaloppa di fegato grasso alla plancha immersa in un consommé di anguilla affumicata, originali anche i nomi dei piatti come “Ho preso un branzino e ne ho fatto un cono al dragoncello e rafano”. L’Osteria, invece, porta in tavola i piatti della tradizioni a prezzi più contenuti. Qui una tappa è d’obbligo al parco di Villa De Angeli Frua, dove vivono numerose specie di piante secolari. Da Laveno-Mombello inoltre parte una funivia che giunge fin quasi in cima al monte Sasso del Ferro.