Il Gusto

La Valmarecchia, tra castelli, fantasmi e formaggi

Castello di Montebello
Castello di Montebello 
Un itinerario per conoscere i luoghi vissuti e raccontati da Tonino Guerra, all'alba del centenario della sua nascita
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Abbandonate i navigatori, i GPS e Google maps: per girare la Valmarecchia basta seguire il corso del fiume Marecchia fino alla sua sorgente sull’Alpe della Luna, tenere il mare di Rimini alle spalle e guardare le colline dove svettano cucuzzoli abitati da paesi antichi, borghi e castelli. Potete decidere di girovagare con l’auto, ma qui lo spazio è attraente anche per arrampicatori e scalatori di rocce e montagne, camminatori e ciclisti, battitori di sentieri collinari di trekking e mountain bike. Partendo dalla Romagna arriverete così in Toscana, attraversando anche la parte settentrionale delle Marche e il territorio di San Marino. Intersecato alla Valmarecchia c’è il Montefeltro: entrambi territori irridono i confini amministrativi (perché esistono da prima) regionali o provinciali e la loro identità è chiaramente espressa da altro: sono terre della fantasia, dei poeti, di grandi storie e piccole leggende di paese.

Li ha descritti bene Tonino Guerra (di cui nel 2020 si celebrerà il centenario dalla nascita) nel suo libro La valle del Kamasutra (Bompiani, 2010): “Abbiamo bisogno di luoghi che siano uno specchio per le nostre riflessioni. Luoghi che ci allontanino dalla vita che stiamo facendo. Luoghi che ci facciano camminare lungo sentieri creati dalla nostra fantasia”. E si parte proprio da Santarcangelo di Romagna, dove Guerra è nato (e con lui anche Raffaello Baldini, per citare un altro grande poeta) con la sua Rocca Malatestiana, l’originale Museo del Bottone e il villaggio di Mutonia abitato dagli irriducibili della Mutoid Waste Company - la compagnia di artisti nata a Londra alla fine degli anni ottanta e che da allora trasforma rottami e rifiuti urbani inorganici in sculture uniche. In pochi chilometri si sale a Torriana e Montebello, due speroni di roccia dove si ergono le rispettive rocche e i piccoli borghi. Al Castello di Montebello la fantasia diventa horror se si è disposti a farsi raccontare la storia di Azzurrina: il fantasma di una principessina di 5 anni scomparsa misteriosamente nei sotterranei e che ancora li abita, emettendo lamenti che spaventano i visitatori. Da Torriana si vede il mare e lo sperone roccioso di Saiano che ospita il santuario della Madonna di Saiano: se ne sta lì appollaiato sulla cima e si può raggiungere solo a piedi. Di lì a poco si trova Verrucchio, dove c’è una delle rocche più grandiose e possenti della valle, che fu dimora della potente Signoria dei Malatesta. Ma per vedere un castello davvero fiabesco, in bilico su una roccia scoscesa, occorre dirigersi verso San Leo, un delizioso Borgo medioevale fortificato, rimasto immutato nei secoli, costruito attorno al suo castello famoso anche perché nelle segrete della fortezza fu imprigionato e morì Cagliostro.


Fantasia, dicevamo. Quella che aguzzò l’ingegno dei contadini della zona la prima volta che scoprirono che le loro forme di formaggio, nascoste sottoterra in grotte di tufo per alcuni mesi onde scampare alle razzie, avevano acquistato sapore unico e inconfondibile consistenza dando origine alla delizia che oggi conosciamo come formaggio di fossa. Talamello è il centro nevralgico del formaggio di fossa che qui si produce, si mangia nei ristoranti locali e festeggia in autunno con sagre e appuntamenti dedicati. Addentrandosi verso l’Appennino si incontra finalmente Sant’Agata Feltria, il paese del tartufo bianco pregiato. Perché in posti come questi anche la cucina concorre, più che i confini geografici, alla formazione dell’identità culturale: una cucina decisa, fatta con prodotti speciali come il formaggio di fossa o il tartufo, i sapori del bosco, fusi insieme nelle tradizioni appenniniche.
Festa delle Vendemmia di Novafeltria
Festa delle Vendemmia di Novafeltria 
E poi c’è Pennabilli, che rimane sotto due punte di roccia dove sorgevano i castelli nemici di Penna e Billi e che è stata un laboratorio a cielo aperto per Tonino Guerra da quando l’aveva eletta a sua dimora. Casteldeci, più avanti, microborgo medioevale con seicento abitanti è la metafora di questo percorso. Siamo al confine fra tre regioni: Marche, Toscana e Romagna. Un territorio che in passato fu di Cesare Borgia, Lorenzo de Medici e del Comune di Firenze, per poi tornare ai Duchi di Urbino. Più storia che geografia. Inebriati di aromi, storie, panorami, a questo punto del percorso si dovrebbe avere chiara l’identità di questi luoghi e l’approccio con cui affrontarli: senza paura di confondere la realtà con l’immaginazione, senza mappe e itinerari prefissati, con la serenità di farsi cogliere di sorpresa da una bellezza semplice a portata di mano.



Dove mangiare:
Osteria del Povero Diavolo
Oltre a essere un talent scout di giovani e promettenti chef, Fausto Fratti – patron del ristorante e locanda – è un agitatore di idee ed eventi gastronomici che animano il borgo in tutte le stagione, come La Scorticata e Spessore che si tengono in estate.

Il Piastrino
Lo chef Riccardo Agostini interpreta molto bene la cucina di questo territorio: solida, appenninica, selvatica. Sapori decisi e tanta fantasia, in un luogo davvero unico.

Dove dormire:
Le Contrade
Santarcangelo di Romagna


Locanda San Leone
San Leo

Eventi autunnali: 
L'Ambra di Talamello - XXXIV ed. Fiera Formaggio di fossa (16 e 17 novembre)
Fiera del Tartufo Bianco di San’Agata Feltria (5-12-19-26 ottobre)
Qui Santarcangelo - Rassegna di appuntamenti dedicati a cibo, musica e poesia (4, 18, 25
novembre – 2, 9 dicembre)