Francesca ha detto che da grande vorrebbe imparare a fare 'o tiraggiro come Insigne, "anche se ora è da un po' che non mi viene", scherza l'attaccante del Napoli con un foglio giallo in mano. Manuel propone all'altro Manuel (Locatelli), con un biglietto di presentazione, uno scambio di maglia, visto che entrambi giocano con la 27. Affare fatto, "per forza, si chiama come me". I giocatori della Nazionale hanno aperto, al Museo del Calcio di Coverciano, le letterine che i bambini avevano lasciato per loro sotto l'albero di Natale. Oltre 200 messaggi di auguri e richieste curiose che hanno divertito Insigne e Locatelli, che insieme hanno svuotato il grande sacco rosso che custodiva i pensieri dei piccoli tifosi.
E così, durante lo stage voluto da Roberto Mancini in vista del play-off mondiale di marzo, i giocatori azzurri hanno fatto il pieno di tenerezza. Tra gli ultrà in miniatura più ambiziosi c'è chi giura che un giorno giocherà al fianco di Barella. E chi invece vede già la maglia azzurra col proprio cognome conservata in una teca del Museo del Calcio. Tanti i ringraziamenti per la vittoria dell'Europeo e gli incoraggiamenti per Spinazzola, tra i calciatori preferiti che i piccoli sostenitori non vedono l'ora di veder tornare a "sfrecciare sulla fascia". È quello che si augurano anche i più grandi, a partire dal ct e da Mourinho, che sperano di riabbracciare l'esterno il prima possibile.
Ai Babbi Natale vestiti d'azzurro che popolano il campo d'allenamento di Coverciano i piccoli amanti della Nazionale hanno chiesto anche - forse su consiglio sussurrato all'orecchio dai genitori - di portare l'Italia al prossimo Mondiale. Per esaudirlo toccherà alla squadra di Mancini riempire il sacco (di palloni). Non uno qualasiasi, ma la rete alle spalle del portiere della Macedonia del Nord e chissà, qualche giorno dopo, del numero uno del Portogallo o della Turchia. È il regalo che desiderano tutti gli italiani dagli 0 ai 99 anni, le letterine sono state spedite subito dopo il pareggio in Irlanda del Nord.