Il Gusto

La Bottega del Vino: nel regno delle grandi bottiglie una cucina che colpisce nel segno

La Bottega del Vino: nel regno delle grandi bottiglie una cucina che colpisce nel segno
Milano: un bistrot convincente dall'aperitivo all'after dinner. E i piatti di Paolo Pivato, gustosi e curati, che parlano milanese quanto basta. Seguici anche su Facebook
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Il posto giusto per una clientela curiosa di vino e che sa apprezzare una cucina pensata per valorizzarlo. Il bistrot, perché di fatto questo è La Bottega del Vino di Milano, è nato infatti, per iniziativa dell'eno appassionato ed esperto Emilio Cremascoli, intorno a un'ampia e ragionata selezione di etichette italiane e internazionali, con una non comune selezione di Champagne.
Ma non si limita poi all'abbinamento di sia pur eccellenti salumi e formaggi, allargando l'offerta a piatti di autentica gola, eleganti quel tanto che la Milano tornata "da bere" esige, concentrati sul prodotto, cucinati con mano leggera dallo chef Paolo Pivato.


Pivato, di Galliera Veneta, in provincia di Padova, viene da esperienze importanti in località turistiche vip, dal Garda a Cortina d'Ampezzo in alberghi di lusso, come pure a Milano. Così, alla spiccata propensione per la sperimentazione (ricorda con piacere il suo lavoro al Ristorante Al Mercato dove ha potuto osare, provando ingredienti e accostamenti particolari, traendo spunto e ispirazione dai segreti culinari dell’Oriente e dell’America) unisce una indubbia abilità organizzativa. Ne è prova la cucina del locale, decisamente minuscola, una delle più piccole che si possano vedere, ma incredibilmente pianificata perché ogni centimetro quadrato sia funzionale. 

Dal pass arrivano specialità immancabili per una bottega del vino, i taglieri di salumi tutti rigorosamente con nome e cognome: dal Crudo d’Osvaldo al Patanegra Admiración Blazques (con pan tomate), dal Culatello di Zibello del salumificio Squisito (con giardiniera della casa) al Salame di Varzi Thogan Porri. E i formaggi 100 per cento pura capra “Il Boscasso”. 
E poi tanti "cicchetti", ideali per chi si ferma solo all'aperitivo tra belle bottiglie al calice e bei cocktail (perfetto il Moscow Mule): dalla battuta di carne cruda al Peperone Piquillo con tonno Serrats.


Se il cibo selezionato funziona bene, è promosso a pieni voti anche quello cucinato, dal semplice e soddisfacente baccalà mantecato al gustoso, equilibratissimo, Magatello di vitello al punto rosa con salsa tonnata.
Fino al Polpo arrostito con friggitelli, salsa di cavoletti di Bruxelles e pomodorini confit, passando per il tradizionale riso al salto.


Il piatto must have della Bottega del Vino è il Galletto “al mattone” con patate e erbette di stagione, ma se vi lasciate andare all'estro dello chef ecco magari apparire una Crema di piselli con burrata, menta e fonduta di Patanegra o i Ravioli di cipollotto, patate e pinoli con salsa d’acciuga e maggiorana, entrambi giocati tra dolcezza, sapidità e freschezza.

Se vi piacciono i dolci, potete indulgere su una Tarte tatin di mele e cannella con gelato o sul tortino al cioccolato. Ma se il salato e in particolare la pasta è la vostra passione, chiedete uno spaghetto di mezzanotte: raramente aglio, olio e peperoncino sono stati così seducenti e cremosi. Conto sui 45 euro, che ovviamente sale al crescere delle pretese nel calice.