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Fiorentina, Iachini: "Noi più stanchi della Juve, ma niente alibi"

Giuseppe Iachini (agf)
Il tecnico ricorda l'impagno in coppa mentre "loro hanno avuto la settimana perfetta". Sul mercato: "La società poteva fare qualcosa in più ma comunque ha seguito la linea dell’allenatore"
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FIRENZE - La sessione invernale di calciomercato si è chiusa sotto i colpi di Barone e Pradè. Sono arrivati Igor, Duncan, Agudelo, Kouame, Amrabat e Cutrone. Una spesa complessiva di oltre 70 milioni di euro e un lavoro, sul mercato, che potrebbe dare i suoi frutti specie in ottica futura. Adesso, però, c'è da pensare al campionato: domenica 2 febbraio (ore 12.30) all'Allianz Stadium la Fiorentina affronta la Juventus nelle più classiche delle rivalità sportive. Beppe Iachini dovrà fare a meno degli squalificati Milenkovic e Caceres, con Igor che si candida per una maglia da titolare, e dell'infortunato Castrovilli che tornerà ad allenarsi dalla prossima settimana. Queste le dichiarazioni del tecnico viola alla vigilia del match. 
 
Soddisfatto del mercato invernale?
“Ci sono stati interventi per immediato e per futuro, era nelle strategie e avevamo già parlato con la società che voleva fare anche qualcosa in più: qualcuno non è venuto perché nel mercato di gennaio si verificano alcune situazioni particolari. Abbiamo fatto operazioni anche in ottica futura, come Kouame e Amrabat. Si è lavorato con una logica per fare il girone di ritorno in maniera più omogenea, con altri ragazzi che ci hanno lasciato per fare esperienza. Mi piace sottolineare come la società volesse fare anche qualcosa in più: non si sono concretizzati, pazienza. La volontà era di aggiungere altri elementi. Finito il mercato, pensiamo a far inserire questi ragazzi il prima possibile". 
Si aspettava qualcosa di diverso sul mercato?
“La società poteva fare qualcosa in più ma questo non è accaduto per le dinamiche del mercato di gennaio. La società ha seguito la linea dell’allenatore, portando avanti un percorso. I ragazzi che sono arrivati sono tutti di gradimento dell’allenatore, sia per l’immediato che per il futuro. Su Kouame e Amrabat, per esempio, ho dato un giudizio positivo. La società si è mossa molto bene e questo ci fa ben sperare”. 
Il primo Juventus-Fiorentina da allenatore: come lo vive?
“Per tutti è una gara molto importante. Mi dispiace affrontare inter e Juve in emergenza ma siamo consapevoli di voler giocare la partita con chi abbiamo. Dovremo fare la gara perfetta perché contro queste squadre spesso i singoli fanno la differenza. Stiamo cercando di recuperare le energie: noi abbiamo avuto tre gare in una settimana, la Juventus ha avuto la settimana tipo. Non ci devono essere alibi, anche se questa situazione non mi torna. Sarebbe stato più logico giocare alle stesse condizioni. Sarà una gara dispendiosa. Vorrei 18 animali organizzati, con mentalità, per fare una gara di coraggio e personalità”. 
Si lamenta come Conte del mercato?
“Si sono fatte delle ottime cose ma per avvalorare ancora di più il lavoro della società, dico che volevano fare ancora di più e prendere qualche altro elemento. Gli va dato merito. Non è stato demerito della società se non si sono chiuse alcune operazioni, è il mercato di gennaio. E’ positivo il messaggio che volevo far passare: il club vuole che la squadra cresca sempre nel tempo”. 
Quale Juventus-Fiorentina si ricorda meglio da calciatore?
“Ne ho fatte diverse da giocatore, ne ho anche vinte. Con Baggio in campo, poi a marcare Baggio. Erano altri anni, è sempre un appuntamento importante per Firenze. Ci teniamo molto e dovremo fare una grandissima partita, di alto livello”. 
Dragowski ha detto che quando lei si arrabbia, meglio stare lontani…
“Non sono duro, non sono cattivo: pretendo tanto, da tutti, sui vari aspetti. Voglio che poi si riporti tutto sul campo con personalità, atteggiamento, mentalità. Oltre alla tattica, poi, dobbiamo abbinare attenzione e intensità. Si vede una crescita in questo”. 
Come si inserisce Igor nella sua idea di difesa? E Duncan?
“Igor è un difensore molto giovane, mancino che può giocare sia centrale che esterno a sinistra. Può giocare sia dentro la linea difensiva che come esterno, come alternativa a Dalbert perché ha buona corsa e anche buona esplosività. Ha buona potenzialità con margini di miglioramento. Duncan è un centrocampista mancino, dinamico, con buona tecnica e nel nostro centrocampo, avendo tutti piede destro, un sinistro ci poteva stare. Ha propensione ad arrivare sotto porta e così abbiamo completato il reparto. Non sarà disponibile perché ha avuto una problematica, valuterà lo staff medico per capire quando potrà tornare in campo”. 
 Igor può giocare già contro la Juventus?
“Si, è un’idea. Ha fatto il primo allenamento con noi e ci stiamo lavorando. Valuterò, verificherò per capire se può giocare subito”. 
 Come vive il momento un po’ sfortunato anche con gli arbitri?
“Qualche episodio sfortunato c’è stato, con Napoli e Genoa. Ci è successo anche a Milano contro l’Inter in un momento determinante, con quel rigore non dato. Sono episodi, non siamo stati fortunati e ci auguriamo di poter riprenderci qualcosa nel tempo. Ci spettava qualcosa, ci dispiace ma guardiamo avanti”. 
 Cosa darebbe per vincere contro la Juventus?
“E’ la bestia nera per tanti, visto quello che ha fatto specie negli ultimi anni. Però è una partita e cercheremo di giocarla nei migliori dei modi. Avremmo voluto affrontarla tra un mese, con tutti gli effettivi e con le conoscenze migliori. Cercheremo di fare un’impresa, cioè fare un risultato su quel campo. E’ quello che ho chiesto ai ragazzi”. 
 Quanto è cresciuto Dybala da quando lo allenava lei?
“Oggi è uno degli attaccanti più forti del mondo. Già a 18 anni, quando era con me, la sua collocazione doveva essere chiara: per me era un attaccante, una prima punta. A livello fisico è piccolino ma davanti alla porta è devastante e da prima punta è esploso. Ha sempre voglia di crescere, è un giocatore più maturo con più esperienza e consapevolezza della propria bravura”. 
 Come ripensare il centrocampo?
“Devo verificare i recuperi dei centrocampisti e poi penserò cosa fare, tenendo conto anche degli affaticamenti dopo le tre partite in una settimana. Abbiamo speso molto contro l’Inter, verificherò e poi sceglierò”. 
 Cosa vuol vedere dai suoi giocatori contro la Juventus?
“Una squadra organizzata, con mentalità e atteggiamento giusti sul gioco e con personalità. Se abbassi la concentrazione, dall’altra parte ci sono giocatori che possono risolvere la gara con una giocata”. 
 Cosa teme della Juventus di Sarri?
“Sarri è un allenatore molto preparato, che dà organizzazione seria alle sue squadre. L’ha sempre fatto. E’ chiaro che anche lui possa ancora migliorare insieme alla sua squadra, che ha ampi margini di crescita”. 
 Come si ferma Cristiano Ronaldo?
“Con una partita perfetta sotto l’aspetto difensivo, come quasi fatto con l’Inter. Dovevamo migliorare nei passaggi in uscita, cosa che abbiamo fatto bene a Napoli. A Milano ci è mancato solo questo per emulare Napoli. A Torino ci vorrà la stessa organizzazione di reparto, nella fase di non possesso. Limitarlo del tutto, però, è difficile: sa sempre tirarti fuori la giocata in qualsiasi momento”. 
 E’ il compleanno di Batistuta, cosa le augura?
“E’ un amico al quale sono molto affezionato. Abbiamo condiviso tante emozioni con questa maglia e gli faccio tanti auguri. Spero possa avere un’ottima salute dopo i problemi alla caviglia. Anche a livello professionale spero possa avere una seconda carriera. Merita un ruolo importante nel calcio”. 
 
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