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Champions, Allegri senza dubbi: a Dortmund una Juventus d'attacco

(lapresse)
Il tecnico bianconero, senza Pirlo, schiera un 4-3-1-2 con Barzagli in panchina, ma pronto a subentrare per passare al 3-5-2 in caso di gol segnato. Davanti confermati Tevez e Morata
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DORTMUND - Quanto vale la Juve al cambio internazionale? I bianconeri riusciranno ad esportare il loro calcio e a curare il loro mal d'Europa? La capolista della Serie A avrà la meglio della decima forza della Bundesliga? Le risposte arriveranno questa sera dal prato dell'ex Westfalenstadion, casa Borussia Dortmund, ora Signal Iduna Park, terra di conquista nelle tre precedenti visite della Signora, nel 1993 e due volte nel 1995, poi però sconfitta dai gialloneri nella finale di Champions del 1997 a Monaco di Baviera.

Il presidente Agnelli e il tecnico Allegri hanno provato ad allentare l'alta pressione che impregna la partitissima di stasera (ore 20.45), dicendo che un match non basta per giudicare o tantomeno pregiudicare una stagione comunque vincente. Ma la voglia di affermazione dentro e intorno alla Juve si vede, si sente, si tocca tra le vie di Dortmund, una città pacificamente invasa da quasi 5 mila tifosi bianconeri.

La Juve ha due risultati utili su tre, e potrebbe pure permettersi di perdere 3-2 o 4-3, ma preferisce non fidarsi del "vantaggio minimo", Allegri dixit, garantito dal 2-1 dell'andata a Torino. "Difficilmente finirà 0-0 e per passare il turno ci serviranno due gol", ha avvertito l'allenatore toscano. Le sue parole trovano riscontri nella scelta del modulo, con tutta probabilità il 4-3-1-2 provato durante la seduta di rifinitura, impianto più offensivo di quel 3-5-2 che potrebbe tornare utile in corsa, soprattutto in caso di gol bianconero, con l'innesto di Barzagli in difesa. Nessun fortino bianconero, dunque, ma una Juve d'attacco, più di lotta che di governo. Difesa attenta e contropiede fulminante, più o meno la stessa sceneggiatura dell'andata allo Stadium, sperando di solcare le praterie che spesso si schiudono alle spalle dei difensori del Borussia Dortmund.

Allegri vuole eguagliare la migliore impresa internazionale compiuta dalla Juve di Conte (fuori ai quarti di finale contro il Bayern Monaco nel 2012-13) e dal suo Milan (fuori ai quarti di finale contro il Barcellona nel 2011-12). Per farlo schiererà Bonucci e Chiellini davanti a Buffon, Lichtsteiner ed Evra sulle fasce, Marchisio vertice basso del rombo di centrocampo, Vidal e Pogba interni, Pereyra sulla trequarti e in attacco Tevez e Morata, chiamati a ripetere le prodezze dell'andata a Torino?. Cinque titolari della probabile formazione bianconera sono sotto diffida: Lichtsteiner, Pogba, Pereyra, Vidal e Morata.

Klopp risponderà con il suo classico 4-2-3-1: il non infallibile Weidenfeller tra i pali, le colonne Hummels e Subotic al centro della difesa, Kirch e Schmelzer in corsia, Gundogan e Kehl (oppure Bender) playmaker bassi, con il trio-fantasia composto da Blaszczykowski, Reus e Kampl (oppure Mkhitaryan) alle spalle di Aubameyang, preferito all'ex bianconero Immobile.  

Intanto è partita la caccia a Dybala, uno dei profili più graditi dai bianconeri per il dopo Tevez. L'attaccante argentino del Palermo piace molto al Psg e ai top club della Premier League, ma ha espresso al suo entourage e alla società rosanero il desiderio di rimanere in Italia. Ottima notizia per la Juve, che si è mossa in anticipo rispetto alla concorrenza italiana (Roma e Inter), ma dovrà fare i conti con le richieste di Zamparini: per La Joya, il gioiello, servono 40 milioni di euro cash.
 
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