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Star, stilisti, gioielli e TikTok: il futuro di Cannes è verticale

Il festival oltre il festival: l'indotto che proviene da stilisti, trucchi, parrucchi e gioielli, complici i social. Un "mercato" parallelo, che fa gioco anche al cinema
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Martedì sera, durante la cerimonia d’apertura del Festival di Cannes, Michael Douglas riceverà la Palma onoraria alla carriera che nel 2021 era toccata a Marco Bellocchio. Domani incontrerà la stampa: è il suo momento, e quello di Johnny Depp – protagonista quasi muto di Jeanne du Barry, il film d’apertura diretto dalla francese Maïwenn (non importa che il film si sia visto oggi e il premio sia stato consegnato sempre oggi: è la nuova politica di Cannes, divi e registi devono arrivare alla montée des marches – la scalinata dal tappeto rosso che porta all’ingresso del grande auditorium intitolato ai Lumière – sereni e felici, non angustiati da fischi, tweet maligni o giudizi negativi inflitti loro da quei cattivoni dei giornalisti).

Il 76esimo Festival di Cannes si propone come un festival pieno di divi, e pazienza se Douglas ha 78 anni e Depp quasi 60. Entrambi, un po’ come Jack Lemm…

Martedì sera, durante la cerimonia d’apertura del Festival di Cannes, Michael Douglas riceverà la Palma onoraria alla carriera che nel 2021 era toccata a Marco Bellocchio. Domani incontrerà la stampa: è il suo momento, e quello di Johnny Depp – protagonista quasi muto di Jeanne du Barry, il film d’apertura diretto dalla francese Maïwenn (non importa che il film si sia visto oggi e il premio sia stato consegnato sempre oggi: è la nuova politica di Cannes, divi e registi devono arrivare alla montée des marches – la scalinata dal tappeto rosso che porta all’ingresso del grande auditorium intitolato ai Lumière – sereni e felici, non angustiati da fischi, tweet maligni o giudizi negativi inflitti loro da quei cattivoni dei giornalisti).

Il 76esimo Festival di Cannes si propone come un festival pieno di divi, e pazienza se Douglas ha 78 anni e Depp quasi 60. Entrambi, un po’ come Jack Lemmon nel finale di A qualcuno piace caldo, hanno un passato turbolento: divorzi, processi, ex mogli imbufalite e chi più ne ha… In Francia e non solo, il divo piace maudit, maledetto.


La Palma onoraria è un premio che Cannes assegna dal 2002 (la prima fu per Woody Allen), e non tutti gli anni. Grande prestigio, insomma. La memoria torna al 1992, la bellezza di trentuno anni fa: un altro secolo, un altro mondo. Michael Douglas venne a Cannes per il film d’apertura, Basic instinct. Aveva 47 anni, era già onusto di Oscar (come produttore per Qualcuno volò sul nido del cuculo, come attore per Wall Street), era uno degli uomini più potenti di Hollywood, era un sex symbol e si presentava come protagonista di un film che negli Stati Uniti stava già incassando milioni e milioni di dollari. Insomma, era il numero 1. A Cannes ’92 si sarebbe parlato solo di lui. Poi, al 27esimo minuto di proiezione di Basic instinct, Sharon Stone accavallò le gambe e Michael Douglas scomparve dai radar.

Sharon Stone e la scena cult di 'Basic Instinct' tra ironia e sensualità



È lecito dire che il 27esimo minuto di Basic instinct è uno di quei momenti in cui la storia del cinema cambia. E non per la bellezza della scena, che potreste anche trovare discutibile, ma per le sue conseguenze. Per quello di cui parliamo quando parliamo di cinema. Ci si ricorda solo di quella scena, quando si parla di Basic instinct, e Sharon Stone è una star grazie a quella scena. E non c’erano ancora i social. Oggi quella scena finirebbe su Instagram e su TikTok e avrebbe ottocentomila fantastilioni di visualizzazioni. Da allora, Sharon Stone è una presenza fissa sul red carpet di Cannes, che abbia un film da pubblicizzare o meno.

Un nostro amico fotografo/operatore che lavora sulla scalinata di Cannes – rispetteremo la sua privacy – ci ha raccontato di aver catturato per puro caso un momento-cult durante la passerella di Sharon nel 2021: stava masticando un chewing-gum, la diva, poi capì che le foto venivano male, si tolse la gomma di bocca e la consegnò a una guardia del corpo, che la ingollò e continuò a masticarla a sua volta. Grazie a quel breve filmato, ripreso grazie a una botta di fortuna, il nostro amico si è ripagato il festival.

Anche quest’anno vedrete sui social divi e soprattutto dive in grande spolvero, qui a Cannes, ma vi sveliamo un dettaglio: i vestiti e i gioielli, subito dopo le varie cerimonie, vengono recuperati dai legittimi proprietari (le 'firme' che potete immaginare) e riposti nei caveau dai quali sono usciti. Ci sono attrici (e crediamo proprio che Sharon Stone sia una di loro, visto che non fa un film importante dal XX secolo) che guadagnano di più con una passerella cannense che con un film: abiti, brillocchi assortiti, trucco e parrucco, scarpe, tutto è fornito dagli sponsor in cambio di cifre che oscillano in base alla fama della sponsorizzata, ma sono comunque importanti.

Questo per dire una cosa, che induce a riflessioni forse amare sui festival e sul ruolo della stampa – e soprattutto della critica: Cannes (e in fondo anche Venezia) non è importante per i film in concorso, per la loro qualità, per lo stato dell’arte cinematografica. Il vero festival sta dietro il festival. Si continua a fare Cannes perché gli sponsor pagano, perché i social realizzano milioni di 'clic', perché l’impatto mediatico del festival è enorme ma non ha nulla a che fare con il parere dei critici e con i pezzi usciti sui giornali. Non è certo casuale che nel 2022 un social come TikTok sia diventato partner ufficiale di Cannes, e che anche quest’anno i “cinefili in erba” – sono loro a chiamarli così, 'cinéphiles en herbe' – sono invitati a partecipare al TikTok Short Film Festival. Filmati di meno di un minuto, realizzati da ragazzi di almeno 18 anni di età e con solo adulti in scena (niente sfruttamento di minori) e, attenzione: di formato verticale. Perché girati e fruiti con gli smartphone. Sissignori, il futuro del cinema è verticale. Dovremo diventare verticali anche noi critici, pena l’estinzione.