C’è una felicità piena, quasi incredula, nelle parole di Marco Masini. E poi c’è un’ombra sottile, un rimpianto che affiora proprio nel momento del trionfo. A 61 anni, con 36 di carriera alle spalle, il cantautore fiorentino è tornato al centro della scena a Sanremo con Fedez e il brano Male Necessario, debutto al primo posto su Spotify e in vetta alla classifica Fimi.
“Dopo 36 anni, a 61 anni, essere qui per me è un sogno”, racconta ai giornalisti. “Io vengo dal pulire le tastiere ed essere il garzone nello studio di Giancarlo Bigazzi. Ritrovarmi primo su Spotify è un miracolo”.
Il rimpianto di non aver avuto figli
Eppure, nel giorno in cui potrebbe limitarsi a festeggiare, Masini sceglie di aprirsi: “Sono triste solo perché non ho figli e non ho la possibilità di farli sentire orgogliosi”. È un’ammissione che sorprende per sincerità. Non c’è amarezza verso la carriera, né verso il tempo che passa. Anzi. “Salire sul palco con ragazzi di vent’anni mi rende felice. Auguro a tutti gli artisti di poter continuare a fare musica ogni giorno per tanti anni”. E proprio il rapporto con Fedez riempie in parte uno spazio che Masini sente di non aver potuto vivere in modo diverso. “Non avendo avuto figli non ho potuto sviluppare responsabilità nei confronti dei giovani. Lavorare con Federico mi ha dato la possibilità di ascoltare, di vivere da dentro, di far evolvere la mia musica”.
Il sodalizio con Fedez
Il sodalizio con Fedez è nato l’anno scorso, quando i due hanno reinterpretato Bella stronza nella serata delle cover. “L’idea è stata di Federico”, spiega Masini. “Mi ha dato la possibilità di farne una nuova versione, con nuovi mezzi. Ci siamo presi subito, capiti subito. Quando si crea un’empatia artistica non si sta a pensare se uno è alto o basso, vecchio o giovane: si pensa alla musica”. Tra loro, dice, c’è uno scambio continuo. “Quando ero piccolo imparavo la musica dai più grandi, ora imparo dai più piccoli. Io e Fedez ci sentiamo un po’ a scuola, uno a scuola dell’altro”.
Prudenza sull’Eurovision
Quanto all’ipotesi Eurovision, Masini resta prudente. Da tifoso viola la mette sul calcio: “Stasera c’è la finale, inutile pensare allo scudetto. Può condizionare e peggiorare la performance. È sbagliato pensarci. Oggi siamo concentrati a fare sempre meglio sul palco”.