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Da Higuain a Taarabt: una dieta per 'rinascere'

Gonzalo Higuain (agf)
Sono tanti i calciatori tornati protagonisti dopo un periodo di appannamento fisico: dall'argentino della Juve fino al marocchino del Genoa che ha ammesso di aver perso 11 chili in tre mesi. Una vera e propria metamorfosi che passa dai sacrifici a tavola e arriva ai gol in campo
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ROMA - Sacrifici a tavola, gol e prestazioni in campo. Higuain che torna attore protagonista dopo un periodo di appannamento fisico anche grazie al regime alimentare - tante proteine, due chili in meno - che la Juventus gli ha proposto durante l'ultima sosta per le Nazionali è solo l'ultimo caso di chi cerca in fondo al piatto la soluzione alla crisi. Allegri l'aveva detto una decina di giorni fa in conferenza stampa: novembre è il mese del Pipita, visto ritrovato in allenamento dopo la revisione della sua dieta: riecco gol e una presenza costante su tutto il fronte d'attacco. E fine della siccità in zona rete. Per Higuain l'oscillazione della bilancia è davvero un peso. Nei primi calci da bianconero, l'anno scorso, saltava agli occhi la scarsa forma fisica, poi rifinita, messa a lucido, con 32 gol stagionali. E anche a Napoli durante la stagione monstre da 36 reti in campionato l'asso argentino era finito al centro del quadrato per il sovrappeso: era De Laurentiis a evidenziare le sue rotondità, puntura che lo stesso Higuain e il fratello procuratore non presero affatto bene, come sottolineato dal fratellino del Pipita a mezzo stampa, una volta concluso il passaggio della punta in bianconero.

E se l'argentino ha impiegato circa 15 giorni per fare il tagliando e mandar via il peso in eccesso - un fattore che non ha avuto presa sul commissario tecnico argentino Sampaoli, che gli ha di nuovo preferito Benedetto, oltre a Icardi, per le amichevoli della Selecciòn -, ci sono voluti tre mesi di dieta per Taarabt per prendersi il Genoa e una seconda possibilità con il calcio italiano. Il gol al Napoli, poco più di una settimana fa, un altro di pregevole qualità a Cagliari. Undici i chili persi tra la scorsa primavera ed estate, assieme alla consuetudine ai piaceri notturni e al poco impegno in allenamento. Mangiava di tutto, il calcio era passione svanita, non un lavoro. La metamorfosi è arrivata sotto gli input di Juric non solo a tavola ma anche nei ritmi di vita: a letto entro le 23, riposo. Ma soprattutto: niente sgarri a tavola. E i benefici si sono visti, a Marassi e non solo.

E' la strada che tocca percorrere anche a Ciciretti, il talento del Benevento che con 11 sconfitte in fila sta riscrivendo un pezzo di storia del calcio italiano. De Zerbi poco dopo aver disfatto le valigie e perso con la Lazio in Sannio si è accorto che l'esterno romano che regalava show in B era fuori forma. Qualche chilo in più, quasi nulla rispetto ai leader storici dell'argomento, Paul Gascoigne che perdeva 17 kg in ritiro con Zeman alla Lazio, verdure cotte e patate invece di alcol e hamburger. Oppure Cassano che trionfava nella notte madrilena con spaghettate e pizze a mezzanotte, con Zidane, Raul, Beckham e gli altri galacticos (forse) a nanna da un pezzo. Oppure Adriano, poco ammirato alla Roma prima di tornare in Brasile. O ancora Maxi Lopez e la "lavatrice sulle spalle da sette kg", il copyright era di Mihajlovic, la scorsa stagione al Torino. Poi l'argentino è finito a Udine spiegando che con Miha era finita e che anche le parole hanno il loro peso...
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