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La Juve a casa di Puskas, allo stadio in 20 mila

L'ingresso della Puskas Arena a Budapest (ansa)
Stasera la sfida di Champions contro il Ferencvaros. Si gioca nello stadio dedicato al grande campione magiaro, impianto aperto al pubblico
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BUDAPEST - La Juventus si è risvegliata in una Budapest nebbiosa, non fredda ma un po' preoccupata, visto che ieri sera il premier Viktor Orban ha annunciato una nuova serie di restrizioni (che qui al momento erano molto blande, vista la situazione non drammatica dell'Ungheria in rapporto alla pandemia), a partire dal coprifuoco dalla mezzanotte alle cinque del mattino. "Da noi il contagio è in ritardo rispetto a buona parte dell'Europa, il picco ce lo aspettiamo a dicembre e quindi bisogna intervenire per tempo". La curva dei contagi e soprattutto dei morti (90 solo ieri) è in costante crescita. Anche il Ferencvaros ha un positivo al coronavirus, il centrocampista albanese Uzuni.

Stadi sempre aperti

Gli stadi restano comunque aperti (così come cinema e teatri), purché attorno a ogni spettatore vengano garantite tre sedie vuote: difatti questa sera la Puskas Arena, costruita con un capienza che sfiora i 68 mila posti, potrà ospitare 20 mila tifosi, poco meno di quelli che in condizioni normali affollano lo stadio del Ferencvaros, la Groupama Arena, dove comunque per il recente derby con l'Ujpest c'erano 15.789 paganti, ben più della metà della capienza dell'impianto, che è di 28 mila posti. Non sono nemmeno mancati gli incidenti, ma d'altronde i tifosi del Fradi sono molto caldi e hanno frange di estrema destra.

Quel gol di Albert

La Puskas Arena sta per compiere un anno. È  sorta sulle ceneri dello storico Nepstadion, dove la Juve ha giocato due volte: nel 1962 in Mitropa Cup batté il Ferencvaros per 1-0, mentre nell'agosto del 1965 partecipò alla cerimonia inaugurale delle Universiadi giocando un'insolita amichevole contro la nazionale ungherese, a quell'epoca fortissima. L'Ungheria vinse con un gol del mitico Florian Albert, che due anni dopo fu Pallone d'oro Ma il ricordo che più lega la Juve al Ferencvaros è amaro e risale a due mesi prima (23 giugno 1965), quando i bianconeri persero contro i magiari la prima finale europea della loro storia, quella di Coppa delle Fiere, che per altro si era giocata in partita unica al Comunale di Torino.

Juve a cinque stelle

La Juve è alloggiata nel lussuoso Corinthia Hotel, un cinque stelle dotato di una delle più belle spa della capitale, d'altronde famosa per i suoi favolosi impianti termali. La squadra, sbarcata a Budapest ieri sera, non lascerà l'albergo fino a due ore prima della partita: l'unica attività prevista sono i classici esercizi di risveglio muscolare. Ai calciatori è stato suggerito di non uscire. Intorno all'hotel, comunque blindatissimo (c'è anche l'esercito), non c'è ressa, ma solo pochi curiosi. Il charter bianconero rientrerà a Torino già nella notte.
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