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Scudetto, Mourinho ultimo ostacolo per Spalletti

Dopo aver abbattutto la Juventus, il Napoli deve guardare allo scontro del 29 gennaio contro i giallorossi. E dopo tre giorni, in Coppa Italia, le due squadre potrebbero incontrarsi nuovamente

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Spazzata via la Juventus. Incartate nei loro stracci di mercato le milanesi. Resta un solo anti-Napoli. È più pericoloso, vicino, sfaccettato. È la Roma. È Roma, con la sua eterna (quella sì) capacità di irridere tutto e tutti anche dal basso, credendosi dall’alto. È Mourinho con il suo piano B, un’altra magia minore, che passa per Napoli. Nell’anno in cui sembrano destinate a interrompersi l’egemonia del Nord, la sequenza Juve-Inter-Milan e l’ineluttabilità degli effetti della ricchezza, non è così paradossale che esploda quest’altra rivalità. Da un lato si mostra l’incapacità generalizzata di farsi bastare la felicità senza il contorno della sofferenza altrui, di vincere senza infierire. L’abitudine al tifo contro è così connaturata che ogni carro del vincitore espone gogne per lo sconfitto, i cori più convinti sono quelli di scherno, la gioia è un riflesso. In una strada che porta al trionfo si sente la necessità di agguati nelle piazzole di sosta. Dall’altro lato appare la frustrazione per l’occasione mancata, il successo possibile, con un mercato disponibile. Addirittura, con un allenatore avuto a disposizione (che ci fa il mio ex che scriveva poesiole alla cerimonia dei Nobel?). La Roma avrà un solo Dybala, ma il Napoli non ne ha 11 e neppure 8 o 7, tuttalpiù 2 (Kvara e Osimhen). Il suo allen-attore avrebbe dedicato la cura necessaria per ottenere quanto hanno dato a giocatori come Elmas, Mario Rui o Rrahmani? 


Poi, ci si mette il destino, giocando con il calendario. Guardate l’orizzonte prossimo: domenica 29 gennaio, campionato, Napoli-Roma. Tre giorni dopo, mercoledì 1 febbraio, quarti di Coppa Italia, salvo scherzi della Cremonese agli ottavi, Napoli-Roma. Attenzione: mentre le mille tv private di Napoli sono ormai in adorazione di Spalletti, le altrettante radio di Roma, al netto di agiografi interessati e pubblico ancora sotto ipnosi, diffondono crescenti dubbi su Mourinho. Non gli basta più un nemico, gli ci vuole un risultato. Una coppa che possa indicare come un Sacro Graal. Nel suo linguaggio il bersaglio è individuabile dalle difficoltà che evoca per centrarlo. Se dice che "la Coppa Italia è ingiusta perché il meccanismo sfavorisce i più deboli" vuol dire "se la prendiamo è come una Champions". Vai a Napoli, fai “lo spaccone” al biliardo, lasci la prima e nella seconda tiri fuori tutto quel che hai. Intanto il popolo freme, la rivalità esplode, i giornali intervistano scrittori nati qua e là che mettono in bella copia brutti sentimenti e il governo vara provvedimenti. 

 

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