Il Gusto

Cosmopolitan: da Sex and the city a Madonna, il cocktail più cool della storia

Il Cosmo si serve rigorosamente nelle coppe da Martini
Il Cosmo si serve rigorosamente nelle coppe da Martini 
Non di solo Manhattan vive New York. Qui sorge l'astro di uno dei drink più famosi, iconicamente rosa nella ricetta originale, e particolarmente caro allo star system. Seguici anche su Facebook
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Il nome giusto, quello che piace al primo colpo, rende tutto più facile. Come nel caso del Cosmopolitan (o Cosmo), uno dei cocktail di maggior successo del momento. Se poi ci mettete anche un po’ di tv e spettacolo con star di vario genere, l’operazione si avvicina alla perfezione. Proprio così, perché a rendere il Cosmopolitan ancora più famoso e simbolo di eleganza è stata proprio una delle serie televisive più cult e trendy degli ultimi anni “Sex and the city” con Carrie e le sue amiche, bevitrici accanite  del drink rosa. E naturalmente Madonna. Per lei è stata sufficiente una sola fotografia nel 1996 al Rainbow Room di New York con un bicchiere di Cosmopolitan in mano per rendere il cocktail in qualche modo “immortale”. Potere della star ma anche della vodka, del colore rosso-rosato del mirtillo misto al lime e della coppa Martini ghiacciata.
Una scena di Sex and the city, seri tv cult che ha reso famoso questo cocktail
Una scena di Sex and the city, seri tv cult che ha reso famoso questo cocktail 
E a proposito della “coppa” c’è una bella storia da raccontare che è anche all’origine del Cosmopolitan. L’idea di questo drink è di Cheryl Coock del ristorante The Strand di South Beach, a Miami. Le sue parole raccontano meglio di ogni altro la nascita del drink: «Era il 1985, il Martini stava tornando di moda, con il suo bicchiere classico. Alle donne non sembrava piacesse molto il cocktail ma piuttosto piaceva essere visti con la coppetta da Martini in mano. Ciò mi diede l'idea di creare un cocktail che potesse piacere a chiunque ma che stesse bene in questo bicchiere classico. Il mio distributore mi portò un nuovo prodotto della Absolut, l'Absolut Citron e mi chiese di inventare qualcosa. Io amo le sfide così presi gli ingredienti: Absolut Citron, una dose di triple sec, una goccia di Rose's Lime e abbastanza cranberry (mirtillo rosso americano, ndr) per renderlo così deliziosamente rosa. Servii il mio primo Cosmopolitan a Christina Solopuerto la notte in cui ricevetti la mia prima bottiglia di Absolut Citron. Entro 30 minuti tutto il bar aveva un Cosmo davanti a sé, in 45 minuti l'intero ristorante ne aveva uno al tavolo».
 
Naturalmente la storia, anzi le storie non finiscono qui. Perché ancora una volta a far lavorare la macchina del tempo (ma anche la fantasia, in qualche caso) si scoprono altre versioni, altri personaggi e qualche leggenda. La prima apparizione del nome Cosmopolitan (oggi spesso abbreviato in Cosmo) secondo alcuni, risalirebbe al 1927, quando il barista scozzese Harry MacElhone chiama così un cocktail a base di whisky, vermouth, punch svedese e vodka, una specie di “bomba alcolica”. Nel 1934, invece, compare una versione abbastanza simile a quella attuale con il gin al posto della vodka, il triple sec, lo sciroppo di lampone e limone. Altri raccontano che un cocktail simile esisteva già a metà degli anni 40. Era un long drink, realizzato dalla cooperativa agricola “Massachusetts Ocean Spray”, specializzata nella coltivazione del mirtillo rosso. Inizialmente si chiamava "Red Devil" poi Harpoon fin quando alla fine degli anni Settanta diventa Cape Codder.

La sua composizione? Vodka, succo di mirtillo e lime come guarnizione. Molto vicina a quella di oggi: 45 ml di vodka, 15 di Cointreau (o Triple Sec), 30 di succo di lime, 60 di succo di mirtillo e cubetti di ghiaccio. Come guarnizione si può usare una fettina di lime. La preparazione (rigorosamente nello shaker) non è così semplice come potrebbe sembrare perché il risultato è tutto nell’equilibrio che si crea fra le note fruttate e aspre degli ingredienti. Attenzione, però, perché il “Cosmo” è un cocktail con una gradazione alcolica abbastanza alta e non va preso alla leggera. E’ un cocktail in rosa ma vale sempre la regola del Martini: uno è poco, due sono troppi. E come il Martini pretende i suoi riti, a cominciare dal locale adatto che nel caso significa alla moda e i bicchieri adeguati (le coppette). Insomma, la giusta atmosfera. Si può bere pre dinner (preferibilmente) o after dinner e, se allungato con succo di mirtilli e servito in un tumbler alto con cubetti di ghiaccio, anche come un dissetante long drink (soprattutto in estate).
Il cranberry, il mirtillo rosso americano, è uno degli ingredienti fondamentali della ricetta classica
Il cranberry, il mirtillo rosso americano, è uno degli ingredienti fondamentali della ricetta classica 
E comunque non è detto che sul bancone del bar debba comparire soltanto la versione classica. Ce ne sono tante altre, gustose e divertenti. Varianti sul tema che rendono ancora più affascinante uno tra i cocktail più buoni e belli da vedere. C’è il Cosmopolitan 1934, antenato del attuale cocktail, vera e propria finezza alcolica in un periodo dove il vintage seduce anche dentro un bicchiere. Gin al posto della vodka, limone al posto del lime e sciroppo di lampone al posto del succo di cranberry. Il Metropolitan, invece, prevede la creme de cassis e non più il Triple sec. Il Rude Cosmopolitan si fa con la tequila, mentre il Purple Rain con il blue curaçao al posto del Triple Sec. Infine, il White Cosmopolitan prevede l'utilizzo di succo di cranberry bianco. Insomma le variabili sono davvero tante ma anche in questo caso il vero Cosmo è uno solo. Quello di Cheryl servito rigorosamente nella coppetta da Martini. Sbagliare il bicchiere sarebbe un vero peccato…