Montalcino di febbraio è terra fredda, le giornate appena meno buie di quelle di pieno inverno. Ma quest'anno, ad accogliere i partecipanti a Benvenuto Brunello edizione numero 27 c'erano sole e luce da lasciare i cappotti slacciati e i guanti in tasca. Una mattinata di cielo terso e parole generose - quelle di Alex Zanardi, testimonial 2019 - offuscata dalla scomparsa di Gianfranco Soldera, colto da malore in quelle stesse ore, mentre guidava sulle strade vicine alla sua azienda.
Definire Soldera semplicemente produttore è fare torto alla storia stessa del Brunello. Amato e detestato, comunque ingombrante e ineludibile, l'ex broker trevigiano reinventatosi vignaiolo maximo ha inciso sui destini del Sangiovese locale quanto Angelo Gaja su quelli del nebbiolo di Barolo e dintorni. Anche grazie a loro, due vitigni identitarii, scontrosi e straordinari (ma anche a lungo banalizzati, incompresi, sottovalutati) sono stati trasformati in due vini-icona. Fuori e dentro dai consorzi, perchè entrambi gli uomini sono stati da subito insofferenti a regole e relazioni sociali, troppo autoriferiti per infilarsi nelle strettoie dei compromessi, anche quando apparentemente necessari. Nel bene e nel male, perchè comunque l'unione fa la forza e le performace dei singoli non sempre bastano a definire e proteggere il profilo di un'eccellenza, a difenderne la sostanza.
Così sabato mattina, durante la posa della mattonella rituale che certifica il battesimo della nuova annata, i commenti distaccati si sono sovrapposti alle lacrime, emozioni divise su un uomo a cui comunque tutti - affiliati e detrattori - devono riconoscere il merito, immenso, di aver imposto la questione dell'ecosostenibilità in un territorio dove il colore arancio dei vigneti denuncia, ancora oggi, l'uso degli erbicidi, e a difendere i grappoli dall'umidità sono gli antimuffa in odore di tossicità.
Un passo prima di piangere Soldera, venerdì sera, un altro vino di altissimo lignaggio, il Sassicaia, cominciava il suo percorso di festeggiamenti per il mezzo secolo di vita. Primissima tappa: il teatro Regio di Parma, città benedetta da una giunta fatta di gente sveglia e visionaria, che ha abbracciato senza preconcetti la promozione della cultura agroalimentare.
In passerella, la Toscana migliore, la stessa che grazie al protocollo d'intesa tra organizzazioni agricole, centrali cooperative, consorzi di tutela e caseifici garantisce il giusto prezzo ai pastori per il loro latte. Una via dedicata all'agricoltura virtuosa, dalle stalle ai vigneti, dal pecorino ai grandi rossi. Con incluso brindisi a Gianfranco Soldera, che se lo merita tutto.