E’ arrivata la serata più amata del Festival: quella delle cover e dei duetti degli artisti in gara con ospiti a loro scelta. Quest’anno una doppia novità: le performance di stasera non conteranno per la gara e gli artisti sono stati invitati a duettare anche fra loro. Ma prima della gara dei duetti una grande sorpresa: ci sarà Roberto Benigni in apertura dello show. Co-conduttori Mahmood (due volte vincitore del Festival, nel 2019 con Soldi e nel 2022 in coppia con Blanco con Brividi) e Geppi Cucciari. Paolo Kessisoglu e la figlia raccontano, in note, il disagio degli adolescenti che non comunicano con i genitori. In piazza Colombo Benji & Fede.
Shablo feat. Guè, Joshua e Tormento con Neffa
Amor de mi vida (Sottotono) e Aspettando il sole (Neffa)
Un flash direttamente dal passato: la crew conferma la sua eleganza, riprendendo due brani simbolo di un hip hop da cantare in modo pigro e pieno di stile.
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E’ arrivata la serata più amata del Festival: quella delle cover e dei duetti degli artisti in gara con ospiti a loro scelta. Quest’anno una doppia novità: le performance di stasera non conteranno per la gara e gli artisti sono stati invitati a duettare anche fra loro. Ma prima della gara dei duetti una grande sorpresa: ci sarà Roberto Benigni in apertura dello show. Co-conduttori Mahmood (due volte vincitore del Festival, nel 2019 con Soldi e nel 2022 in coppia con Blanco con Brividi) e Geppi Cucciari. Paolo Kessisoglu e la figlia raccontano, in note, il disagio degli adolescenti che non comunicano con i genitori. In piazza Colombo Benji & Fede.
Shablo feat. Guè, Joshua e Tormento con Neffa
Amor de mi vida (Sottotono) e Aspettando il sole (Neffa)
Un flash direttamente dal passato: la crew conferma la sua eleganza, riprendendo due brani simbolo di un hip hop da cantare in modo pigro e pieno di stile.
7
Crêuza de mä (Fabrizio De André)
I (troppi) problemi tecnici non hanno funestato un duetto di grande classe, con Bresh che sembra entrato in una luna park tra memoria e e devozione. Suoni bellissimi.
7.5
Bella stronza (Marco Masini)
Fedez fa sua una canzone aspra e contestata. Tolte le parti più controverse il brano diventa l’ennesima confessione di un rapper alla prese con una accorata ricostruzione di se stesso.
7
Brunori Sas con Riccardo Sinigallia e Dimartino
L'anno che verrà (Lucio Dalla)
L’arrangiamento è originale, pieno di chitarre dal vago sapore folk e da un buon intreccio di voci. Qualche lieve incertezza vocale non cancella una esibizione di qualità. Il ricordo di Benvegnù è un giusto tributo a un artista di alto profilo.
7+
Willie Peyote con Federico Zampaglione e Ditonellapiaga
Un tempo piccolo (Franco Califano)
I pluriomaggiati della serata sono Pino Daniele e Franco Califano. Anche il trio mette in scena un tributo delicato e senza squilibri, corretto e sicuramente sentito.
6.5
Massimo Ranieri con Neri per caso
Quando (Pino Daniele)
Pino Daniele riiletto con raffinatezza e con la forza delle voci a sostituire gli strumenti. Un omaggio delicato e di grande classe.
7+
Un tributo a Roma: A mano a mano di Riccardo Cocciante e Folle città di Loredana Bertè
Una prima parte struggente e piena di commozione, una seconda più complicata ma sensuale e piena di effetti. Spettacolari e pieni di fascino.
7.5
Olly con Goran Bregovic e la Wedding & Funeral Band
Il pescatore (Fabrizio De André)
Una festa mobile sul palco dell’Ariston. L’orchestra di Bregovic permette a Olly di mostrare il suo lato più scatenato, con un piccolo inserto originale in un capolavoro firmato De André. Il teatro balla.
7
Che cosa c'è (Gino Paoli)
La scelta di fondo non è banale. Una cover fedele all’originale ma non fino in fondo, con un tocco originale. Thiele e Frah Quintale mostrano un lato raffinato e coraggioso in una serata spesso carica di euforia e virtuosismi.
7.5
Coma_Cose con Johnson Righeira
L'estate sta finendo (Righeira)
“Sanremo sta finendo, lo sai che non mi va”, cantano i tre protagonisti. Ottimo l’effetto nostalgia, riproposto senza particolari innovazioni. Rispettosa e divertente.
7
Overdrive (Ofenbach)
Una scelta che mette in mostra le doti vocali di Sarah Toscano, molto a suo agio con la dance elettronica del duo francese.
7
La cura (Franco Battiato)
Una scelta difficile, un duetto venato di misticismo e di echi terzomondisti. Amara conduce, Cristicchi supporta delle canzoni più emblematiche di Battiato.
7+
Skyfall (Adele)
Le voci sfondano il soffitto dell’Ariston. Giorgia e Annalisa si passano il testimone in una esibizione tecnicamente impeccabile. Cantare Adele è un’impresa quasi disperata, ma per loro è vincere facile.
8
Francesco Gabbani con Tricarico
Io sono Francesco (Tricarico)
Coraggioso Gabbani a riproporre un brano dal significato profondo e di drammatica attualità. Il contenuto supera di gran lunga il contenitore, anche se la performance è di livello.
7
Yes, I know my way (Pino Daniele)
L’omaggio a Pino Daniele è travolgente: i due artisti rappano, si passano la note e le parole, mentre sotto di loro scorre un tappeto sonoro indimenticabile.
8
Marcella Bella con Twin Violins (Gemelli Lucia)
L'emozione non ha voce (Adriano Celentano)
Performance molto sanremese, misurata e ben eseguita. Il ruolo dei due violini è meno predominante di quanto ci si potesse aspettare.
6+
Rossetto e caffè (Sal Da Vinci)
Una nota di leggerezza per spezzare la tensione. Divertente, ballabile, platea in piedi. Perfetta nella categoria “tutto bene ma non indispensabile”.
6
La voglia, la pazzia (Toquinho, Ornella Vanoni, Vinicius de Moraes)
Gaia in un viaggio brasiliano che per lei equivale a un volo magico. Toquinho è il co-pilota perfetto per una suggestione anni 60 ma che non perde efficacia.
7
Say something (A Great Big World, Christina Aguilera)
Un duetto vero. Voci che si impastano, parti vocali divise con gusto, un tono mai eccessivo ma pieno di intensità.
Bravi.
7.5
Serena Brancale con Alessandra Amoroso
If I ain't got you (Alicia Keys)
Brancale è davvero nel suo con un brano di livello assoluto. La sua partner accompagna con misura e talento, anche se la vera voce soul è quella della cantante pugliese.
7+
Nel blu dipinto di blu (Domenico Modugno)
Una visione, un surreale momento di metacanzone. Ma Modugno si sarebbe divertito, perché l’esecuzione è di livello: divertente e per niente sguaiata.
7.5
La nuova stella di Broadway (Cesare Cremonini)
Anche qui Michielin trascina il duetto con una voce potente e toccante. Però la formula funziona, il risultato trasmette armonia e intenzioni corrette.
6.5
Tutto il resto è noia (Franco Califano)
Noemi è bravissima. Lui sembra Alberto Lupo in Parole parole parole di Mina: racconta, ma non canta. Meglio?
6
The sound of silence
Si parte benissimo, solo voci e toni soffusi. Poi si scivola un po’ in una versione gladiatoria, con Il Volo che spolmona su un brano che di epico non ha nulla. Clara, però, non scompare in mezzo ai megafoni dei suoi partner. Non è poco.
4.5
Angelo (Francesco Renga)
Renga torna al festival, vent’anni dopo la sua vittoria proprio con questo brano. Le voci si alzano e vanno in alto, con un effetto però un pochino meno avvolgente rispetto alle attese.
6
Fiori rosa, fiori di pesco (Lucio Battisti)
L’intensità drammatica dell’originale è inarrivabile, ma la versione è rispettosa e cantata con un tono giusto. Rose Villain tiene anche con Battisti.
6.5