Il Gusto

Jole a Roma: dalla coratella al picchiapò, i sapori di una volta

I bombolotti alla carbonara del ristorante Jole, nel quartiere Tesaccio (Roma)
I bombolotti alla carbonara del ristorante Jole, nel quartiere Tesaccio (Roma) 
Nel quartiere Testaccio, una trattoria moderna dove la cucina romana ricorda le ricette delle nonne 
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In cucina oggi la parola d’ordine spesso è esasperazione. Si innova e sperimenta fino a raggiungere il limite del gusto. Si osa e non sempre si ottiene il risultato. Spesso si dimentica che il palato è un contenitore di sapori, ma anche di ricordi e a volte tornare alla tradizione può rappresentare un porto sicuro.
Non un rifugio, ma un modo per ritrovare il piacere di mangiare percependo ogni aroma, spezia e profumo. Sapori semplici, intingoli del passato tante volte ritrovati nelle cucine delle nonne durante il pranzo della domenica.

Un particolare della sala del ristorante Jole di Roma
Un particolare della sala del ristorante Jole di Roma 

La recensione: Jole a Roma


Ed è a sua nonna, ai suoi piatti, che Luca De Medio ha voluto dedicare una trattoria moderna aperta da appena sei mesi nel quartiere Testaccio di Roma. Lì dove un tempo c’erano una pizzeria e, poi, un ristorante etnico, De Medio ha scelto di aprire Jole, un ristorante davanti all’ex Mattatoio, in una zona di movida e gioventù, dove però tutto sa di passato.

Dall'orto: millefoglie di melanzane alla parmigiana
Dall'orto: millefoglie di melanzane alla parmigiana 
La sala non è delle più accoglienti, 40 coperti (più un dehors con 25 posti) in una stanza che si sviluppa in lunghezza, senza finestra e con luci soffuse. Quando il locale è pieno il vociare diventa rimbombo e parlare diventa praticamente impossibile.
Eppure, nonostante qualche difetto estetico, Jole è sempre pieno, affollato di famiglie e studenti a caccia di sapori noti ma rivisitati.
Il pane ai cereali (fatto in casa) del ristorante Jole di Roma
Il pane ai cereali (fatto in casa) del ristorante Jole di Roma 
Il menu pesca nel repertorio della cucina romana, ma gli ingredienti si fondono e i protagonisti si abbinano in giochi di sapori, salse e consistenze. Le porzioni sono abbondanti, i prezzi giusti e la qualità, oltre che la bontà delle preparazioni, invita a tornare (il locale è aperto solo a cena) e provare ogni volta una specialità diversa.
L'allesso: crocchette di bollito con salsa verde
L'allesso: crocchette di bollito con salsa verde 
Anche i nomi sono accattivanti, si va dall’antipasto “Chicca di Jole” (un delizioso carciofo alla romana ripieno di coratella ben cotta) all’allesso, le crocchette di bollito servite su uno spiedino accanto a una tazzina da caffè piena di salsa verde. Presentazioni d’antan, con servizi e piatti d’epoca, che fanno sorridere e ricordare i piatti sbeccati dei servizi antichi delle nonne.
La chicca di Jole:carciofo alla romana ripieno di coratella
La chicca di Jole:carciofo alla romana ripieno di coratella 
Carina l’idea della polpetta “la mano di nonna”, una polpetta in tegamino con salsa all’amatriciana (abbondante ma un po’ carica) da gustare con una scarpetta di pan brioche ripieno di salsa cacio e pepe
Lo sfizietto: filetto di baccalà in pastella su salsa agrodolce
Lo sfizietto: filetto di baccalà in pastella su salsa agrodolce 
(buona l’idea, ma eccessiva). Gli antipasti (prezzo medio 7 euro) sono un percorso nella cucina romana e proseguire senza provare il filetto di baccalà (buona e non unta la pastella) su salsa agrodolce di carote sarebbe un peccato. I gusti sono tutti piacevoli, bisognerebbe calibrare meglio le dosi delle salse.
I tortelli di zia Ester: tortelli fatti in casa ripeini di stracotto saltati nel fondo di cottura
I tortelli di zia Ester: tortelli fatti in casa ripeini di stracotto saltati nel fondo di cottura 
I primi portano l’indirizzo della capitale, oltre ai grandi classici (speciali le mezze maniche alla carbonara e quelle all’amatriciana), meritano un assaggio i tortelli di zia Ester fatti in casa, ripieni di stracotto e saltati nel goloso e sapido fondo di cottura (12 euro). Sfoglia un po’ alta e cottura molto al dente, ma ripieno e salsa favolosi. E poi gnocchi al sugo di salsiccia e spuntature e sempre richiesti ravioli di Jole ripieni di coda alla vaccinara (12 euro).
Agnello porchettato con patate alle erbe e mostarda di mele
Agnello porchettato con patate alle erbe e mostarda di mele 
Arrivare ai secondi, vista la consistenza delle preparazioni e la generosità delle dosi, è arduo, ma non si può non citare un grande classico come il bollito alla picchiapò con pizza fritta (15.50 euro) o l’agnello porchettato con patate alle erbe e mostarda alle mele (16,50 euro).
Il tiramisù
Il tiramisù 
Ode al tiramisù della casa, buonissimo (5,50 euro), molto ripieno il maritozzo con crema al cioccolato e panna montata al caffè (buon abbinamento). Bella conclusione per una cena in una trattoria che promette un buon futuro, seppur con qualche miglioria da apportare nel menu e nella sala.