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(ansa)

Le pagelle della terza serata di Sanremo 2023

I voti alle esibizioni dei 28 big in gara e agli ospiti della serata: i Maneskin e il duetto Morandi-Sangiovanni
6 minuti di lettura

Paola & Chiara

Furore

(agf)

Di furore ce n'è poco dalle parti di Paola e Chiara, che brillano per avere una coreografia 'da ferme' che ci dice che davvero potremmo ballare fino a novant'anni senza difficoltà. Il pezzo è altrettanto fermo agli anni Novanta, magari anche prima, vista l'enfasi 'disco'. Vabbè, sono simpaticamente ancora tra noi

5


Mara Sattei

Duemilaminuti

(ansa)

Assomiglia a troppe altre canzoni questa ballata di Damiano David e thasup, che avrebbero potuto obiettivamente fare di meglio. Certo, non è una brutta canzone e Mara Sattei, al secondo tentativo la canta in maniera decisamente più convincente, appassionata e sorridente, ma è un pezzo buono per qualche settimana e poi non più

6


Rosa Chemical

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Paola & Chiara

Furore

(agf)

Di furore ce n'è poco dalle parti di Paola e Chiara, che brillano per avere una coreografia 'da ferme' che ci dice che davvero potremmo ballare fino a novant'anni senza difficoltà. Il pezzo è altrettanto fermo agli anni Novanta, magari anche prima, vista l'enfasi 'disco'. Vabbè, sono simpaticamente ancora tra noi

5


Mara Sattei

Duemilaminuti

(ansa)

Assomiglia a troppe altre canzoni questa ballata di Damiano David e thasup, che avrebbero potuto obiettivamente fare di meglio. Certo, non è una brutta canzone e Mara Sattei, al secondo tentativo la canta in maniera decisamente più convincente, appassionata e sorridente, ma è un pezzo buono per qualche settimana e poi non più

6


Rosa Chemical

Made in Italy

 

(agf)

Ha certamente una buona dose di presenza scenica, c’è l’intonazione, il canto, la simpatia, la libertà…ma la canzone è brutta, non c’è niente da fare, è un divertissment con un po’ di colore, ha il ritmo per chi si accontenta di poco per poter ballare, ma la distanza dal Pulcino Pio non è molta…

3


Gianluca Grignani

Quando ti manca il fiato

(ansa)

Il primo tentativo è impreciso, il secondo inizia traballando e poi pian piano si riprende. Stona, cade e si rialza, è una vita intera messa in scena davanti a dieci milioni di persone, una vita fatta di alti e bassi, come la canzone. Stona, sì, tanto, ma chi se ne frega, non è interessante per lui cantare bene, ma cantare. Comunque sia è Grignani senza finzioni, con le sue follie e i suoi sogni, la sua musica e la sua vita

6 1/2


Levante

Vivo

(agf)

È bello vedere Levante che emana gioia mentre canta, salta, cerca di mettere energia anche in chi ascolta. Il testo è bello e lei lo interpreta con sicurezza e leggerezza. E la canzone prende quota a ogni nuovo ascolto

7


Tananai

Tango

(ansa)

Una canzone su un amore a distanza. Una onesta ballata, cantata bene, ma niente di più e di nuovo. Poi bisogna vedere il video, con la storia di due ragazzi ucraini separati, veramente, dalla guerra e tutto cambia. Ascoltarla soltanto potrebbe non bastare. Oppure va bene anche così, per chi ha il suo amore lontano

6 1/2


Lazza

Cenere

(ansa)

Il pezzo è tra le migliori produzioni presentate al Festival. Non stiamo parlando di canzone d’autore ma di pop ben costruito, ben cantato e di buon impatto. Con Lazza che, nonostante tutto quello che ha cantato prima, dimostra di voler bene come tutti, alla mamma

7


Lda

Se poi domani

(agf)

Ecco un altro esempio di com’è il Festival 2023: il pezzo di Lda non è brutto, lui non canta male, lo stampo è quello di Ed Sheeran quindi buono, e oltretutto il giovane D’Alessio sa stare sul palco, ed è anche simpatico. Quindi? Quindi la sufficienza se la merita. Ma poi? Speriamo che cresca

6


Madame

Il bene nel male

(ansa)

La versione ‘tormentone’ di Madame crea, appunto, l’effetto tormentone e quindi, all’ennesimo ascolto, aiutato moltissimo dalla ottima performance sul palco, il pezzo comincia a crescere. Madame meno alternativa e più pop alla fine non è malissimo

6 1/2


Ultimo

Alba

(ansa)

Canzone costruita per arrivare all’esplosione finale, che è esattamente dove si vuole trovare Ultimo, il punto dove vuole arrivare, perché è il suo, tra melodia e potenza, sentimento e tradizione. Sì, è nel solco della tradizione e coscientemente, volontariamente, con grande passione. Ma cerca altre strade e la performance merita tutti gli applausi che prende. Circo? No, Ultimo

6 1/2


Elodie

Due

(agf)

Sul palco del festival fa solo e soltanto la cantante, non balla e non recita. Il che la rende credibilissima. Il pezzo è uno dei più gradevoli dell’intero festival ma è lei che lo rende migliore, perché lo canta bene e con personalità

7 1/2


Mr. Rain

Supereroi

(ansa)

Proviamo a spiegarci: Il pezzo di Mr. Rain ha un testo sulla depressione che merita plauso. E non è reato portare in scena un coro di bambini, anche se è una scelta facile e ‘commovente’ e i due bimbi con le ali sono un po’ troppo. Ma lui è un bravo ragazzo, canta con poca ma giusta voce e non esagera. Quindi diciamo che un pizzico di originalità in più nello scriverla non ci sarebbe stato male e non maltrattiamolo

5


Giorgia

Parole dette male

(ansa)

Canta molto meglio della serata precedente e questo le permette di farsi riconoscere da chi la ama. La canzone però non le consente di fare tutto quello che può, e sembra sempre che canti con il freno tirato

6


Colla Zio

Non mi va

(ansa)

Un voto alla simpatia? Un voto all’allegria? Un voto alla vitalità? Si vabbè, ma bisogna dare anche un voto alla canzone, gioviale e vagamente soul. Una sufficienza?

6


Marco Mengoni

Due vite

(agf)

Difficile resistergli. E hanno ragione in platea a spellarsi le mani, perché basta ascoltarlo cantare per capire che sta giocando un’altra partita. E pensate cosa potrebbe fare cantando canzoni migliori di questa, che non è male, sia chiaro, ma è fin troppo sanremese per un artista contemporaneo come lui

7 1/2


Colapesce Dimartino

Splash

(ansa)

Hanno una formula, melodica, ironica, raffinata, popolare, surreale e sentimentale, e la praticano con ingegno e intelligenza. Il pezzo finiremo per cantarlo e loro sul palco lo interpretano con sufficiente carisma fino ad arrivare all’ineluttabile ‘splash’ finale con il quale si stendono sul palco. Ci piacciono comunque

7


Coma_Cose

L'addio

(ansa)

L’addio, come ormai sanno tutti, si sta per trasformare in un matrimonio, e la loro storia in una adorabile telenovela. Ma sono veri, verissimi e noi gli crediamo e questo è fondamentale. L’addio è una gran bella canzone, una delle più belle del Festival, anche per come la cantano e per come la portano in scena. E per quanto sia giusto dire, mentre li vediamo sul palco, che sono diventati Al Bano e Romina, va anche detto che sono i migliori Al Bano e Romina di sempre

8


Leo Gassmann

Terzo cuore

(ansa)

Ma sì, è vestito come uno scaricatore di porto trendy, ma canta bene, anzi canta meglio ogni sera, ed è sostenuto da un pezzo dei Pinguini Tattici Nucleari al quale è impossibile trovare un solo difetto. Anzi, rispetto alla melassa mainstream del resto del festival il pezzo vola decisamente più alto nel pop

7


Cugini di Campagna

Lettera 22

(ansa)

I "Cugini di Lista" sono un essere multiforme, che ha il cervello di Dario Mangiaracina e Veronica Lucchesi e gli abiti glam dei fratelli Michetti. Questi "Frankenstein" hanno prodotto un singolo che, accidenti, ha un bellissimo ritornello e ci costringe, dopo cinquantatrè anni di strenua resistenza, a farci apprezzare i Cugini di Campagna

6


Olly

Polvere

(ansa)

Un simpatico giovane, che vuole e potrà fare di meglio. Per ora si accontenta di poco e con quel poco sfodera una bella voce e una gran sicurezza sul palco, con una citazione dei Coldplay nell’arrangiamento

5


Anna Oxa

Sali (Canto dell'anima)

(ansa)

È difficile capire dove collocare Sali di Anna Oxa, Kaballà e Bianconi, è una canzone fuori misura da qualsiasi parte la si guardi, nella scrittura, nell’interpretazione, nell’impatto sonoro e emotivo. Talmente fuori misura che alla fine meriterebbe un ‘non classificato’ perché non paragonabile alle altre canzoni. Ma alla fine un voto bisogna pur darlo

5


Articolo 31

Un bel viaggio

(ansa)

Articolo 31, tornati insieme, ce lo raccontano con dovizia di particolari. Siamo contenti per loro, abbiamo apprezzato la "confessione", ma la canzone lascia il tempo che trova

5


Ariete

Mare di guai

(ansa)

Questa volta fa centro, canta sommessamente bene, con il suo stile e con il suo modo di fare. La canzone ci piace, e lei la porta sul palco nella maniera migliore. Esiste un futuro del pop italiano? Sì, e probabilmente passa dalle parti di Ariete

7 1/2


Sethu

Cause perse

(ansa)

Sethu e suo fratello ce la mettono tutta. Ma è davvero un brano che vola via con tutta la sua energia non appena finisce di suonare

5


Shari

Egoista

(ansa)

Se non esagerasse con il birignao Shari avrebbe potuto ottenere risultati migliori sul palco del Festival. Dove comunque nella sua seconda esibizione ha fatto figura molto migliore della prima e c’è da sperare che tra domani e sabato le cose migliorino ancora. Perché la canzone è interessante

6


gIANMARIA

Mostro

(ansa)

È decisamente l’unica bella sorpresa del Festival. Anzi non è nemmeno una sorpresa ma una conferma, perché già a X Factor e a Sanremo Giovani aveva messo in luce tutte le sue doti. È bravo, molto, e il brano è adattissimo al suo stile, alla sua verità. Sembra dinoccolato anche dentro, nell’anima, e questo è decisamente interessante

8


Modà

Lasciami

(ansa)

Per quanto questa linea di produzione (Renga, Le Vibrazioni…) sia irrimediabilmente invecchiata e non abbia più la centralità che ha avuto in passato, i Modà si difendono con meno retorica e meno pomposità che in passato, facendo una bella figura

6



Will

Stupido

(ansa)

Ancora un giovane che si presenta bene, canta bene, è simpatico, ma ha una canzone che sembra già ascoltata mille volte prima. Maltrattarlo, oltre a una inutile cattiveria, sarebbe anche ingiusto, perché abbiamo sentito anche di peggio

5

 


Måneskin

(agf)

Una bella scarica di adrenalina per scuotere la tranquilla progressione delle ventotto canzoni in gara. I detrattori hanno avuto un’ulteriore occasione per parlarne male, chi li apprezza si è entusiasmato ancora una volta. Sono giovani, belli, bravi, potenti, e per fortuna non sono i Led Zeppelin. Possono fare pezzi migliori, certo, lo possono fare tutti. Ma avrebbero potuto fare di peggio, e invece hanno conquistato il mondo

8


Gianni Morandi e Sangiovanni

Fatti mandare dalla mamma

(ansa)

Un duetto ben pensato, con due artisti perfettamente compatibili nonostante la differenza d’età. Sangiovanni è Morandi oggi, Morandi è Sangiovanni tra cinquant’anni. E quindi sono perfetti nel cantare Fatti mandare dalla mamma. Ma poi gli autori si fanno prendere la mano e trasformano una cosa bella e musicalmente giusta, in una gag televisiva di bassa lega, con il balletto con le bottiglie di latte in mano che balla il twist. Ma che ci voleva a lasciarli da soli a cantare? Non erano abbastanza? Sì erano abbastanza

8