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Alex Britti: "La paternità mi ha cambiato, negli ultimi sei anni ho cresciuto mio figlio"

Il cantautore torna con i nuovi singoli 'Tutti come te' e 'Nuda'. E confessa: "Sono come Alberto Sordi che era fissato di dover fare l'americano: qualcuno quando ero piccolo mi ha convinto che dovevo essere un bluesman"
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Musica, sempre musica, tanta musica. C'è sempre stata musica nella vita di Alex Britti, da quando era bambino. Blues, soul, rock, pop, un intero universo di suoni che il chitarrista, cantante e autore romano ha costruito in tanti anni di avventure, successi, cambiamenti. Poi, sei anni fa, la nascita di suo figlio ha decisamente cambiato le sue prospettive: "Sei anni fa ero solo un musicista, ora sono anche un papà, semplicemente". E le due cose hanno fatto si che per sei anni Britti lasciasse sostanzialmente perdere le canzoni. Ha fatto altro: "Non credo di essere cambiato troppo, mi sono solo fermato un attimo per cause di forza maggiore, per ottimi motivi. A volte bisogna fermarsi per rendersi conto di quello che si è fatto, per fare un punto su quello che è successo e di quello che non è successo, quindi, una volta fatto, ho tratto delle conclusioni: musicalmente ho deciso di fare un percorso pop ma sempre con il blues e la chit…

Musica, sempre musica, tanta musica. C'è sempre stata musica nella vita di Alex Britti, da quando era bambino. Blues, soul, rock, pop, un intero universo di suoni che il chitarrista, cantante e autore romano ha costruito in tanti anni di avventure, successi, cambiamenti. Poi, sei anni fa, la nascita di suo figlio ha decisamente cambiato le sue prospettive: "Sei anni fa ero solo un musicista, ora sono anche un papà, semplicemente". E le due cose hanno fatto si che per sei anni Britti lasciasse sostanzialmente perdere le canzoni. Ha fatto altro: "Non credo di essere cambiato troppo, mi sono solo fermato un attimo per cause di forza maggiore, per ottimi motivi. A volte bisogna fermarsi per rendersi conto di quello che si è fatto, per fare un punto su quello che è successo e di quello che non è successo, quindi, una volta fatto, ho tratto delle conclusioni: musicalmente ho deciso di fare un percorso pop ma sempre con il blues e la chitarra elettrica predominanti".

Il risultato sono due nuovi singoli, Tutti come te, corale e ritmato, divertente e sarcastico, e Nuda, dove la chitarra, leggendaria, di Britti si sente e come.

Due nuove canzoni dopo sei anni nei quali, in realtà, non è mai stato fermo, anni comunque ricchi di musica. Anni di una vita ricca, nuova e in qualche modo complessa: "Sono un padre single", ci dice, "ho fatto quindi un percorso vario e alle volte tortuoso perché da una parte volevo fare il papà e dall'altra è stata anche una necessità, ho dovuto essere più presente ma volevo anche esserlo, quindi l'ho fatto senza neanche pormi una domanda, non mi è mai venuto il dubbio che non fosse la cosa giusta da fare. Quindi la musica non si è mai davvero fermata, ho sempre fatto concerti, ho realizzato altri lavori. Ma per scrivere canzoni devi avere una chiusura del cerchio, una qualche forma di normalità quotidiana, che invece mancava. E non volevo più tornare a scrivere se non cose che mi piacessero davvero. Quindi la pausa credo mi abbia fatto bene, anzi mi ha fatto stare meglio. Negli anni ho scritto tante belle canzoni ma, bisogna essere franchi, anche cose meno belle che avrei potuto evitare, ma succede e non c'è bisogno di recriminare. Stando fermo, però, mi sono reso conto meglio di quali sono state le cose giuste e quali meno".

E nei nuovi singoli c'è una sorta di equilibrio tra le sue due anime, quella del cantautore e quella del bluesman.

"Credo di si. Nuda è un rock blues più hendrixiano, mi fa venire in mente quel tipo di canzoni, quel suono di blues con il distorsore che Hendrix riusciva a fare diventare sentimentale e erotico al tempo stesso. È una canzone alla 'Foxy Lady', c'è una sposa ma di certo non è vestita di bianco davanti all'altare con la mamma che piange. L'altro ha un piglio più gospel e un ritornello più forte, uno spirito più black".

'Tutti come te' ha anche un testo che nasconde una critica sociale.

"Tutti come te è un testo più riflessivo ma camuffato. Come avevo già fatto con La vasca, che era un brano scritto per un amico tossico che ha combattuto tanti anni per smettere e che alla fine convinsi a entrare in comunità. Ma anche canzoni celebri come Sweet home Chicago sono così, è la canzone di uno a cui mancano gli amici, la sua terra, la sua città, è in realtà una canzone malinconica. Il blues insegna questo, che bisogna sempre girare lo stato d'animo, e così come è diventata allegra La vasca, e sembra allegra anche Tutti come te. Una canzone che parla del fatto che stiamo sempre tutti a lamentarci, a fare caso a cosa hanno gli altri e non noi, a vedere sempre il peggio, mentre è inutile farlo, perché siamo tutti nella stessa barca, siamo tutti come gli altri. È un pezzo con uno stato d'animo più gospel, solo che il suono è quello della chitarra invece dell'organo".

Alla fine due facce della stessa musica...

"Ma si, giro sempre attorno al blues. Anche perché, diciamo la verità, il blues in quanto tale non esiste, ci sono cinquanta stili diversi e a me, grande problema, piacciono tutti. A volte ne esce fuori uno, a volte un altro, esce fuori anche quando scrivo canzoni da cantautore o brani pop, pensa a com'era blues Oggi sono io o la stessa La vasca. Se gli levi gli arrangiamenti sono dei talking blues, che quando lo faceva Dylan sessanta anni fa non si chiamava ancora rap. Nel mio caso è una patologia, sono come Sordi che era fissato di dover fare l'americano: qualcuno quando ero piccolo mi ha convinto che dovevo essere un bluesman, e li sento tale ancora oggi".

E un bluesman come si sente nel mondo musicale di oggi?

"E' un mondo interessante, perché i cambiamenti lo sono sempre. E' un mondo nuovo, del tutto diverso, hanno inventato la lampadina e noi che andiamo ancora a candela sembriamo obsoleti. Dipende però da come si interpreta la musica e l'arte: siamo in un periodo storico di trasformazione, non siamo ancora atterrati da qualche parte, la fermentazione non è finita, siamo mosto e non ancora vino. Non si capisce bene quello che succede e i numeri attraverso i quali si vuole leggere la realtà spesso sono effimeri. Prima la gente comprava trecentomila dischi e tu sapevi che la tua musica era in trecentomila case dove la stessa copia l'ascoltavano anche altre persone, oggi invece una visualizzazione viene ancora fraintesa come possesso: ieri ero andato a farmi un panino per colazione e la ragazza dell'alimentari mi ha detto 'ho visto che domani esce il tuo nuovo singolo, non vedo l'ora di comprarlo'. E io le ho detto 'non si compra, non c'è, non lo stampano, lo puoi sentire sulle piattaforme, e lei mi guardava come i cavalli guardano passare un treno. Oggi si dice che un'artista fa dieci milioni di visualizzazioni, ma magari sono poche persone che hanno ascoltato la stessa canzone moltissime volte, e quando vanno a fare un concerto davanti al palco, infatti, ci sono le stesse poche persone. Io che sono di un'altra generazione sulle piattaforme faccio un decimo degli stream di un altro, ma ai concerti viene un sacco di gente. Il successo va misurato solo con i numeri? Allora McDonald's è il miglior ristorante di carne al mondo. La regola dei numeri non vale per la qualità e nemmeno per durare nel tempo. Oggi difficilmente ti ricordi cos'era in classifica cinque anni fa, ma non ti dimentichi le canzoni di Battisti".

Quindi oggi che succede per Alex Britti?

"Succede che continuerò a tirare fuori canzoni, non so come e non me ne preoccupo, non so come funziona e in realtà non lo voglio nemmeno sapere. Prima si facevano gli album, adesso i singoli. Io scrivo le canzoni che voglio e che amo, a venderle ci pensano il distributore e il mio manager. In questo nuovo meccanismo io faccio il mio mestiere, creare, scrivere, cantare, suonare, gli do le canzoni e loro pensano al resto, non voglio perdere tempo a cercare di capire cose che in fondo non mi riguardano. Se ho due ore libere le passo con mio figlio e sono più contento, cucinandogli la carbonara".

Quindi si prepara a tornare sulla strada con la musica.

"Si, sto facendo le prove con la nuova band, più solida del solito. Prima avevo musicisti più morbidi adesso ho un gruppo più aggressivo, più energico. In sala per ora siamo in tre, basso, chitarra e batteria, per preparare il repertorio senza fronzoli, e poi arriveranno gli altri e lavoreremo sulle armonie e sui colori. Da maggio si torna in tour e la musica esploderà di nuovo".