Liguria: a rischio l'area di sosta più buona d'Italia, una petizione per salvarla
Lara De Luna
L'Autobar Marenco Carcare Est
A Carcare, sulla A6, una perla gourmet gestita dagli anni '60 dalla famiglia Marenco. Ma potrebbe essere chiusa per effetto del piano di razionalizzazione delle autostrade. Si mobilitano clienti e istituzioni. Seguici anche su Facebook
Aggiornato alle 1 minuti di lettura
Un'oasi nel deserto, una delle ultime candele accese in una fila sempre più grigia di cerini spenti. Potrebbe essere definito così l'Autobar Marenco, conosciuto anche come Carcare, o Autogrill di Vispa, per lo svincolo dov'è posizionato. Ovvero, quella sosta lungo la A6 più volte premiata, pubblicizzata e definita come "autogrill più bello d'Italia". Un luogo dove l'attenzione al cliente, anche se viaggiatore, è sempre stata totale, come in un ristorante di buon livello, tanto da attirare clienti stanziali dalle regioni vicine. Ingredienti selezionati, ricette originali, una cucina sempre funzionante. E oggi un grande rischio all'orizzonte: quello della chiusura.
Uno dei piatti dell'Autobar
Dopo la morte del proprietario, Davide Marenco, nel luglio 2017, una spada di Damocle pende sul collo della gestione - familiare - del locale. Una spada che prende il nome di piano di razionalizzazione delle aree di servizio autostradali, ovvero un decreto emanato nel 2015 che sta entrando in vigore in questi giorni, per il quale la famiglia Marenco oggi rischia di perdere la potestà su un locale che gestisce fin dagli anni '60. Il provvedimento prevede "la chiusura delle aree con meno di 750.000 euro annui di fatturato", rispettando una distanza minima "di 50 km" tra una stazione e l'altra; stando a questi criteri il punto di sosta della famiglia Marenco, oggi gestito da Massimiliano, figlio di Davide, non dovrebbe essere a rischio chiusura. Quello che preoccupa i proprietari, e i loro avventori, è la riapertura delle gare per l'acquisizione dei permessi, secondo il principio di "una gestione unitaria dell'aria oil e non oil" e dell'accorpamento, a fini di maggiore sostenibilità economica, "di più aree non adiacenti in un'unica gara". Un bando che, palesemente, prevedendo l'unificazione di più luoghi in uno richiede una maggiore disponibilità economica, lontana da quanto si può permettere un'attività a gestione familiare.
Sebbene non abbiano ancora ricevuto una lettera dallo Stato di cessazione della loro subconcessione, come Massimiliano Mareno precisa in una recente intervista, su internet è partito un tam tam incessante e una petizione per salvare lo storico punto ristoro, dove oltre al famoso "panino con la frittata" e a un'attenzione ai cibi reale, c'è un'attenzione al viaggiatore diversa e più profonda, che passa per un punto dedicato agli amici a 4 zampe in viaggio e addirittura piccole esposizioni di opere d'arte. Gli appelli di solidarietà cominciano ad arrivare da ogni angolo d'Italia e del web, sostenuti dalle istituzioni locali che riconoscono in questo Autogrill un punto di reale importanza. Il prossimo passo: una petizione per salvare l'autogrill più bello d'Italia dall'omologazione.