Milano: da Saigon il Vietnam è glamour (oltre che buono)
Mariella Tanzarella
Sala del Saigon (foto dal profilo Facebook del locale)
Giochi di luci, musica, atmosfera e piatti interessanti. Al banco i cocktail originali di Zoe Militar. Aperto da poco, è già tra i ristoranti di successo. Seguici anche su Facebook
Aggiornato 1 minuti di lettura
Il Vietnam a Milano non è molto presente, anche come cucina. Buona idea, quindi, quella di dedicargli un po’ di attenzione aprendo un ristorante. Saigon è nato da poco ed è già costantemente pieno.
Aperto solo la sera, quando i giochi di luci discrete (anche troppo: a volte si usano i telefonini come torce per leggere il menu) aumentano il fascino del luogo e fanno risaltare i colori quasi fosforescenti dei grandi quadri appesi alle pareti, firmati da Do Ngoc Diep, un artista vietnamita noto ed evidentemente non ignaro dell’Impressionismo, che ritraggono un Vietnam di altri tempi, donne in costumi tradizionali, scenette bucoliche.
Goi cuon, tipici involtini della cucina del Vietnam
Nelle foto in bianco e nero, invece, le immagini ricordano piuttosto il Paese del secolo scorso. Saigon era il nome della città più grande del Vietnam, capitale del Sud, prima che diventasse Ho Chi Minh, oltre quarant’anni fa. E scegliere questo nome rivela l’intenzione, sostenuta da tutto l’insieme, di rifarsi a un’era passata, quando l’Indocina era terra di conquista, di guerre e di colonie.
Grandi kenzie e banani, colori scuri, ventilatori a pale, bellissimi pavimenti di legno (firmati da Carlo Apollo, un vero mago), colonna sonora irresistibile compilata dal patron, e il gioco è fatto.
Luca Guelfi è molto abile nel trovare i giusti equilibri per creare atmosfera. Lo ha già dimostrato con altri locali, come il Canteen, messicano rivisitato, che riscuotono il gradimento immediato e duraturo di un pubblico in cerca di glamour.
Quello che segue sempre le imprese di Guelfi, imprenditore milanese con un penchant per la ristorazione e realizzazioni di successo anche tra Europa e Americhe, e di sua moglie Simona Miele, che lavora nel campo della moda.
A questo punto, la cucina sarebbe quasi secondaria. Comunque il cuoco vietnamita, reclutato dai titolari durante un viaggio in zona, prepara buoni involtini, quelli di pasta di riso cotti al vapore ripieni di verdure crude, freschissimi e adatti per iniziare, o quelli fritti, molto piccoli, ripieni di carne di maiale (più tradizionali) ma a scelta anche di pesce o vegetariani.
Poi zuppe dai profumi stuzzicanti, piatti di pesce, più o meno reinterpretati, e di carne. Da citare il banco bar, dove la brava Zoe Militar, origini italo-filippine e gran gusto per gli abbinamenti, prepara cocktail originali (e buoni) con suggestioni orientali. Vini, tè e succo di canna da zucchero per accompagnare le portate. Che, va detto, sono concepite in porzioni abbondanti. Aperto dalle 18 alle 2 di notte, Saigon ospita spesso sessioni di musica dal vivo per il dopo cena.