Il Gusto

Merano, l'alta cucina secondo Robert Steiner: "Confortevole come a casa"

Gnocchi di polenta bianco perla con pesto erba orsino
Gnocchi di polenta bianco perla con pesto erba orsino 
Lo chef del Roberts Stube di Merano, porta avanti la sua idea di un locale fatto con "passione e dedizione, anche se comporta fatica" 
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Alto, corpulento, capelli bianchi e un viso da bambino. Schivo quanto basta, ha affidato l’accoglienza alla moglie Luisa. Robert Steiner ha costruito la sua vita e la sua professione tra le mura delle cucine dell’Alto Adige. Nato a Merano 61 anni fa, da bambino curiosava tra pentole e fornelli del ristorante di famiglia, l’Honeck, a Scena (vicino a Merano); una trattoria della tradizione, dove nel menu c’erano tutti i grandi classici del turismo enogastronomico altoatesino, dai canederli alla rosticciata di patate e carne, dai wurstel agli spätzle.
 

 L'Esterno
 L'Esterno 

Poi, dopo un’esperienza in un ristorante a Lana di cui era proprietario con tre soci, Robert nel 2014 ha deciso di lavorare in proprio. Lui, sua moglie e un lavapiatti. Nessun altro collaboratore.
Robert Steiner
Robert Steiner 
Una piccola famiglia all’interno del ristorante “Roberts Stube” a Merano.  Un luogo suggestivo e intimo, un ristorantino sorto dalla vecchia cantina di un maso, la cui sala interna (solo 30 coperti) è scavata nella roccia. D’estate i coperti aumentano, con una ventina di posti nel dehors con vista. “Non amo i ristoranti pomposi, lussuosi. Preferisco riproporre l’idea di un posto accogliente e familiare quanto una casa”, spiega Robert.
La sala
La sala 

Aperto solo la sera, il ristorante ha un menu che cambia con le stagioni e si basa sull’utilizzo dei presidi Slow Food. “Ho fatto una selezione tra quelli italiani, perché i presidi dell’Alto Adige sono solo quattro: il pane di segale, la carne della razza grigia alpina, la carne della pecora con gli occhiali della Val di Funes e il graugakse della Valle Aurina, un formaggio grigio antichissimo” racconta lo chef, che non a caso è ambasciatore Slow Food. “Non mi interessa il chilometro zero – spiega –. Il mio obiettivo è proporre piatti semplici e di qualità, prodotti di nicchia che rischiano di morire schiacciati dalla grande industria alimentare”.
 
Guanciale di vitello con purea di cavolfiore e verdurine
Guanciale di vitello con purea di cavolfiore e verdurine 

Semplicità, gusto ed eccellenza sono quindi le parole d’ordine di Robert, che a chi non dispiacciono i sapori altoatesini propone piatti come la crema al vino bianco sudtirolese o gli spätzle di pane di segale con speck, cipollotto e scaglie di formaggio di malga. Le porzioni sono fin troppo abbondanti, in particolare quelle degli antipasti. Particolare e leggermente affumicato il carpaccio di carne della razza grigia alpina servito con asparago crudo marinato, mentre la tartare è preparata con la carne La Granda. Buono il salmerino martinato con verdure croccanti  il caprino grigliato bio viene servito anche nella versione vegetariana a base di tofu. Tra i primi le penne al farro biologico con crema di ceci e asparago verde (in inverno sono condite con lenticchie e pomodoro) meritano di essere assaggiate. Così come gli gnocchi di polenta biancoperla con pesto all’erba orsino.
 
Tortino di ricotta con fragole marinate
Tortino di ricotta con fragole marinate 

Il menu degustazione (3 portate a scelta a 37 euro o 4 portate, sempre a scelta del cliente, a 42 euro) è un buon modo per assaggiare tutto (le porzioni sono abbondanti quanto quelle del menu a la carte). Ecco allora i secondi, dal fegato di vitello alla contadina con speck e patate saltate alla guancia di vitello con purea di cavolfiore e verdurine. Pasta e pane sono fatti in casa, così come i dolci, tutti preparati dallo chef Robert. “Avere un ristorante è faticoso, soprattutto se si è da soli – ammette – ma non c’è soddisfazione più grande di preparare un pasto dall’inizio alla fine. E i clienti apprezzano tanta attenzione e dedizione”. I dolci forse andrebbero alleggeriti, ma se la gola batte il senso di sazietà allora la zuppa inglese dello chef o il tortino di ricotta con fragole marinate sono un buon modo per concludere un pasto che si fa ricordare.