Le pagelle della terza serata di Sanremo 2023
di Ernesto Assante , di Ernesto Assante
Di furore ce n'è poco dalle parti di Paola e Chiara, che brillano per avere una coreografia 'da ferme' che ci dice che davvero potremmo ballare fino a novant'anni senza difficoltà. Il pezzo è altrettanto fermo agli anni Novanta, magari anche prima, vista l'enfasi 'disco'. Vabbè, sono simpaticamente ancora tra noi
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Assomiglia a troppe altre canzoni questa ballata di Damiano David e thasup, che avrebbero potuto obiettivamente fare di meglio. Certo, non è una brutta canzone e Mara Sattei, al secondo tentativo la canta in maniera decisamente più convincente, appassionata e sorridente, ma è un pezzo buono per qualche settimana e poi non più
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Di furore ce n'è poco dalle parti di Paola e Chiara, che brillano per avere una coreografia 'da ferme' che ci dice che davvero potremmo ballare fino a novant'anni senza difficoltà. Il pezzo è altrettanto fermo agli anni Novanta, magari anche prima, vista l'enfasi 'disco'. Vabbè, sono simpaticamente ancora tra noi
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Assomiglia a troppe altre canzoni questa ballata di Damiano David e thasup, che avrebbero potuto obiettivamente fare di meglio. Certo, non è una brutta canzone e Mara Sattei, al secondo tentativo la canta in maniera decisamente più convincente, appassionata e sorridente, ma è un pezzo buono per qualche settimana e poi non più
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Ha certamente una buona dose di presenza scenica, c’è l’intonazione, il canto, la simpatia, la libertà…ma la canzone è brutta, non c’è niente da fare, è un divertissment con un po’ di colore, ha il ritmo per chi si accontenta di poco per poter ballare, ma la distanza dal Pulcino Pio non è molta…
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Il primo tentativo è impreciso, il secondo inizia traballando e poi pian piano si riprende. Stona, cade e si rialza, è una vita intera messa in scena davanti a dieci milioni di persone, una vita fatta di alti e bassi, come la canzone. Stona, sì, tanto, ma chi se ne frega, non è interessante per lui cantare bene, ma cantare. Comunque sia è Grignani senza finzioni, con le sue follie e i suoi sogni, la sua musica e la sua vita
6 1/2
È bello vedere Levante che emana gioia mentre canta, salta, cerca di mettere energia anche in chi ascolta. Il testo è bello e lei lo interpreta con sicurezza e leggerezza. E la canzone prende quota a ogni nuovo ascolto
7
Una canzone su un amore a distanza. Una onesta ballata, cantata bene, ma niente di più e di nuovo. Poi bisogna vedere il video, con la storia di due ragazzi ucraini separati, veramente, dalla guerra e tutto cambia. Ascoltarla soltanto potrebbe non bastare. Oppure va bene anche così, per chi ha il suo amore lontano
6 1/2
Il pezzo è tra le migliori produzioni presentate al Festival. Non stiamo parlando di canzone d’autore ma di pop ben costruito, ben cantato e di buon impatto. Con Lazza che, nonostante tutto quello che ha cantato prima, dimostra di voler bene come tutti, alla mamma
7
Ecco un altro esempio di com’è il Festival 2023: il pezzo di Lda non è brutto, lui non canta male, lo stampo è quello di Ed Sheeran quindi buono, e oltretutto il giovane D’Alessio sa stare sul palco, ed è anche simpatico. Quindi? Quindi la sufficienza se la merita. Ma poi? Speriamo che cresca
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La versione ‘tormentone’ di Madame crea, appunto, l’effetto tormentone e quindi, all’ennesimo ascolto, aiutato moltissimo dalla ottima performance sul palco, il pezzo comincia a crescere. Madame meno alternativa e più pop alla fine non è malissimo
6 1/2
Canzone costruita per arrivare all’esplosione finale, che è esattamente dove si vuole trovare Ultimo, il punto dove vuole arrivare, perché è il suo, tra melodia e potenza, sentimento e tradizione. Sì, è nel solco della tradizione e coscientemente, volontariamente, con grande passione. Ma cerca altre strade e la performance merita tutti gli applausi che prende. Circo? No, Ultimo
6 1/2
Sul palco del festival fa solo e soltanto la cantante, non balla e non recita. Il che la rende credibilissima. Il pezzo è uno dei più gradevoli dell’intero festival ma è lei che lo rende migliore, perché lo canta bene e con personalità
7 1/2
Proviamo a spiegarci: Il pezzo di Mr. Rain ha un testo sulla depressione che merita plauso. E non è reato portare in scena un coro di bambini, anche se è una scelta facile e ‘commovente’ e i due bimbi con le ali sono un po’ troppo. Ma lui è un bravo ragazzo, canta con poca ma giusta voce e non esagera. Quindi diciamo che un pizzico di originalità in più nello scriverla non ci sarebbe stato male e non maltrattiamolo
5
Canta molto meglio della serata precedente e questo le permette di farsi riconoscere da chi la ama. La canzone però non le consente di fare tutto quello che può, e sembra sempre che canti con il freno tirato
6
Un voto alla simpatia? Un voto all’allegria? Un voto alla vitalità? Si vabbè, ma bisogna dare anche un voto alla canzone, gioviale e vagamente soul. Una sufficienza?
6
Difficile resistergli. E hanno ragione in platea a spellarsi le mani, perché basta ascoltarlo cantare per capire che sta giocando un’altra partita. E pensate cosa potrebbe fare cantando canzoni migliori di questa, che non è male, sia chiaro, ma è fin troppo sanremese per un artista contemporaneo come lui
7 1/2
Hanno una formula, melodica, ironica, raffinata, popolare, surreale e sentimentale, e la praticano con ingegno e intelligenza. Il pezzo finiremo per cantarlo e loro sul palco lo interpretano con sufficiente carisma fino ad arrivare all’ineluttabile ‘splash’ finale con il quale si stendono sul palco. Ci piacciono comunque
7
L’addio, come ormai sanno tutti, si sta per trasformare in un matrimonio, e la loro storia in una adorabile telenovela. Ma sono veri, verissimi e noi gli crediamo e questo è fondamentale. L’addio è una gran bella canzone, una delle più belle del Festival, anche per come la cantano e per come la portano in scena. E per quanto sia giusto dire, mentre li vediamo sul palco, che sono diventati Al Bano e Romina, va anche detto che sono i migliori Al Bano e Romina di sempre
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Ma sì, è vestito come uno scaricatore di porto trendy, ma canta bene, anzi canta meglio ogni sera, ed è sostenuto da un pezzo dei Pinguini Tattici Nucleari al quale è impossibile trovare un solo difetto. Anzi, rispetto alla melassa mainstream del resto del festival il pezzo vola decisamente più alto nel pop
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I "Cugini di Lista" sono un essere multiforme, che ha il cervello di Dario Mangiaracina e Veronica Lucchesi e gli abiti glam dei fratelli Michetti. Questi "Frankenstein" hanno prodotto un singolo che, accidenti, ha un bellissimo ritornello e ci costringe, dopo cinquantatrè anni di strenua resistenza, a farci apprezzare i Cugini di Campagna
6
Un simpatico giovane, che vuole e potrà fare di meglio. Per ora si accontenta di poco e con quel poco sfodera una bella voce e una gran sicurezza sul palco, con una citazione dei Coldplay nell’arrangiamento
5
È difficile capire dove collocare Sali di Anna Oxa, Kaballà e Bianconi, è una canzone fuori misura da qualsiasi parte la si guardi, nella scrittura, nell’interpretazione, nell’impatto sonoro e emotivo. Talmente fuori misura che alla fine meriterebbe un ‘non classificato’ perché non paragonabile alle altre canzoni. Ma alla fine un voto bisogna pur darlo
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Articolo 31, tornati insieme, ce lo raccontano con dovizia di particolari. Siamo contenti per loro, abbiamo apprezzato la "confessione", ma la canzone lascia il tempo che trova
5
Questa volta fa centro, canta sommessamente bene, con il suo stile e con il suo modo di fare. La canzone ci piace, e lei la porta sul palco nella maniera migliore. Esiste un futuro del pop italiano? Sì, e probabilmente passa dalle parti di Ariete
7 1/2
Sethu e suo fratello ce la mettono tutta. Ma è davvero un brano che vola via con tutta la sua energia non appena finisce di suonare
5
Se non esagerasse con il birignao Shari avrebbe potuto ottenere risultati migliori sul palco del Festival. Dove comunque nella sua seconda esibizione ha fatto figura molto migliore della prima e c’è da sperare che tra domani e sabato le cose migliorino ancora. Perché la canzone è interessante
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È decisamente l’unica bella sorpresa del Festival. Anzi non è nemmeno una sorpresa ma una conferma, perché già a X Factor e a Sanremo Giovani aveva messo in luce tutte le sue doti. È bravo, molto, e il brano è adattissimo al suo stile, alla sua verità. Sembra dinoccolato anche dentro, nell’anima, e questo è decisamente interessante
8
Per quanto questa linea di produzione (Renga, Le Vibrazioni…) sia irrimediabilmente invecchiata e non abbia più la centralità che ha avuto in passato, i Modà si difendono con meno retorica e meno pomposità che in passato, facendo una bella figura
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Ancora un giovane che si presenta bene, canta bene, è simpatico, ma ha una canzone che sembra già ascoltata mille volte prima. Maltrattarlo, oltre a una inutile cattiveria, sarebbe anche ingiusto, perché abbiamo sentito anche di peggio
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Una bella scarica di adrenalina per scuotere la tranquilla progressione delle ventotto canzoni in gara. I detrattori hanno avuto un’ulteriore occasione per parlarne male, chi li apprezza si è entusiasmato ancora una volta. Sono giovani, belli, bravi, potenti, e per fortuna non sono i Led Zeppelin. Possono fare pezzi migliori, certo, lo possono fare tutti. Ma avrebbero potuto fare di peggio, e invece hanno conquistato il mondo
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Un duetto ben pensato, con due artisti perfettamente compatibili nonostante la differenza d’età. Sangiovanni è Morandi oggi, Morandi è Sangiovanni tra cinquant’anni. E quindi sono perfetti nel cantare Fatti mandare dalla mamma. Ma poi gli autori si fanno prendere la mano e trasformano una cosa bella e musicalmente giusta, in una gag televisiva di bassa lega, con il balletto con le bottiglie di latte in mano che balla il twist. Ma che ci voleva a lasciarli da soli a cantare? Non erano abbastanza? Sì erano abbastanza
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