È a Ponte Milvio, zona che prende il nome da uno dei più celebri e antichi ponti della capitale, che la gioventù poco più che ventenne, soprattutto di Roma nord, si dà appuntamento per rinnovare quei riti che - dalla prima colazione all’after hour - rendono movimentato il quartiere che non dorme mai, animato sin dalla prima mattina dalle bancarelle del mercato che di recente ha cambiato sede trasferendosi a via Riano, non senza proteste e malumori da parte degli abitanti - orfani di una cinquantina di posti auto - e degli operatori che lamentano una possibile dispersione della clientela.
E sarebbe un vero peccato, considerando che qui è ancora possibile far la spesa a ritmi lenti, servendosi dai pochi coltivatori diretti della campagna laziale rimasti come Caramadre, box ricolmo di prodotti ortofrutticoli direttamente provenienti da Maccarese, e dallo storico macellaio Artibani, dove oltre ai tagli tradizionali è possibile scegliere tra una grande varietà di preparazioni pronte da cuocere. Nella stessa via si trovano Bakery House, pasticceria e sala da tè aperta dal mattino e specializzata in prelibatezze made in Usa dolci e salate, e Fish Lab, street food marinaro dove Matteo Fadda prepara spuntini da gustare velocemente sul posto, o a portar via.
Tra le nuove aperture a Ponte Milvio, ultimi in ordine temporale sono Meaters e Malandros, della famiglia Martella già proprietaria di Mahalo, dove il sushi incontra i sapori hawaiiani. I due nuovi locali, l’uno concentrato su preparazioni carnivore da tutto il mondo, l’altro su tapas e piatti tipici della cucina spagnola, completano con l’annesso Lady’s Bar dedicato agli appassionati del bere miscelato lo scacchiere che compone la food gallery a via Flaminia 496.
Altro indirizzo storico del quartiere è Gianfornaio, panetteria aperta dagli anni Ottanta a Largo Maresciallo Diaz che ampliando la formula si propone tra i locali perfetti per un pranzo veloce o un aperitivo. La cucina a base di pesce più in voga, invece, la trovate senz’altro da Molo 10, ristorante arredato in stile marinaro dove Vincenzo Ciano dimostra una certa abilità nel maneggiare le materie prime: per provarlo basta uscire di poco dal centro nevralgico della movida, spostandosi nella più quieta via Prati della Farnesina. Via che ospita anche Lo’Steria, dove ad attendervi sono i piatti della tradizione romanesca preparati dal bravo Luca Ogliotti. Piazza Ponte Milvio è a pochi passi, sorvegliata dalla cupola della Chiesa Gran Madre di Dio che inaugura la via Cassia gettando lo sguardo verso il ponte degli innamorati - così ribattezzato dopo il tormentone “Tre metri sopra il cielo“ - situata a breve distanza da Le Dôme di Gianluca Giuseppucci, ristorante con annesso cocktail bar dal menu vario che non disdegna il classico quartetto carbonara - amatriciana - cacio e pepe - gricia; da I Fritti de Sora Milvia ideale per placare l’appetito a poco prezzo con fritture tipiche come la mozzarella in carrozza e i supplì, e dalla succursale del re del tiramisù Pompi.
I nottambuli appassionati di sushi, sashimi e sfizi fusion da gustare fino a tardi ameranno Nojo a viale di Tor di Quinto, mentre i più pigri restando a piazza Ponte Milvio troveranno una concentrazione di locali tale da sedurre anche Stefano Callegari che qui ha aperto una delle sedi del mitico Trapizzino; luogo perfetto per commettere un innocente peccato di gola addentando un succulento triangolo di pizza farcito con polpette al sugo, e altre irresistibili ricette. Per “darsi una punta” il luogo giusto è Met, ristorante trendy frequentato anche a pranzo e per il brunch domenicale. Formula adottata anche del panificio-ristorante Nazzareno, aperto anche a cena. Per una buona pizza romana il posto giusto è Gli Specialisti mentre per un piatto classico della cucina laziale conviene sedersi da Pallotta. Infine per concludere la serata è imperativo concedersi almeno un drink a L’Altro Chiosco.
Maggiori approfondimenti sui locali da non perdere a Ponte Milvio sono disponibili nella “Guida ai Sapori e ai Piaceri” di Roma e Lazio e nella guida “Roma Maxima”, edite da La Repubblica e distribuite in edicola, in libreria e nei circuiti Amazon e Ibs.