Roma, perché andare al Taste? Ovvio, per assaggiare questi piatti (e non solo)
Eleonora Cozzella
Una quattro giorni tra chef celebri ed emergenti, ricette gourmet e prodotti tipici, degustazioni di birre, vini e cocktail. Seguici anche su Facebook
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
Assaggiare la raffinata "Ricciola scottadito con panzanella come a Roma" di Angelo Troiani, per un tuffo nella cucina che coniuga il ricordo delle tipiche tecniche e cotture delle campagne romane con l'eleganza dei prodotti ittici pregiati; passare poi magari al fragrante bouquet delle "Linguine di kamut al peperone con alici e liquirizia" di Franco Madama del Magnolia; avvicinarsi agli aromi etnici del "Reale di maiale al tandoori con arepas, verza croccante e cipolla rossa candita" di Stefano Marzetti del Mirabelle Hotel Splendide; concludere il proprio personale menu con la dolce acidità della "Fetta al latte ai lamponi ricoperta di cioccolato" di Oliver Glowig.
La cacio e pepe della Terrazza dell'Eden
Ma non finisce qui: decine ancora i piatti da elencare tra i takoyaki di Roberto Okabe di Finger's, la speciale cacio e pepe di Fabio Ciervo, i fusilli con ragù di coniglio e spuma di carota di Heinz Beck e i pomodori vestiti, moscardini, burrata e levistico di Roy Caceres con cui si potrebbero esplorare decine di altri sapori, creare percorsi di degustazione originalissimi.
Crema di patate al nero di seppia con tempurina di verdure di Roberto Okabe
Il tutto nella quattro giorni della settima edizione di Taste of Roma, che porta all'Auditorium Parco della Musica dal 20 al 23 settembre gli chef della capitale, dai più celebri agli emergenti, con i loro menu creati ad hoc.
L'idea è che ciascun visitatore sia libero di scegliere un intero menu di ogni ristorante presente o anche un solo piatto per creare percorsi propri. Il gioco si fa anche più interessante con gli assaggi da abbinare dai banchi di degustazione: birre artigianali, vini locali e non, cocktail.
Poichè ci si trova a Roma non si paga in euro ma in sesterzi, in realtà solo virtuali. Il sistema cashless prevede infatti una card da ricaricare a piacere e spendere di postazione in postazione (un sesterzio equivale a un euro), con biglietti da acquistare online per avere facilità d'ingresso senza file (esistono anche pacchetti vip e pacchetti con facilitazioni per le famiglie).
Tra le attività è possibile prenotare corsi di mixology da esperti bartender, sessioni con pizzaioli del club Ferrarelle, degustazioni di drink base whisky nello spazio Johnnie Walker Highball experience, soddisfare ogni curiosità in tema di vino (con lo spazio Trimani della vip lounge) e e di birra (nello spazio Poretti). I bambini non devono restare a casa: nel Kids Garden gli animatori organizzano avoretti manuali, gare di disegno e di ballo, persino piccoli esperimenti scientifici e infine giochi di ruolo, oltre che ovviamente giochi che mettono in ballo nozioni di cucina.
I pomodori vestiti con moscardini e burrata di Roy Caceres di Metamorfosi
Per i cuochi provetti invece, la sfida è la Taste Arena, grande novità dell'edizione 2018.L'obiettivo è cimentarsi tra ludico e serio nel replicare piatti della tradizione in competizione con altri concorrenti, e/o difendere i piatti che si alterneranno negli appuntamenti più istituzionali, dove gli chef diventeranno capitani di squadra, svelando anche trucchi e segreti dei fornelli, tra il tifo di amici, parenti e spettatori. (e.c.)